Cosa ti racconta un albero?

venerdì 23 novembre 2012

Cacao ...meravigliao!

Vi ricordate la celebre canzone scritta da Renzo Arbore e Claudio Mattone, cantata in playback da una giovanissima Paola Cortellesi? ...Cacao Meravigliao è stato uno sponsor immaginario della trasmissione televisiva  Indietro tutta!, reso a tal punto popolare da quest'ultima che, pur non esistendo affatto, nel periodo di messa in onda della trasmissione veniva spesso cercato dai clienti all'interno di negozi e supermercati. Erano gli anni ottanta ma oggi potremmo tranquillamente cantarla di nuovo sponsorizzando questo meraviglioso prodotto...perchè

"Non c’è niente al mondo come il cioccolato. È lussurioso, sensuale, delizioso, appassionato, dona ispirazione, voluttà ed eccitazione a tutti i sensi."

Il Cacao (Theobroma cacao) è un albero sempreverde originario delle regioni tropicali dell'America, in particolare dell’Amazzonia. Attualmente è coltivato in diverse regioni tropicali (Messico, Brasile, Venezuela, Ecuador) e nell’Africa centrale. Il termine scientifico “theobroma cacao” (cibo degli dei), venne indicato da Carlo Linneo nel XVIII sec. per le numerose proprietà attribuite al cacao dai popoli dell'America centrale.Theobroma cacao fa riferimento a theobroma, un termine greco che significa 'nutrimento degli Dei', e al nome dato alla pianta dagli Aztechi: cacahuàtl che significa “sostanza estratta dai semi”. Il termine Cacahutal deriva forse dall’unione di kakawa, parola olmeca-maya, con il termine atl (acqua); la cioccolata era infatti preparata mescolando polvere di cacao fermentato e torrefatto con acqua e spezie. Il termine cioccolato, invece, sembrerebbe derivare dalla trascrizione fonetica di xocolat (pronuncia: tciocoatl). Sembra inoltre che xocoyac significasse fermentare.
I semi erano: un simbolo di prosperità nei riti religiosi; una medicina capace di guarire le malattia della mente e del corpo (eritemi, diarrea o mal di stomaco); la base del sistema monetario. 
Un seme di cacao valeva l'equivalente di quattro pannocchie di mais, tre semi servivano per comprare una zucca o un uovo di tacchino, e con cento si poteva entrare in possesso di una canoa o di un mantello in cotone. Sotto l'aspetto alimentare il cacao era ingredienti fondamentale per diverse bevande, classificate in base alla qualità dei semi e dei prodotti associati. Famosa era la “pasol”, cacao abbinato al mais, che confezionata in forma di palline diventava alimento corroborante di facile trasporto, da consumare dopo l'immersione in acqua calda. Lo storico milanese Benzoni nella sua “Historia del mondo nuovo” (1565) così presenta il cacao e la mistura da esso derivata:
“Il cacauate è la lor moneta e la produce un albero non troppo grande” che “non vive se non in luogo calido, e ombroso, e se fosse toccato dal sole morirebbe... il suo frutto è a modo di mandorle, e nasce in certe zucche di grossezza e larghezza quasi come un cocomero… lo mettono al sole a sciugare, e quando lo vogliono bevere, in un testo lo fanno seccare al fuoco, e poi con le pietre… lo macinano, e messolo nelle sue tazze… a poco a poco distemperatolo con acqua, e alle volte con un poco del suo pepe, lo beono, il quale più pare beveraggio da porci che da huomini”.

