Cosa ti racconta un albero?

martedì 31 dicembre 2013

La quercia del pentimento e la Santa Bella


Questa signora quercia si trova non molto distante da casa mia eppure non tornavo da lei da molto tempo. Volendo lasciarvi un augurio speciale per questo nuovo anno ho deciso di fare qualche fotografia e raccontarvi la sua storia. L'albero in questione è una roverella, Quercus pubescens, con una circonferenza del tronco approssimativamente di 4 metri e un'altezza di mt 18. La sua corteccia all'altezza della biforcazione dei rami maggiori è completamente ricoperta di muschio e adesso in inverno si presenta, come è consuetudine per tutte la sua specie, con le sue foglie dorate ancora in attesa di cadere come tanti ninnoli che si muovono ad ogni alito di vento. La sua aura mistica è davvero potente e io la immagino proprio come la quercia dell'antica leggenda della Quercia che si fece beffe del demonio ...leggete voi come












LEGGENDA DELLA QUERCIA E IL DIAVOLO

Un giorno il diavolo volle andare da Dio a chiederle una cosa.Fattosi coraggio gli rivolse la domanda: “tu o Signore sei padrone di tutto l’universo, mentre io povero diavolo, non posseggo nulla in questo mondo…Ti prego pertanto di concedermi la potestà su una minima parte del creato.”E Dio gli chiese: “cosa desidereresti avere” e il diavolo: “ il potere sui boschi e le foreste!” E Dio decretò: “così avvenga. Il potere su boschi e foreste ti appartenga quando questi d’inverno quando saranno senza foglie. Tornerà a me, invece, nelle altre stagioni,quando gli alberi saranno coperti di foglie.”Saputa la notizia dell’avvenuto patto, tutti gli alberi del bosco cominciarono a preoccuparsi finchè l’inquietudine si trasformò in agitazione.Il carpino, il tiglio, il platano, il faggio, l’olmo si chiedevano avviliti: “Cosa possiamo fare? A noi le foglie cadono proprio in autunno, e noi non vogliamo appartenere al diavolo, neanche per una sola stagione.” Finchè al faggio venne l’idea di consultare l’albero più saggio dei saggi, la quercia. La quercia quando sentì la storia del patto riflettè molto, e alla fine disse:“ Faremo così, cari amici… io tenterò di trattenere sui rami le foglie secche, finchè a voi non saranno spuntate le nuove! In tal modo il demonio non potrà avere il dominio su nessuno di noi.” Così avvenne e il diavolo rimase beffato. Da allora la quercia trattiene il fogliame secco per tutto l’inverno, finchè in primavera spuntano le prime foglie verdi.
 Ora sapete perchè la quercia è l'ultimo albero a perdere le foglie e ogni volta che ne vedete una pensateci... vi parrà ancora più bella.

Eccomi. Mi avvio per la strada in quel luogo che un tempo era un folto bosco in cui vivevano (ancora se ne vede qualcuno oltre a quello di pietra sull'architrave a fianco alla chiesetta) famiglie di daini e comunità di piccoli animali da selvaggina, la zona fu probabilmente riserva di caccia dei signori del posto.
Tra Pozzuolo e Petrignano, in località Giorgi, presso Petrignano sul Lago (338 m s.l.m.), situato lungo la strada etrusco-romana che da Chiusi, attraverso le colline del Trasimeno, si collega a Cortona ed Arezzo, si trovano la Chiesa di S. Ansano e la Quercia del Pentimento a fianco alla quercia, di cui sopra vedete la foto, sorge la piccola chiesa costruita nel 1756 in memoria del pentimento di S.Margherita. 





