Cosa ti racconta un albero?

lunedì 24 dicembre 2012

Intervista a Carlo Cordua-il poeta della natura-


 

Carlo Cordua si racconta per noi in una intervista che ho avuto il piacere e l'onore di curare. "Le confessioni" di un pastellista d'eccezione, di un artista delle emozioni prima che dei colori, per me una bellissima esperienza personale di collaborazione e di apertura sul mondo dell'arte.Un poeta della natura che ci fa entrare nella materia incontaminata del mondo naturale, degli alberi, del paesaggio, uno sguardo ai luoghi dimenticati della memoria umana che egli porta nel cuore e trasmette al mondo con la magia dei suoi pastelli.



Carlo Cordua nasce a Napoli nel 1963. Ha esposto nelle maggiori città d'Italia oltre che in Francia, Spagna, Inghilterra, Belgio, Stati Uniti, Canada, Argentina. Cordua ha legato la sua fortuna anche alla tecnica del pastello, nella quale è riconosciuto Maestro. Suoi pastelli sono infatti presenti nei Musei di Budapest, Wesprem, Cracovia, Pitest, e Montreal. Così si racconta lui stesso
"L'interesse della mia ricerca è incentrato sul paesaggio. E sempre di più avverto l'esigenza di raccontarlo attraverso la dimensione del ricordo. Nascono, così, immagini evanescenti e rarefatte che evocano marine, campi, declivi, insomma una natura sgombra di artifici, a riparo della presenza, spesso molestata dall'uomo. I paesaggi, per me, hanno un carattere fortemente simbolico. Essi, infatti, sono mutuati dai sentimenti più reconditi di un'infanzia mitica, ed esprimono, attraverso i colori e le atmosfere, l'aspetto più autentico della mia personalità. Il mio lavoro, in questi anni, è fortemente caratterizzato dall'uso privilegiato del pastello. E' questa un'esperienza tecnica stimolante, che mi rimanda alle fantasie e alla creatività dei primi approcci di colore. E' il medium indispensabile per rendere possibile quella sorta di filtro alchemico che è la trasposizione di lontane emozioni in nuove immagini, attraverso un colore che accarezza le cose. E' certamente, quella del pastello, una tappa della mia ricerca importante e affascinante, che avverto come preludio ad altre straordinarie esperienze." 
Carlo Cordua

