Cosa ti racconta un albero?

martedì 20 novembre 2012

June Uriagereka-artisti degli alberi-


clicca sull'immagine per entrare nel sito di June
 Oggi parliamo di June Uriagereka un'artista dei Paesi Baschi che, è davvero il caso di dirlo, è molto in sintonia con lo spirito dei boschi. June si presenta con queste parole :
 " I have been drawing,painting and creating things since I can remember . I like secret gardens, misty and rainy days, tea, old keys, ivy and mushrooms, forests, moss and fallen leaves, storms, dark skies and the moorland and its ghosts..."

Amo disegnare, dipingere e creare cose da quando ne ho memoria. Mi piacciono i giardini segreti, le giornate nebbiose e piovose, il tè, le chiavi antiche, l'edera, i funghi, i boschi, il muschio e le foglie cadute, le tempeste, i cieli scuri e la brughiera con i suoi fantasmi...

June è un' artista autodidatta. Dipinge con colori acrilici e matite colorate su legno, crea scatole dipinte a mano e opere d'arte da indossare. I suoi quadri sono ispirati alla natura, hanno come soggetto fate, animali, piante, folklore, miti e fiabe. 

Questa passione nasce fin da piccola quando ha scoperto  "Faeries" un libro di Brian Froud e Alan Lee ed è rimasta affascinata dalle storie magiche e dalle bellissime illustrazioni* (cliccate sulla copertina qui a fianco per vedere il libro). Così June è cresciuta credendo in fate, folletti, driadi e in tutti gli altri spiriti della natura. Le sue illustrazioni e le sue creazioni, infatti, hanno tutte queste tematiche e sembrano uscite dal portagioia di una fata del bosco. Sono rimasta molto colpita dalle sue creazioni e in particolare dai toni malinconici, ma mai tristi, che hanno tutti i suoi personaggi femminili. Le sue creazioni del tutto originali utilizzano diversi supporti, ci sono ciondoli in legno con cordoncini di pizzo e piccole decorazioni in charme, portagioie e carillon, piccole cornici e dipinti, miniature, segnalibri. La maggior parte degli oggetti sono in legno, tutti dipinti e decorati a mano, i colori hanno i toni dei boschi, verde muschio e terre, e delle fate, azzurri e turchini, bianchi e smeraldo, i soggetti sono sempre fate e spiriti del bosco, poi animali come volpi, lepri, gufi e civette, tutte creature legate al mondo celtico e alla cultura druidica. Sicuramente è un'artista che ha saputo fare della sua passione per il mondo delle fate e dei boschi un'attività del tutto originale e di successo. Il suo sito web ci accoglie con una bellissima atmosfera fatata a partire dall musica e dai suoni della foresta e non ultima una citazione tutta da rubare di  W.B. Yeats tratta da "The stolen Child". 
"Come away, O human child! To the waters and the wild With a fairy, hand in hand, For the world's more full of weeping than you can understand ..."
 Si tratta di un poema pastorale basato su una visione romantica della mitologia irlandese, tema più volte trattato da Yeats. La cosa da notare in questa poesia è la tristezza. Il mondo reale è pieno di dolore e di tragedia (For the world's more full of weeping than you can understand ) e le fate portano via il bambino in un posto migliore. Questo suona un po' come l'idea cristiana di Paradiso e si potrebbe ipotizzare che il bambino muore alla fine. Tuttavia, le fate, nel cercare di aiutare il bambino lo allontanano dalla sua famiglia e dalla sua casa ma non si parla di morte. Anche questo è un tema ricorrente in Yeats, e nel suo "return to mother Ireland" i personaggi  spesso vanno via di casa e si lasciano tutto alle spalle. Interessante notare che Loreena McKennit (ascolta il brano) ha inciso una bellissima canzone musicando questa leggenda di Yeats ... Beh ora sto divagando perchè gli spunti qui son davvero tanti ... comunque non posso che essere d'accordo con questa bellissima citazione che ho riportato sopra e che apre il sito di June invitandoci a fuggire dal reale mano nella mano di una fata attraverso il mondo del fantastico e del sogno... in verità bisogna dire anche che questa tristezza che trapela dal poema di Yeats, è presente anche negli occhi delle fate e nei personaggi malinconici di June ...e allora vediamoli e già che ci siamo entriamo nel sito per immergerci  nelle delicate atmosfere verdi dove troveremo il portfolio con tutte le opere, e il reparto vendita in cui poter acquistare le stupende creazioni. Invece in questo video con la bellissima musica di Lay of Nimrodel: testo da J.R.R. Tolkien, musica di Margaret Davis, ho raccolto alcuni dei suoi lavori ... buona visione!
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Riporto qui anche il bellissimo testo della canzone che è in inglese ma di facile traduzione...
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 An Elven-maid there was of old,
A shining star by day:
Her mantle white was hemmed with gold,
Her shoes of silver-grey.