 La storia di questa quercia è strettamente collegata alla vita di una delle sante più popolari dell'Italia centrale appunto Santa Margherita da Cortona. * Di lei Giovanni Paolo II disse:
"Giovane di rara bellezza... divenne donna di fascino interiore. Era madre, ma non era riuscita a diventare pienamente sposa. Ragazza povera in difficoltà con la propria famiglia, Margherita non temette di sfidare l'ambiente per seguire, dopo l'amore di un uomo,l'amore più grande di Cristo"
Papa Benedetto XIII invece la definì in occasione della sua canonizzazione, avvenuta il 16 maggio 1728, una "novella Maddalena".
La vita
Santa Marghierita da Cortona, detta La Santa bella, nonchè "la peccatrice"(prima della sua conversione) fu ragazza di umili origini. Nacque nel 1247 a Laviano (ora territorio di Castiglione del Lago,Trasimeno), nel podere paterno lungo i bordi della Val di Chiana e venne battezzata nell'antica pieve di Pozzuolo Umbro, dove attualmente sorge la chiesa dei Santi Pietro e Paolo. Rimase presto orfana di madre e la vita con la matrigna fu molto dura ; dall'età di diciassette anni visse come concubina (ma tuttora c'è un aperto dibattito e lunghi studi in merito alla questione se fosse sposata o meno)  con un nobile di Montepulciano, Arsenio (identificato con Raniero del Pecora, dei signori di Valiano), dal quale ebbe un figlio. Margherita, incontrò il giovane in un giorno d'estate del 1263, ritornando dalla palude presso cui andava a pesca, e dopo quella volta gli incontri si fecero più assidui. Lui ricco e di nobili origini, lei bella,  contadina e in confronto ad Arsenio povera.... Attratta da un amore che le appariva promettente, ella accolse l'invito di Arsenio a trasferirsi nel suo castello di Montepulciano fuggendo da sola e di notte, discendendo da Laviano verso il fondo acquitrinoso della Val di Chiana. A quei tempi la Val di Chiana non era ancora attraversata dal Canale Maestro iniziato da Antonio Ricasoli nel 1551, nè era stato colmato il tratto fra il Lago di Chiusi e quello di Montepulciano: Margherita rischiò quindi di rimanere impigliata fra i canneti o addirittura di affogare, essendosi la barca capovolta. Questo momento così importante viene fissato anche dalla Legenda in una rilettura a posteriori dell'episodio: "Ricorda, poverella, quando traversasti l'acqua da sola nella notte ... io mi ricordai di esserti padre misericordioso, ti protessi benevolmente e ti liberai dal pericolo" (I, 2).
La coppia passava molto tempo in una residenza di caccia nelle colline al confine tra Umbria e Toscana, appartenente al feudo valianese dei Del Pecora. Ancora oggi, in questo castello, si trova una cappella ricavata dall'antica entrata del castello dedicata alla santa, che visse in quelle stanze nel XIII secolo.
  "Nella città di Montepulciano incedeva adorna di tanti vestiti, con fermagli d'oro tra i capelli, a cavallo o a piedi, col viso dipinto, ostentando la ricchezza del suo uomo "(II, 14) ma "mentre veniva riverita dai nobili o dai popolani della città o della campagna, li rimproverava perchè sapendo della sua riprorevole condotta avrebbero dovuto toglierle il saluto e neppure rivolgerle la parola" (I, 11).
 " Santa M. trova il cadavere sotto la quercia" di M. Benefial -Chiesa di Santa Maria in Aracoeli -Roma

Nel 1273 Arsenio, durante una battuta di caccia in una delle sue proprietà di Petrignano del Lago, venne aggredito e assassinato da un gruppo di briganti: Margherita, secondo la leggenda, seguì a piedi il cane di Arsenio dalla sua residenza presso Valiano fino in località Giorgi, presso un piccolo boschetto, dove trovò il corpo dell'uomo; luogo in cui si trova appunto la quercia secolare  del Pentimento".

A memoria di questo evento la quercia è stata decorata con chiodi e cartello. Ho subito pensato: "ma, visto che la quercia è considerata sacra ed è venerata quasi come la santa, era proprio necessaria questa crocifissione? O il cartello poteva pure esser posto in altro modo visto che già sul frontespizio della piccola  chiesa si trovano ben due targhe commemorative?" Ovviamente la mia è una domanda retorica ma dato che ancora nessuno ha alzato una voce in difesa della corteccia antica di questo essere mi sembrava doveroso fare un appello oltre che una constatazione della tortura al buon cuore di chi ha affisso quella targa...
 