Scriveva Frida Kahlo nel suo diario 
"Sulla vetrata di quella che allora era la mia stanza, e che dava su Calle Allende, su uno dei primi vetri della finestra – ci alitavo sopra. E con un dito disegnavo una "porta". Per questa "porta" uscivo nella mia immaginazione, con grande gioia e in fretta, attraverso tutto lo spazio che si vedeva, fino a raggiungere una latteria di nome "Pinzón"... Attraverso la "O" di Pinzón entravo e scendevo fuori dal tempo nelle viscere della terra, dove la mia "amica immaginaria" mi aspettava sempre."
Fortunato chi ha questo dono di aprire varchi o portali d'ingresso sulla realtà o sull'immaginifico, che non è via di fuga, ma è, a tutti gli effetti, l'arte sacra della creazione di pensiero e opera fusi assieme in perfetta simbiosi. Ecco, guardando , in mezzo alla stanza la tela di Carlo, il quale certamente possiede questo dono, la vedo come la O di Pinzón di Frida, una porta immaginaria, un varco aperto su un sentiero di un bosco, o nel chiarore del cielo creato alitando colore materico su una bianca tela.
D'altronde la pittura cos'altro è se non alchimia? Unisce la creatività all'immaginazione in un modo sublime. Un mago ha la bacchetta di solito o il "pastello" come nel  caso di Carlo. Chi varcherà quella soglia? Io sono già oltre , incantata anche senza essere nella stanza…
Nicola Caroppo, giornalista di Reportweb.tv, in una recente intervista in occasione dell’antologicaL’anima diventa colore”, in mostra fino al prossimo 26 gennaio 2013 presso la galleria Ferdinando IV di Castellammare di Stabia, lo ha definito  
un poeta della natura, dei paesaggi incontaminati, degli orizzonti infiniti in cui si perde lo sguardo. 
Io però leggo nel sito internet la descrizione “Vive un tormentato rapporto con la natura, della quale continua a nutrire immagini incontaminate di altri tempi . I suoi paesaggi ne sono la prova convincente.” Eppure io non scorgo questo rapporto tormentato nei suoi paesaggi, anzi sembrano quasi essere luoghi immaginari in cui l’uomo è presente nella trasformazione positiva del paesaggio, ma non subentra ad alterare la natura, neppure entra in scena (il titolo di un suo lavoro è "Quando l'uomo diventa invisibile"), l’uomo non è presente nel colore e sulla tela ma sembra quasi che possa usarla per riappropriarsi di quel paesaggio incontaminato e di quella serenità che altrimenti paiono perduti, entrando in contemplazione delle sue trasformazioni alchemiche di colore. In questo senso le opere di Carlo Cordua possono definirsi “partecipative” perché implicano la componente attiva del fruitore, il quale, oltre a contemplare l’opera, può mescolarsi a essa attraverso l’immaginativo. Questa componente d’immaginario mi fa pensare al “ bambino interiore” che vive in ognuno di noi e nell’artista, quasi come a uno spirito dell’aria (ricordiamo Ariel personaggio della commedia “la tempesta” di W. Shakespeare intrappolato nell’albero) e si manifesta con la sua magia non appena ci si avvicina a un suo dipinto. Non ho mai visto dal vivo le creazioni fino ad ora ma l’impressione che ho avuto in certi dipinti quando ho conosciuto questo maestro del colore fu che lo spirito dell’albero quasi potesse materializzarsi dalla tela e uscire fuori per accompagnare lo spettatore nel suo mondo che ha vita propria. 
"L'anima si fa riflesso"
 
Un mondo in cui “L’anima si fa riflesso “ e si specchia nella vita (acqua),un movimento interiore che affascina lo spettatore. Forse questa peculiarità quasi magica che io ho notato, potrebbe essere l’effetto che ha su di me, in quanto l’osservazione di un’opera d’arte è soggettiva, però la ritrovo ancora forte e suggestiva anche nei lavori più recenti. Negli ultimi lavori, infatti, nonostante l’uso di colori più ”materici”, le forme lasciano ampio spazio all’immaginativo in un contesto in cui “la natura in delirio” (titolo di uno dei lavori) si fa caos, e i pensieri, le emozioni e la poesia intimistica si materializzano sulla tela.
Intervista
Valentina
Questa “metamorfosi artistica” sembra aver operato un cambio di attenzione nel concentrarsi sul presente sia nelle tue proprie emozioni e visioni che nell’attualità; osservando uno degli ultimi intitolato “La storia recente” in cui, fai notare, la tela ospitava un vecchio dipinto ed è stata cancellata per dare spazio al nuovo collage, io non posso fare a meno di immaginare ciò che il collage nasconde. 
La storia recente

Domanda
Che cosa nasconde per te, invece, la nostra storia recente dietro alle copertine patinate della “storia ufficiale” di giornali e tv? No, non voglio rubare la tua personale percezione della vicenda umana ma sapere, se non sono indiscreta, quale messaggio stai lanciando con questo tuo ultimo lavoro. 

Risposta Carlo
 Quest’opera non esiste più, l’ho cancellata, mi provocava un enorme fastidio. La storia recente mi rattrista per l’incapacità di alcuni uomini che si ostinano a privare della libertà e della dignità i propri simili. La storia dovrebbe essere un esempio a non commettere errori fatti in precedenza. 

Valentina
Tornando al “poeta della natura” trovo questa definizione quanto mai calzante perché la natura tutta è poesia e tu riesci a coglierne quest’essenza con grande naturalezza. Gli stessi titoli dei tuoi dipinti sono di per sé già delle poesie e c’invitano ad aprirci all’emozione con lo stesso spirito con cui ci si appresta a leggere una poesia.
Giocando su questo tema ti ho fatto un “ritratto” con un racconto poetico ideato mettendo assieme i titoli dei tuoi dipinti (quelli sottolineati sono i titoli).

