Cosa ti racconta un albero?

lunedì 31 dicembre 2012

«LA CERQUA DE ZI' CO'»





Zì Cò (Zio Cosimo), classe 1908, vecchio contadino di Cagnano Amiterno, era un uomo d'altri tempi, di quegli uomini vissuti sempre in un rapporto sano e rispettoso della terra e dell'ambiente che li ospitava e li nutriva. Zì Cò era scapolo e sin da ragazzo aveva imparato a sopravvivere facendosi tutto da solo: coltivando la terra, allevando bestiame, andando a caccia, facendosi i vestiti con le pelli di coniglio, il tutto praticato sempre con atteggiamento saggio e lungimirante nei confronti della natura. L'amore per la terra era pari alla venerazione che egli provava nei confronti della sua antichissima quercia, un gigante di 7, 13 m situato in località Corruccioni, al quale egli stesso attribuiva un'età di 2000 anni e del quale amava parlare immaginando le numerose generazioni di avi che si erano succedute sotto i suoi rami. Il vecchissimo albero, in un'epoca imprecisata, deve aver subito un grave incidente, che ne ha provocato una grave mutilazione del tronco, lasciandolo praticamente a metà. La quercia è sopravvissuta a quell'evento e ha anche avviato un processo di cicatrizzazione che ha ricostituito parzialmente la parte perduta. Dimezzata essa misura 7, 13 m e a vederla, oggi, fa davvero impressione:immaginiamo quando era integra quali dimensioni e quale gigantesca mole potesse raggiungere! Il vecchio Cosimo l'ha sempre salvaguardata e il pensiero di abbatterla per fare legna non l'ha mai sfiorato. Anzi, egli soleva dire che a chi gli avesse chiesto di venderla per produrre legname, avrebbe risposto andando a casa a prendere il fucile. Oggi Zì Cò non c'è più (è scomparso nel 1996) ma la sua quercia bimillenaria è ancora lì in tutta la sua magnificenza, a raccontare antiche storie a coloro che sanno mettersi in ascolto degli alberi (foto di Valido Capodarca).
(Raccontata nel volume GRANDI ALBERI D'ABRUZZO. Storie e leggende di 108 patriarchi verdi, Edizioni Scocco, Macerata).