Torniamo a Margherita che  si trovò col suo bambino improvvisamente sola, costretta ad affrontare la vita, a maturare lei stessa una decisione su quello che doveva essere il suo futuro. Dopo essere stata respinta dal padre, condizionato nella sua debolezza dalla moglie, si recò verso la chiesetta delle sue preghiere di bambina e, sedutasi sotto un fico lì vicino (chissà perchè le crisi mistiche e le conversioni poi accadono sempre sotto gli alberi? Questo sarà il tema di un mio prossimo articolo), esplose in un pianto prolungato dove confluirono mille pensieri e sentimenti: dolore, smarrimento, rabbia per il rifiuto, ipotesi per il futuro ... Aveva venticinque anni e avrebbe potuto rifarsi una vita, ma così non fu, almeno non nel modo che noi avremmo immaginato. Scacciata col figlio dai famigliari di Arsenio, rifiutata dal padre e dalla sua nuova moglie, si pentì della sua vita e si convertì.Giunse a Cortona, nel 1272 circa, questo piccolo centro della Tuscia meridionale si apprestava a diventare, grazie all'influenza della famiglia Casali, una città-stato. E' un periodo di espansione economica e di crescita politica, anche se gli ostacoli per la riconquista di un proprio spazio di libertà non mancavano. Uno dei maggiori era costituito dai diritti feudali che il Vescovo e Conte di Arezzo, Guglielmo degli Ubertini, continuava a rivendicare su Cortona. Di qui le contese tra la città e il Vescovo alle quali si aggiungevano quelle interne tra i Ghibellini al potere e i Guelfi, da poco riammessi in città dopo l'assedio degli Aretini del 1258, in cerca di un rinnovato equilibrio dopo la battaglia di Monteaperti (1260). Margherita trovò accoglienza da parte di Marinaria e Raniera della nobile famiglia Moscari che avevano il loro palazzo adiacente a Porta Berarda: qui le riservarono una celletta che le avrebbe garantito insieme al suo bambino una discreta solitudine all'interno del palazzo. Tramite le Moscari, Margherita si presentò ai frati del Convento di S. Francesco. Chiese quindi di essere ammessa al Terz'Ordine Francescano della Penitenza ma i frati "dubitavano della sua perseveranza, sia perchè troppo bella, sia perchè troppo giovane"(I, 3). Dovette attendere tre anni durante i quali ebbe inizio con grande serietà la sua impresa penitenziale Si avvicinò dunque ai francescani di Cortona, in particolare ai frati Giovanni da Castiglione e Giunta Bevegnati, suoi direttori spirituali e poi biografi: affidò la cura del figlio ai frati minori di Arezzo, e nel 1277 divenne terziaria francescana, dedicandosi esclusivamente alla preghiera ed alle opere di carità. La sua spiritualità pone attenzione particolare alla Passione di Cristo, in linea con quanto vissero Francesco d'Assisi, Angela da Foligno e più tardi Camilla da Varano. Margherita, infatti, visse numerose crisi mistiche e visioni.
Diede vita ad una congregazione di terziarie, dette le Poverelle; fondò nel 1278 un ospedale presso la chiesa di San Basilio e formò la Confraternita di Santa Maria della Misericordia, per le dame che intendevano assistere i poveri ed i malati.
Donna mistica, ma anche di azione, coraggiosa, ricercata per consiglio, fu attenta alla vita pubblica e, nelle contese tra guelfi e ghibellini, fu operatrice di pace presso i feudi di Montepulciano.
 Presso la frazione Giorgi di Petrignano, nel luogo della tragedia e decisione di conversione (il cosiddetto Pentimento) si trova dunque la pieve e la quercia omonima, tuttora in vita, ai cui piedi ella pregò, considerata sacra ed intangibile.
Purtroppo non avevo "foto" della santa (il corpo incorrotto è conservato nella Basilica di Cortona, che da lei prende il nome, e racchiude anche il crocifisso ligneo del XIII secolo che tante volte parlò alla Santa.), tantomeno credo che ella si sarebbe scomodata in un'apparizione  per me di fronte alla mia umilissima fotocamera digitale ...  quindi in fotografia sotto la quercia trovate me, in versione mimetica... dovrete  accontetarvi perchè non sono bella come Margherita nè tantomeno santa e neppure assorta in preghiera ma avevo su un bel giacchino color verde panchina e la signora quercia mi ha mandato un saluto e un augurio per voi che sia un anno verde e pieno di speranza.