A star was bound upon her brows,
A light was on her hair
As sun upon the golden boughs
In Lórien the fair.

Her hair was long, her limbs were white,
And fair she was and free;
And in the wind she went as light
As leaf of linden-tree.

Beside the falls of Nimrodel,
By water clear and cool,
Her voice as falling silver fell
Into the shining pool.

Where now she wanders none can tell,
In sunlight or in shade;
For lost of yore was Nimrodel
And in the mountains strayed.

The elven-ship in haven grey
Beneath the mountain-lee
Awaited her for many a day
Beside the roaring sea.

A wind by night in Northern lands
Arose, and loud it cried,
And drove the ship from elven-strands
Across the streaming tide.

When dawn came dim the land was lost,
The mountains sinking grey
Beyond the heaving waves that tossed
Their plumes of blinding spray.

Amroth beheld the fading shore
Now low beyond the swell,
And cursed the faithless ship that bore
Him far from Nimrodel.

Of old he was an Elven-king,
A lord of tree and glen,
When golden were the boughs in spring
In fair Lothlórien.

From helm to sea they saw him leap,
As arrow from the string,
And dive into water deep,
As mew upon the wing.

The wind was in his flowing hair,
The foam about him shone;
Afar they saw him strong and fair
Go riding like a swan.

But from the West has come no word,
And on the Hither Shore
No tidings Elven-folk have heard
Of Amroth evermore.
APPROFONDIMENTI
* Nel 1978 Brian Froud ed Alan Lee uniscono le loro illustrazioni riguardanti un mondo a loro molto caro: Le Fate. Nasce così il famosissimo libro "FAERIES". Brian Froud ed Alan Lee affermano di aver avuto contatti con il Piccolo Popolo (si dice infatti che alcuni dei disegni illustrati, siano stati ispirati dalla visione di queste magiche creature). Infatti, prima di pubblicare il libro "Fate", Froud e Lee trascorsero alcuni giorni a contatto con la natura. Lo scopo di questa 'spedizione' era quello di arricchire il materiale raccolto con incontri di data recente con le Fate, ma nonostante un itinerario accuratissimo che percorreva tutti i ritrovi conosciuti, tornarono a casa delusi. In seguito le fotografie scattate in quei giorni, furono sottoposte all'attento esame di un gruppo di esperti che sostennero che in realtà esse testimoniavano la presenza di Fate! Dopo l'uscita di Fairies, il successo è notevole, tanto da classificarsi al quarto posto nella lista del "New York Times Best Seller". Lo stile di Froud è unico,(utilizza colori acrilici, matite colorate, pastelli ed inchiostro) le sue Fate, sono uniche, spesso bellissime e particolari, il più delle volte hanno una caretteristica in comune, ovvero un difetto fisico. Le molte leggende popolari prendono forma nei disegni di Froud, le creature del Piccolo Popolo sono rappresentate in modo spiritoso, ironico e nello stesso tempo poetico. La bravura di Froud durerà negli anni e sicuramente ha ispirato e continuerà ad ispirare nuovi talenti. Brian Froud ha recentemente pubblicato il seguito del libro 'Fate', questo nuovo libro: "GOOD FAERIES/BAD FAERIES"(clicca sulla copertina per vedere il libro), è stato accolto con molto interesse dai fans e dalla critica (purtroppo non è stato ancora tradotto in italiano).




Valentina Meloni