Gli alberi di cacao possono raggiungere un’altezza fino ai 20 m allo stato selvatico. Ha foglie persistenti, alterne, ovali, con margine lievemente ondulato, lucide nella parte superiore, con picciolo fogliare dotato di articolazione che permette di orientarsi a seconda dell'intensità luminosa. Non tutte le specie di cacao hanno le foglie verdi. I fiori sono di piccole dimensioni sparsi a mazzetti, bianchi, verdi o rosei, che spuntano direttamente sul tronco o sui rami adulti (dal 3°anno). Solo lo 0.5-5% dei fiori si trasformerà in frutti.
fiori del cacao
interno del frutto
 Il frutto, lungo 10-32 cm, è una bacca ovale denominata “cabosse”, variabile in forma, dimensione (tra i 300 e 500 g) e colore (coriacea, gialla o rossa a maturità). La maturazione dei frutti, dura tra i 4 e i 7 mesi, e le loro caratteristiche variano da una varietà all’altra e anche all’interno della stessa varietà.
I semi, detti anche Fave, sono disposti in file regolari in un numero di 20-60 per frutto, immersi in una polpa mucillaginosa acidula contenente glucosio e fruttosio, grassi, albuminoidi, alcaloidi, tra questi i più importanti sono la teobromina e la caffeina (contenuta in quantità ridotta).
I frutti vengono raccolti due volte l’anno; il raccolto estivo, in genere, produce frutti di miglior qualità. Gli alberi diventano produttivi a 5-6 anni, raggiungendo il massimo della resa dopo 20-30 anni e mantenendola fino a circa 40 anni.
Storia del cacao 
In base alle ricostruzioni storiche, sembra che i Maya siano stati gli scopritori e i primi coltivatori del cacao; secondo una leggenda azteca, la pianta fu donata dal dio Quetzalcoatl per alleviare gli esseri umani dalla fatica. Gli europei scoprirono i semi del cacao quando Cristoforo Colombo li ricevette in dono, durante il suo quarto viaggio, presso l'isola di Guanaja.
Nella civiltà azteca erano considerati un bene di lusso, e venivano importati per il fatto che la pianta non cresceva sul territorio dell'impero. Il consumo del cacao era una prerogativa dei ceti alti (nobili, guerrieri e sacerdoti), e rappresentava uno dei cardini della cucina azteca.
I semi di cacao erano talmente preziosi da venire adoperati anche come moneta. Da ciò il primo nome del cacao (Amygdalae pecuniariae ovvero mandorla di denaro) poi sostituito da Linneo in Theobroma cacao o cibo degli dei. Le fonti del tempo narrano anche di frequenti contraffazioni effettuate riempiendo i gusci vuoti con sporcizia o fango. Proprio dal termine azteco in lingua nahuatl xocoatl deriva la parola "cioccolato". I semi di cacao arrivano in Europa solo con Hernán Cortés nel 1528. Qui la bevanda ottiene il successo solo con l’aggiunta di zucchero, anice, cannella e vaniglia. Nel 1606 il cioccolato si produce anche in Italia, a Firenze e Venezia. Nel 1678 Antonio Ari ottiene dai Savoia il permesso di vendere la cioccolata ‘in bevanda’. Alla scuola torinese di cioccolato si forma Francois-Luis Cailler che nel 1819 fonda la prima fabbrica svizzera di cioccolato a Vevey. Nel 1802 il genovese Bozelli costruisce una macchina per raffinare la pasta di cacao. Nel 1828 l’olandese van Houten separa il burro di cacao. Nel 1865 a Torino Caffarel mescola cacao e nocciole producendo il cioccolato gianduia. Nel 1878 lo svizzero Daniel Peter mescola il latte al cacao producendo il cioccolato al latte. Nel 1879 a Berna Rodolphe Lindt produce il cioccolato fondente. Nel 1923 a Chicago Frank Mars inventa la barretta al cioccolato.
Il cacao in fitoterapia
Le parti del cacao che vengono utilizzate in fitoterapia sono i semi; la droga che ne viene estratta è costituita da alcaloidi purinici (caffeina e teobromina), polifenoli, tannini, amine biogene (fenetilamina, tiratina, triptamina e serotonina) ecc.
I prodotti fitoterapici a base di cacao vengono commercializzati sotto forma di polveri (dosaggio consigliato 1-2 g giornalieri) oppure sotto forma di estratto standardizzato (dosaggio consigliato 100-300 mg al giorno).
Il cacao veniva tradizionalmente usato come blando diuretico e come sostanza psicostimolante; le proprietà fitoterapiche che vengono attribuite al cacao sono le seguenti: astringente, stimolante del sistema nervoso centrale, broncodilatatrice, diuretica, cardiotonica e vasodilatatrice. Viene principalmente consigliato per combattere gli stati di affaticamento e le blande forme depressive.
 E' di agosto la notizia letta sul Corriere della Sera in cui si afferma che oltre a essere un antidepressivo e un antiossidante, a migliorare le funzioni dei vasi sanguigni e a ridurre la pressione, questa sostanza che ha anche il vantaggio di essere buona vanta la capacità di contrastare l'invecchiamento delle cellule cerebrali. Lo ha scoperto l'équipe coordinata dal professor Giovambattista Desideri, della Divisione Geriatrica dell'Università dell'Aquila, in uno studio pubblicato sul giornale Hypertension. È tutto merito dei flavonoli del cacao, ovvero dei composti appartenenti alla classe dei flavonoidi: nelle giuste dosi sarebbe infatti grazie a questi componenti naturali che il cacao aiuterebbe a frenare il declino cognitivo. Lo studio ha coinvolto novanta persone anziane già interessate da un declino cognitivo lieve, condizione che comporta la perdita di memoria e che può progredire fino ad arrivare alla demenza e all'Alzheimer.

Nel 1609 fu pubblicato in Messico il primo trattato scritto esclusivamente sul cacao: “Libro en el cual se trata del chocolate”. Moltissimi libri da allora sono stati scritti sul cacao e io oggi vi propongo un nuovo libro che già solo dal titolo dovrebbe invitarvi alla lettura ossia Il Cioccolato che fa Bene! di David Wolfe, Shazzie. Cliccando l'immagine di copertina potete leggere notizie sugli autori e sul libro  (oltre che usufruire dello sconto) per scoprire che il cioccolato fa davvero bene si... ma senza che sia edulcorato 




 Per conoscere invece tutte le proprietà del cacao,oltre a quelle che vi ho elenacato io, e per leggere in anteprima alcune pagine del libro "Il cioccolato che fa bene! Senza l'uso di latticini e zucchero-60 deliziose ricette per gustarlo senza preoccupazioni" cliccate sull'immagine sotto...
PROPRIETA' DEL CACAO


 Ora andrò a farmi una bella tazza di cioccolata fumante ...senza zucchero però ! Buona cioccolata a tutti !



 Valentina