Nell'estate 1972, per il settimo centenario dell'evento ci sono state grandi celebrazioni nel Castiglionese con ostensione delle  spoglie di Santa Margherita.Ogni anno , invece, alla fine di agosto, si tengono delle celebrazioni  in onore della Santa, una vera e propria festa popolare con tanto di banchetti, incontri e sante messe, proprio presso il luogo della conversione e lungo tutto il cammino di Santa Margherita.
Ma di cosa doveva pentirsi Margherita e perchè questo Pentimento fu così famoso tanto da aver fatto erigere una cappella vicino alla quercia e di aver reso la quercia stessa sacra? Come abbiamo accennato prima e si evince anche dalle parole del Papa, Margherita visse molti anni, oltre 17, da amante, concubina nonchè ragazza madre (a noi oggi fa sorridere...) di un uomo che non la sposò mai , in frivolezze e vanità: "O Margherita, più vana delle vane, che ne sarà mai di te?" (Legenda I,3):così veniva apostrofata dalle sue amiche quando la vedevano adornarsi esageratamente.
 Un peccato così grave all'epoca da farle meritare l'appellativo di "La peccatrice" e che le costarono grandissime penitenze nella seconda parte della sua vita. Oggi si ritiene che la Santa avesse contratto un matrimonio "morganatico" presso un notaio cittadino, di certo i costumi dell'epoca vista la grande differenza sociale e patrimoniale non avrebbero mai permesso un matrimonio in piena regola,specialmente non accolto dalla famiglia di lui, e infatti dopo la morte di Arsenio fu scacciata di casa col figlio e senza eredità ( e meno male che lei era peccatrice...e invece la famiglia del marito? Molto caritatevoli eh?). Dunque i gravi peccati di Margherita furono il fatto di essere bella e di aver voluto vivere una vita "lussosa" abbandonando la casa del padre dimenticando le sue origini e non portando alla conversione spirituale il marito superbo che vessava i suoi sudditi (insomma vabene che è diventata santa ma non le si chiedeva un po' troppo a questa donna? ...).

Assieme alla Santa divenne famosa pure la quercia che, ricordiamolo è inserita tra gli alberi monumentali dell'Umbria censiti dal C.F.S. e gode dell'affetto di molti devoti e anche di ammiratori arborei pagani o non credenti. I bambini che non si pongono tanti quesiti religiosi le girano intorno, con gli occhi persi al cielo dei grandi rami, beneficiando della sua carica energetica ed assorbendo inconsapevoli un po' della sua antica saggezza.
Ora che sono qui vorrei quasi chiedere alla quercia chi uccise Arsenio, perchè di certo lei vide, suo malgrado, tutta la scena... ma prima che io riesca a formulare le parole, la quercia mi risponde con un frullio di foglie e capisco che ormai cercare i colpevoli non ha senso e che la morte fa parte della vita sia per noi che per lei anche se con tempi dilatati...Standole vicino ho percepito più delle altre volte una fortissima energia che mi ha avvolta e coccolata per tutto il tempo delle riprese (amatoriali perdonatemi per la pessima qualità del video ma non sono brava). Ho cercato di farla mia, di assorbirla e di trasferirla a voi attraverso movimenti e carezze, girandole intorno, avvicinandomi al tronco e ai rami, quasi in una danza mistica con il suo spirito antico...Questo è il video con le bellissime musiche di Lisa Thiel. La prima musica è "Child of the wind" l'ho messa in onore di mio figlio che giocava con il vento attraverso lo spirito della quercia e poi l'altra è "The spirit of the plant" un magnifico testo con cui voglio farvi l'ugurio del nuovo anno...





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" The Spirit of the plants has come to me
In the form of a beautiful dancing green woman
Her eyes filled me with peace
Her dance filled me with peace
The spirit of the plants has come to me
And has blessed me with great peace.
Her eyes filled me with peace
Her dance filled me with peace.
The spirit of the plants has come to me
In the form of a beautiful dancing green woman."

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 Voglio salutarvi da qui, da questo luogo che conserva il suo fascino solo grazie alla memoria di questo antico essere testimone della storia, delle leggende e delle tradizioni di popoli, famiglie ed intere epoche ...
Grazie a tutti per questo magnifico anno passato assieme in compagnia dei nostri amici alberi...