“Frammenti di un sogno”

Quando i colori giocano, volando in compagnia dei miei desideri, le emozioni in movimento sembrano frammenti in volo, sospesi, nell’attesa di una nuova vita. Frammenti di un sogno recente, un sogno invisibile, un viaggio nell’immenso, verso l’infinito, dove il colore ribelle, finalmente in volo, si scompone in pensieri in delirio, verso luoghi sconosciuti alla ricerca dell’isola che non c’è … unico luogo dove io non ho paura.              Paesaggi nomadi in cui la ferita si tramuta in estasi. Sintesi di un sogno che ravviva l’emozione di un istante. La danza dei colori, la danza delle betulle nel movimento terrestre genera anime riflesse in continuo fermento. Nascosto nel riflesso c’è qualcosa in più della speranza. Volando nella mia fantasia, in una notte magica, oltre le nuvole, ascolto il suono del mare e non sento più il peso dei pensieri. La passione allo specchio mi rimanda sogni roventi ed io tra voi scorgo finalmente la luce. Anche i colori vanno altrove, oltre la passione, la scoperta, il desiderio, la seduzione e all'improvviso riscopro l’innocenza di una speranza senza compromessi, dove finalmente il sogno si tramuta colore!

“Il poeta della natura”, si perché la pittura si fa poesia quando da voce alla natura…
Il poeta greco Simonide di Ceo (556 a.C. – 468 a.C.) citato da Plutarco in Della gloria degli ateniesi diceva: la pittura è poesia silenziosa, e la poesia è pittura che parla. Leonardo da Vinci  invece  nel Trattato della Pittura (XVI secolo) nel capitolo in cui spiega la differenza tra poesia e pittura così inizia: la pittura è una poesia che si vede e non si sente, e la poesia è una pittura che si sente e non si vede.
Domanda
Che cosa pensi delle nuove correnti artistiche (mi viene in mente la neonata “poesipittura”) che stanno prendendo forma e che vedono l’abbinamento di poesia e pittura in uno scambio di compartecipazione artistica che unisce in abbraccio simbiotico parola e colore?
 
Risposta Carlo
 Nuove correnti artistiche? Oggi succede, salvo rare eccezioni di comprovato talento, che ognuno possa ritenersi artista, senza aver acquisito le necessarie competenze o aver maturato l’esperienza necessaria. “Si può scrivere una musica senza conoscerne le note? Forse si può suonarla a orecchio, ma per potersi definire musicista l’autore dovrebbe anche saperla scrivere”. Attualmente nel mondo dell’arte accade questo, c’è una corsa a volersi distinguere ad ogni costo, a creare nuove realtà senza le basi necessarie, senza quel confronto artistico che sta alla base della crescita e della maturazione individuale …alla fine quel che si costruisce è solo un castello di sabbia che si sfalda nell’acqua delle prime mareggiate. L’arte di oggi è come l’attuale politica è diventata massoneria, c’è una confusione enorme, si pensa solo al business e non ai contenuti . Oggi molti artisti per incapacità cominciano da dove i grandi maestri hanno terminato le loro ricerche, andando verso la sintesi, l’astrattismo ecc.

Valentina
San Francesco diceva “Chi lavora con le sue mani è un lavoratore. Chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano. Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un artista„
 Tu stesso, che sei artista dentro, prima che artista a tutto campo, scrivi anche poesie e per chi non ti conoscesse sotto quest’aspetto voglio qui riportarne una che dice molto di te, del tuo amore per la natura…e non solo.


