Cosa ti racconta un albero?

lunedì 31 dicembre 2012

LA QUERCIA DEI RICORDI

 Nel territorio comunale di Casalbordino esiste una di quelle querce che per la loro vetustà e il loro aspetto antico, sembrano esser state sempre parte della vita di coloro che le sono nati e cresciuti accanto. I ricordi d'infanzia di Maria Antonietta, proprietaria del vecchio albero, hanno sempre questo bellissimo patriarca come sfondo, come protagonista silenzioso ma insostituibile. Sono ancora vivide la immagini della cavità della quercia usata come frigorifero per mantenere fresca la frutta e ancor più nette riemergono le immagini di alcuni momenti in cui si utilizzava l'ombra accogliente della pianta per lavorare il tabacco. Alcuni eventi singolari, avvenuti durante l'ultimo conflitto mondiale, vedono la grande quercia popolata di soldati indiani accampati sotto le sue fronde e rimane indimenticabile la figura saggia e ieratica del vecchio nonno intento ai suoi lavori, seduto accanto a quella tricentenaria creatura. E quanti gradevoli odori, quante rassicuranti sensazioni, quante indimenticabili emozioni vissute lì intorno e che oggi hanno come loro tacito testimone un vecchissimo albero; vecchissimo ma così bello, così fiero nel suo portamento e nella sua magnificenza. Ma solo i versi poetici di chi ha avuto la fortuna di assaporare certi profumi, profumi di un mondo che non esiste più, potranno esprimere ciò che tante vite hanno visto e sentito sotto la grande quercia:

I due militari inglesi che nel 1944 andavano a visitare l'abitazione dove si trovava la vecchia quercia. Alle spalle dei due soldati si intravedono le fronde dell'albero
Il nonno Nicola, all'ombra della vecchia quercia
La quercia secolare

 I brividi dalla testa ai piedi a rivedere questa casa e questa quercia. Quanto tempo ho passato in questo posto di Paradiso. E all'improvviso mi tornano in mente tutte le persone che sono passate sotto questa quercia secolare e tutte le parole antche mentre un nodo mi stringe la gola. Risento ancora l'odore della pizza, del pane fresco, delle sarde, delle salsicce, delle foglie fi fico.... E dopo ecco la zuppiera, il piatto grande, lo scopino per il tavolo,la rotella dentata, la padella, il treppiedi di ferro col manico, il lume ad olio, il tegame di ghisa, la conca, il ramaiolo, il catino... Ma adesso basta, altrimenti non finiscono mai i ricordi! Rimane soltanto il rimpianto delle cose semplici e pulite di una volta. Quanta allegria, quante risate, quante canzoni, mentre si facevano le filze di tabacco, e quanti ricordi cari sotto questa quercia ancora viva. Ne ha sotterrate di persone! Ma essa resiste ancora a tutte le intemperie. Mi riguardo ancora intorno ed ecco i coloni, Zio Sebastiano, Zio Mariano, Zio Gi ustino, Tommaso, Cristina, Mario il bifolco, e dopo ancora il ciabattino, l'esattore del dazio, Nicolino, Maria Luigia, Concettina, Concetta, Tatone, Zio Carmine, Zia Michelina, Sciarappe, Zia Rosina, Zia Elena, Zia Giovannina, Zio Domenico, insieme a tutte le persone di famiglia: nonno, Zio Tito, Zio Peppe, papà, mamma, Tina ed io. Maria Antonietta Zimarino
La grande quercia di Casalbordino come si presenta oggi; accanto la signora M. Antonietta Zimarino