*Nell'arte, è spesso raffigurata col saio francescano ed il velo bianco, in compagnia di un angelo consolatore (opera datata 1758 che si trova a New York al Metropolitan Museum attribuita a Gaspare Traversi) o in estasi davanti al Cristo (opera di Giovanni Lanfranco che si trova a Palazzo Pitti -Firenze): è sempre accompagnata dal cane che le fece scoprire il cadavere dell'amante (M. Benefial).
Le rappresentazioni della Santa sono molte e assieme ad essa anche quella della quercia. Ne cito ancora qualcuna giusto per farvi qualche esempio
A Roma nella Pinacoteca Vaticana si trova una tela del 1948 del Guercino, sempre a Roma nella Chiesa di Santa Maria in Aracoeli si trova Santa Marherita morente e la Santa sotto la quercia di M. Benefial del 1732, di cui vedete sopra una fotografia. A Cortona (AR) ovviamente si trovava tutto un ciclo di rappresentazioni sulla sua vita ad opera di pittori senesi, andati, purtroppo, perduti ma ricopiati ad acquerello;e poi il ritratto della Santa di Giovanni Cimica, e  altri di P.A. Pucciardi Barbieri, Gaetano Brunacci e anonimi oltre alla statua che si trova nell'ingresso dell'ospedale omonimo. Nella biblioteca di Cortona si trovano diversi affreschi rappresentativi della vita e dei miracoli di S. Margherita di Pietro Lorenzetti. Nel Santuario di Laviano si trova il ritorno della santa dopo la conversione, e poi Margherita che ritrova Arsenio.
A Città della Pieve nella Cattedrale  un'altra rappresentazione che ritrae il ritrovamento del cadavere da parte della Santa.
A Zogno(BG) nella Chiesa di San Lorenzo la tela del 1805 di Vicenzo Angelo Orelli ritrae la Santa in preghiera.
A Monte del lago (PG) la Comunione di Santa Margherita nella Chiesa Parrocchiale.
A Venezia nel convento di San Michele in Isola, la Santa Margherita in preghiera di Giandomenico Tiepolo.
Alla figura di Margherita da Cortona è ispirato il film storico del 1950 che porta appunto il suo nome - Margherita da Cortona, diretto da Mario Bonnard.
Sulla medesima religiosa, Licinio Refice compose un'opera lirica in un prologo e tre atti intitolata anch'essa Margherita da Cortona.




articolo, fotografie e video di Valentina Meloni 

bibliografia 
-monografia di Don Piero Becherini
 -"Legenda de vita et miraculis beatae Margaritae de Cortona" di Giunta da Bevignate
 (padre francescano, confessore di Santa Margherita).

Ringrazio la Biblioteca di Castiglione del Lago e i suoi collaboratori per la consultazione dei testi  relativi alla Santa e al territorio che ora per motivi di spazio e memoria non posso citare.


Valentina Meloni


lunedì 9 dicembre 2013

"Vogliamo restare" appello di un popolo intero


Con questa mostra, inauguratasi lo scorso 7 dicembre a Roma, che catalizza l'attenzione verso la natura e l'ambiente  Carlo Cordua, artista di indiscussa fama già presente in questo blog, si riconferma "un poeta della natura"come lo avevo già definito nel mio primo articolo-intervista di quasi un anno fa. In questa intervista l'artista di origini partenopee ci parlava della sua terra così:




"Il legame con la mia terra d’origine non è descrivibile a parole. La mia terra è come una madre, io la amo come un figlio e non potrei mai rinnegarla, mi regala infinite emozioni sia come artista sia come uomo. La mia terra è l’humus che mi permette di sopravvivere e crescere, di affondare la radice al centro del mio essere, di stare centrato nel mio percorso di uomo e di artista."

Pastellista d'eccezione Carlo è un artista molto attento ai temi sociali e anche quest'anno si riconferma nel suo ruolo di paladino del verde con una mostra tutta dedicata agli alberi... ma non solo. La sua infatti è un' esposizione che si fa vera e propria denuncia del silenzio e dell'omertà che circondano il più grande disastro sociale dei nostri tempi: l’avvelenamento di massa che ha colpito la sua terra, la Campania.

Carlo Cordua, come vi avevo narrato nella sua intervista, si era già occupato di questo tema con il dipinto dal titolo "Omaggio alla politica" attraverso il quale ci aveva dimostrato che il suo impegno verso la tematica ambientale, sa farsi denuncia provocando uno shock emotivo al fruitore dell’opera che,  abituato al tuo idillio poetico di paesaggi incontaminati, non può che stupirsi e porsi quegli interrogativi che sono alla base di una sana consapevolezza civica e ambientale. 