Costa d’Amalfi  (Lunedì 4 aprile 2011)

Vorrei essere
ad Amalfi di notte
quando  tutto tace
ed ammirare la luna
fra nuvole d’argento,
abbaiata da cani in lontananza
mentre da una paranza
si leva la voce cadenzata
di un pescatore
stanco sui remi
Vorrei essere
me stesso
sempre sulla via
che porta  lontano
molto lontano.
Sulle ali della conoscenza.
Ma sono ancora a piedi
(Carlo Cordua)

Leggendo un tuo pensiero dello scorso anno in novembre:
Pensando al vuoto, ho immaginato una libreria piena zeppa di libri messi lì alla rinfusa. Per poter fare ordine togli tutti i libri, a quel punto la libreria è vuota. Alcuni libri li regali, altri li butti, e quei pochi che scegli di conservare li rimetti nella libreria, ove, nel frattempo si è fatto tantissimo spazio per immettere cose nuove, per poter rendere conosciuto lo sconosciuto. Nella vita siamo attaccati a tante cose, situazioni, luoghi, eventi, persone e non li lasciamo mai andare. Viene un momento della vita (l'oscura notte dell'anima) in cui la vita stessa ti "costringe" a lasciare andare tutto, proprio tutto:  amici, lavoro, le tue maschere, la tua stessa identità, poi ti chiedi, io sono questo, io sono quello e quando hai dentro un senso di tutto e niente allo stesso tempo. Quando ti senti indefinito, allora inizia la ridefinizione del tuo "se" e dei tuoi "perchè" (Carlo Cordua)
Omaggio alla natura
IV di copertina catalogo dell'arte moderna Mondadori N. 43


Domanda
Cos’è che hai lasciato andare? E il tuo processo di ridefinizione trovi che sia completato?
 
Risposta Carlo
Penso di non aver lasciato andare nulla, forse la mia curiosità non me l’ha permesso. L’uomo e l’artista sono spesso in lotta tra loro, questa competizione crea una disarmonia, come quando ragione e sentimento cercano di prevalere l’uno sull’altra invece di camminare assieme. Forse proprio questa disarmonia non mi permette di lasciare andare, o forse l’attaccamento al mio passato e la voglia di comprensione del presente mi rende difficile il distacco dalle emozioni e dai ricordi. Ci sono dentro  con tutto me stesso e stando nelle cose non te ne puoi distaccare con facilità. Nessun processo è ancora completato sono solo all’inizio di un’ avventura infinita. 

Valentina
Personalmente t’immagino come un albero di ginepro affacciato sul blu e appeso alle rocce della bellissima costiera, il ginepro-citando Fred Hageneder nel  suo “Lo Spirito degli alberi”- è come un ascensore moderno, che offre continuamente un passaggio verso l'alto o verso il basso per accedere ad altri "piani " di coscienza. Quando saremo pronti a ricevere il suo messaggio, il processo della nostra trasformazione interiore diverrà certamente più rapido.
Le tue radici ben forti hanno saputo darti la stabilità per crescere e credere nei tuoi sogni e per affacciarti rigoglioso alla vita donando a noi spettatori una prospettiva con visuale dall’alto che si manifesta attraverso la magia dei pastelli, quasi delle bacchette magiche, in mano a un mago della catarsi.
Domanda
A proposito della ridefinizione del sé di cui parli sopra, ti riconosci nella descrizione del ginepro, o ti vedi nello spirito di un altro albero? E se ti ci riconosci noi, spettatori siamo riusciti a cogliere il tuo messaggio? 

Risposta  Carlo
Non ci ho mai pensato, a dire il vero. Dipingo l’albero e ne traggo ispirazione per i miei lavori per gli insegnamenti che traspaiono dal suo essere. L’albero  subisce ma non si vendica, è sempre generoso con l’uomo senza distinzione alcuna, non solo con l’uomo, è generoso con il creato…e questo per me è meraviglioso.             Lo spettatore attento spesso mi sorprende, qualche volta addirittura lo invidio perchè vorrei provare le stesse sue emozioni, che invece mi vengono solo raccontate. Come dicevo prima,  stare dentro alle cose ti preclude altre visuali, la visione dall’esterno, da spettatore, invece, ti offre un panorama più ampio di punti di vista e nuove opportunità di comprensione.

Domanda Valentina
Il legame con la terra d’origine così forte e saldo che imprinting  ha dato a Carlo  pittore oltre che all’uomo? 