Oggi torna a riportare l'attenzione verso la sua terra violentata attraverso una mostra, certamente poetica, ma dal chiaro messaggio di forza comunicativa che lascia parlare gli alberi con lo slogan "Vogliamo restare" 


Slogan creato da Carlo Cordua



Carlo Cordua inaugura la mostra



Nel 2010 gli alberi di Cordua, cui è riconosciuta una capacità straordinaria nel veicolare importanti messaggi sociali, attraverso la mostra “Qualcosa in più della speranza” svoltasi alla Camera dei Deputati prima e poi al Grattacielo Pirelli di Milano riuscirono a smuovere la coscienza degli italiani riguardo a un tema molto delicato: la prevenzione dell’AIDS. E così ancora una volta a Roma saranno i suoi alberi a parlare, a protestare contro l’indifferenza delle autorità verso una terra distrutta, inquinata, avvelenata, costretta a risucchiare rifiuti per anni e anni dalla criminalità organizzata.

"Volo enigmatico" pastello su tela di Carlo Cordua
Come si può ben vedere in questo dipinto (piccolo anticipo della mostra) le radici di questi alberi non hanno terra. E' sarà l'amara realtà non solo degli alberi ma degli stessi Napoletani se non s'interviene subito per fermare e porre rimedio allo scempio ecologico che sta avvelenando un'intera popolazione.

Per Carlo Cordua come abbiamo visto l'albero è metafora dell'uomo

"L’albero nel mio immaginario è un riferimento importante, quasi una metafora per l’essere umano. All’albero puoi fare qualsiasi cosa, subisce molestie di ogni tipo ma continua a donare frutti. Così dovrebbe essere per l’uomo, non dovrebbe coltivare il rancore ma la speranza, non dovrebbe distruggere ma mantenersi in uno stato di creazione continua. L’uomo come l’albero dovrebbe mantenersi in equilibrio sotto ogni tempo, farsi plasmare dal vento degli accadimenti andandogli incontro e restare fermo nelle sue proposizioni e nei suoi principi."

Il “silenzio della coscienza” è il titolo di questa mostra che dal 7 al 21 dicembre 2013 sarà ospitata a Roma alla Coronari 111 Art Gallery di Via dei Coronari 111. 
La mostra di bellissimi quadri raffiguranti la natura cui parteciperanno volti noti del cinema e della televisione e presentata dal regista Claudio Risi e dalla famosa oncologa Melania Rizzoli vuole essere ancora una volta un appello per dire di no al biocidio della terra dei fuochi, e all’inquinamento dell’intero Paese con l’intento di far giungere il grido di speranza ma anche di disperazione di chi sta subendo il più grande avvelenamento della storia. Un fenomeno che coinvolge tutti gli italiani. 
Questo dramma non può essere più taciuto e grazie alla solidarietà dei personaggi famosi che interverranno e che vogliono sostenere appieno la sofferenza di una terra martoriata e distrutta e alla presenza di tutti i media il grido potrà giungere ancora più forte.
“Oggi chiunque tace diventa complice. Spero che la natura riesca ad arrivare alle coscienze di chi in questo disastro ha responsabilità"
Cordua lancia anche una sfida all’antico sogno dell’uomo di liberarsi nell’aria e dominare il mondo dall’alto. Come si può vedere alcuni alberi  sono rappresentati con le radici in aria, distaccati dal suolo,mentre  spiccano il volo imprimendo alla sua pittura una fibrillante vorticosità senza rinunciare al peso della terra. 

"Levitazione ideologica" di Carlo Cordua

“ Mi ha colpito molto una frase del grande filosofo e poeta Henry Thoureau" spiega l’artista “Grazie a Dio gli uomini non possono ancora volare e sporcare i cieli così come fanno con la terra!” Volare è simbolicamente legato all’elevarsi al di sopra della realtà quotidiana, sopra il mondo che si conosce, compensando con la facilità e la leggerezza tutta la pesantezza della realtà e dall’alto trovare una soluzione. "







Carlo Cordua vuole sollevarsi sopra una realtà che non lascia speranza, una realtà che fiacca l'orgoglio, che spezza le reni, che piega i principi, che violenta i sogni e il futuro... Carlo denuncia attraverso i suoi dipinti, lo scempio di una violenza che non ha fine e davanti cui nessuno può e deve chiudere gli occhi!
"La terra violentata" di Carlo Cordua