Risposta Carlo
Il legame con la mia terra d’origine non è descrivibile a parole. La mia terra è come una madre, io la amo come un figlio e non  potrei mai rinnegarla, mi regala infinite emozioni  sia come artista sia come uomo. La mia terra è l’humus che mi permette di sopravvivere e crescere, di affondare la radice al centro del mio essere, di stare centrato nel mio percorso di uomo e di artista.

Valentina
Tu, come sappiamo, hai molto a cuore la causa ambientalista che nei tuoi luoghi di nascita è più che mai attuale. Nel lavoro “Omaggio alla politica” ci hai dimostrato che il tuo impegno verso il sociale, con la tematica ambientale, sa farsi denuncia provocando uno shock  emotivo al fruitore dell’opera che ormai, potremmo dire, si era quasi abituato al tuo idillio poetico. Come in una moderna poesia contemporanea riesci a captare l’attenzione catturando l’osservatore con l’elemento a sorpresa di “rottura”…

Omaggio alla politica

Il messaggio di quest’opera è davvero evidente e di certo non ci si dovrebbe scioccare di un qualcosa che ognuno di noi ha sotto i propri occhi, ma, sai vederlo trasparire da un animo poetico e sensibile come il tuo, fa un certo effetto e io ti ringrazio pubblicamente, per riportarci coi piedi per terra, nell’esigere una politica più attenta ai bisogni primari di vivibilità  armonica con la natura. 

Domanda
Entrando nel pieno dell’attualità, cosa ti aspetti dalla politica attuale e futura, credi ancora nell’impegno della classe politica verso una qualità di vita migliore che abbia rispetto del territorio e non si limiti a sfruttarlo e che tenga conto delle necessità delle collettività in relazione al territorio e al suo mantenimento?

Risposta Carlo
Che domanda difficile. La politica attuale è composta da comici che non sanno recitare, e in realtà non fanno ridere nessuno. Bisogna cambiare il presente per avere un futuro a colori. Bisogna togliere prima l’erba secca,  poi seminare ed infine annaffiare la terra ogni giorno. Ci vuole un contadino che abbia la pazienza di aspettare per poi raccogliere  i frutti maturi. 

Valentina
Parlando di natura non possiamo non parlare ancora di alberi . L’albero è il simbolo perfetto di vita, piantato nel paradiso, in elevazione verso i cieli, vivificatore di tutto l’universo. Sono queste le immagini evocate spontaneamente dall’albero in ogni uomo, sensazioni profonde tipiche di un simbolismo essenziale. L’albero è il mistero della verticalizzazione, della crescita prodigiosa verso il cielo, della perpetua rigenerazione, la costante vittoria sulla morte, l’espressione perfetta del mistero della vita che continuamente rinasce.
Domanda
Per te cosa rappresenta l’albero, cosa evoca nel tuo immaginario e a quale ricordi è legato? 

Risposta Carlo
L’albero nel mio immaginario è un riferimento  importante, quasi una  metafora per l’essere umano. All’albero puoi fare qualsiasi cosa,  subisce molestie di ogni tipo ma continua a donare frutti. Così dovrebbe essere per l’uomo, non dovrebbe coltivare il rancore ma la speranza, non dovrebbe distruggere ma mantenersi in uno stato di creazione continua. L’uomo come l’albero dovrebbe mantenersi in equilibrio sotto ogni tempo, farsi plasmare dal vento degli accadimenti andandogli incontro e restare fermo nelle sue proposizioni e nei suoi principi. 

Domanda Valentina
Nella tua mostra “Qualcosa in più della speranza” -questo il titolo della mostra organizzata da Regione Lombardia in collaborazione con l'Associazione 'Arte e Vita dedicata alla lotta all'Aids e tenutasi  nello Spazio Eventi del Grattacielo Pirelli in settembre 2010,  che raccoglie diciotto opere, (sedici pastelli e due oli) che riportano l’attenzione e la riflessione su questa malattia e sulla sua diffusione nonché  sulla necessità di combatterla attraverso l'informazione e la prevenzione-lanci un messaggio importante attraverso gli alberi. Vorresti ricordarlo a chi legge?

Risposta Carlo
La mostra “Qualcosa in più della speranza” è nata così per magia. Passeggiavo per il centro storico di Roma insieme alla mia carissima amica giornalista  Margherita Enrico. Fu lei ad ispirarmi, raccontandomi i suoi trascorsi in Africa con il premio Nobel della medicina Luc Montagnier durante i suoi documentari. Mi chiese come poter raccontare questo tema così complicato. Subito mi venne in mente l’albero con sembianze umane. Così nacque il ciclo di sedici opere di grande dimensione. 

Valentina
Gli alberi sono da sempre stati presi da poeti e pittori, da correnti spirituali e dai semplici come metafora di vita e rappresentati in vari modi. L'uomo riconosce all'albero i ruoli di mediatore tra i piani di coscienza, catalizzatore delle energie sottili e porta-simbolo di conoscenza e spiritualità. Il ciclo di un albero in natura, la sua origine, crescita di dimensione, declino e rinascita  permette una buona analogia con il ciclo vitale dell’Albero della Famiglia Umana. Tutte le parti di un albero sono interconnesse. Ciò che accade a una sua parte ha un effetto su tutto l’albero. Guardare l’albero quasi pieno e cresciuto della vita umana sulla terra oggi è osservare e comprendere il suo viaggio attraverso il tempo. Noi tendiamo però a non vedere l’albero nel suo ciclo completo di vita che contempla anche malattia e morte, quasi fosse un mistico in preghiera in eterna attesa di risorgere, tu invece hai ribaltato questa visuale accostando l’albero all’uomo e trovando come punto di unione  la fragilità, la malattia.
Il messaggio che lanci dunque è questo : guardare,  non chiudere gli occhi su questa realtà drammatica dell’aids che –a dispetto del silenzio mediatico che sembra calato da diverso tempo su questo tema- è ancora presente e, taciuto, divora la vita e la speranza di chi si vede emarginato e senza futuro. Ma è la speranza il tuo messaggio più bello, la speranza che fai partire dall’acqua, anch’essa da sempre datrice e simbolo di vita. Il tuo impegno a favore della sensibilizzazione non si è fermato al 2010 e continua con l’associazione Arte e vita che  quest’anno in occasione della giornata mondiale dell’aids ha ricordato attraverso le tue litografie a numerazione limitata che la malattia si può sconfiggere partendo da un messaggio di speranza che riesce ad andare oltre le parole, oltre la pittura, e oltre la sensibilizzazione con un atto concreto perchè l’aids non è stato sconfitto e la ricerca e la prevenzione devono proseguire con costanza e impegno.
Domanda
Parlaci di questo tuo impegno. Può l’arte  muovere la coscienza e indicare una nuova via di percorrenza per l’albero della famiglia umana che è in declino e in difficoltà? I giovani come si sono accostati a queste tue opere? Credi che il tuo messaggio sia riuscito a varcare la soglia dell’indifferenza verso i malati di aids?

Risposta Carlo
Qualsiasi forma d’arte può stimolare la coscienza ,specialmente quando lo si fa con il cuore. I giovani sono molto più sensibili di noi adulti se li sai rispettare, questo è stato il mio primo pensiero e loro mi hanno omaggiato con il loro interesse. Sono stati proprio i giovani a spronarmi e a darmi consigli preziosi.                                Ho voluto dare un messaggio con i colori e con l’anima. Non so quanto ci sia riuscito ma ci tenevo tanto a portarli alla riflessione.

Valentina
Oggi, a fronte di un equilibrio ecologico quasi distrutto, l'uomo rinnova il suo interesse per l'albero per ragioni puramente utilitaristiche di sopravvivenza, ma nel profondo del suo essere è incisa una simbologia millenaria che tornerà a vibrare e a guardare gli alberi e la natura con amore. Io ho avvertito questa vibrazione anche nella  tua bellissima collezione e spero che la corrente d’amore generatasi pervada ogni singolo individuo che si trovi ad incrociare anche per sbaglio una tua opera…
Vorrei chiudere con questo tuo recente pensiero che ben esprime lo spirito dell’ultima mostra collettiva “L’anima diventa colore”.

L’uomo e la sua anima, mi fa pensare ad un fondo colorato di una tela, mi riferisco all’imprimitura prima di eseguire un dipinto. Una ha il fondo chiaro, l’altra ha il fondo scuro. Le due tele l’una accanto all’altra, usando lo stesso colore come il rosso, il giallo, l’azzurro o qualsiasi altro luminoso, mostreranno una differenza, anche usando lo stesso colore. Il rosso o un giallo sul fondo chiaro rimane luminoso, mentre sul fondo scuro si noterà che lo stesso colore s’incupisce sempre di più. La metafora dell’uomo è come il fondo di una tela e mi fa pensare che anche l’anima ha un colore. Nell’arte chi conosce la chimica del colore sa come fare. L’uomo invece per risolvere la sua felicità dovrà prima schiarire la sua anima e, solo dopo, tutto diventerà colorato. Ciò dimostra anche quanto determinante sia anche il nostro stato d'animo, se sereno o meno, candido o prevenuto, nel comprendere il prossimo, ciò che ci circonda, un film, un libro, un'opera d'arte ...  (Carlo Cordua)

Domanda
Ho notato che il blu è uno dei colori sempre presenti nei tuoi lavori. In una poesia che mi hai ispirato recentemente lo vedo come il “tuo” colore. Tu  quali consideri siano i tuoi colori, quelli più rappresentativi del tuo intimo percorso interiore? 

Risposta Carlo
Il blu è un colore fondamentale modera i colori accesi, nella mia interiorità esistono prevalentemente il giallo che indica follia nel senso positivo. Il rosso è la passione che alloggia in me da sempre ed il blu è l’arbitro.
Eclissi
  
Valentina
Questo pensiero sull’anima dell’uomo che hai espresso  e che ho riportato sopra mi conferma che il rapporto tra artista e fruitore è quanto mai personale e che la sua opera si trasforma, si completa e prende vita negli occhi e nella mente di chi guarda senza che lui possa interferire nella comprensione di questo processo alchemico che proprio nell’esposizione si completa. 
Domanda
Quanto hanno influito, invece, le tue opere nella comprensione dell’altro? Ho potuto notare e beneficiare della tua sensibilità, della grande umiltà nonché apertura verso il prossimo, che  rapporto hai con i tuoi estimatori e che cosa ha aggiunto o tolto questo rapporto alla vita di Carlo Cordua uomo?

Risposta Carlo
Non lo so quanto abbiano influito le mie opere nella comprensione dell’altro, ma mi hanno sempre insegnato che l’umiltà e la semplicità sono corsie preferenziali per arrivare direttamente nel cuore del prossimo ed è con questo insegnamento in mente che mi accosto alla gente.

Voglio chiudere l'intervista ringraziandoti per il tempo che mi hai dedicato, lasciando parlare i tuoi lavori che non hanno bisogno di presentazione ...sono colore che si fa poesia...

Valentina
Ancora a piedi, come dice lui stesso nella sua poesia, Carlo Cordua si dirige sul cammino della conoscenza, perché la comprensione può avvenire solo camminando, un passo dopo l’altro, con il tempo necessario per ammirare la strada e il percorso seguito, per acquisire gli strumenti di una comprensione immediata, per mantenere intatta la meraviglia di una notte ad Amalfi illuminata di tanti sogni quante sono le stelle affacciate sul mare…
Una notte magica
  
La muta osservazione di un dipinto è uno dei pochi momenti in cui la mente fa silenzio, fa spazio all'osservazione, apre la porta verso un'altra dimensione, bisogna ringraziare i pittori che in mezzo al frastuono dei giorni sanno riportarci alla contemplazione... 

Grazie a nome di tutti maestro


Valentina Meloni



sito internet di Carlo Cordua


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