"La terra violentata" è stata descritta e accompagnata da uno scritto del magistrato Nicola Russo, che voglio riportare qui integralmente:

"Quando sei arrivato la prima volta avevi il vestito "buono". Ti sei fermato lì a guardarmi e quasi mi piacevi. A qualcuno avevi anche sussurrato che ti sembravo ideale. Poi sei tornato con quegli altri, di notte e con i vestiti sporchi. Sei arrivato mentre riposavo, d'improvviso. Mi avete preso senza nessun freno. Io avevo il respiro fermo, gelato in gola. Uno dopo l'altro mi avete squarciato. Siete entrati dentro di me con furia, violentandomi con tutto il disprezzo che la vostra indifferenza verso il mio corpo attonito sapeva esprimere.
Mi avete riempito del vostro sperma maleodorante ed infetto, lasciandomi lì senza nessun rispetto, senza più speranza. Nel buio sentivo solo le vostre parole fredde come lame, i vostri movimenti rapidi, i rumori, il dolore di sentirmi svuotare e riempire di morte. Non vedevo i tuoi occhi. Tu non mi guardavi.
Ora al sole mi ritrovo logora, sporca, ferita, sola. Dentro di me non nascerà nulla che ti ricordi come l'uomo dal vestito "buono". Tu sei solo il dolore nella notte e mi hai reso fango.
Avrei potuto donarti tutto il mio amore, avrei potuto esserti fedele sempre ed ogni giorno sarei stata per te bella e ridente. Avrei potuto essere ...la tua Terra."
( Nicola Russo- Magistrato)

Sollevarsi dalle brutture del mondo per lasciarci dietro un cumulo di macerie, no non è questo che vuole Carlo. Carlo è un artista sublime, "un poeta della natura" e come poeta va lasciato volare tra gli alberi parafrasando una famosa poesia di Alda Merini (Tu non sai)

Tu non sai : ci sono betulle che di notte
levano le loro radici,
e tu non crederesti mai
che di notte gli alberi camminano
o diventano sogni.
Pensa che in un albero c'è un violino d'amore.
Pensa che un albero canta e ride.
Pensa che un albero sta in un crepaccio
e poi diventa vita.
Te l'ho già detto : i poeti non si redimono,
vanno lasciati volare tra gli alberi
come usignoli pronti a morire.


Va lasciato volare tra gli alberi per raccontarci di un mondo ancora possibile, per far parlare gli alberi e farli camminare tra noi con un messaggio di speranza e d'accusa: Noi vogliamo restare!

Nell'intervista a Carlo Cordua avevo chiuso l'articolo scrivendo così:

"La muta osservazione di un dipinto è uno dei pochi momenti in cui la mente fa silenzio, fa spazio all'osservazione, apre la porta verso un'altra dimensione, bisogna ringraziare i pittori che in mezzo al frastuono dei giorni sanno riportarci alla contemplazione..."

Oggi il silenzio è ancora una volta  protagonista dei ritratti d'albero di Carlo Cordua ma non più come elemento necessario alla contemplazione, bensì come tacita (neppure tanto anzi direi conclamata) accusa all'omertà e alla corruzione di chi si fa complice del genocidio silenzioso quanto impietoso che sta attraversando la Campania e il nostro paese intero.

                                                            (Valentina Meloni)

giovedì 21 novembre 2013

Cosa racconta un albero?






















Mi si chiede: che cosa ti racconta un albero? E' giusto si deve poter sapere e allora ecco... rispondo. 
Un albero mi racconta tutto quello che il suo silenzio e la sua presenza mi possono suggerire.
Mi racconta, un albero, del mutare delle stagioni e mi insegna a lasciare andare le foglie e i rami secchi, mi racconta della bellezza del vivere lento, con tempi non umani, in uno spazio tempo dove ogni cosa si dilata e ricerca la sua dimensione secondo il suo modo di vivere, il suo punto di vista. Mi racconta del dolore della pioggia, attraverso cui egli stesso beve e dei veleni che dissetandolo lo uccidono, mi racconta di piccole creature che trovano rifugio nei suoi rami, della vita che scorre incessante nonostante la morte , il mal tempo, la sfortuna... l'uomo. Mi racconta anche di te che non sai più ascoltare una voce semplice che parla da millenni nel suo linguaggio più vero, mi dice della sua tristezza per chi si allontana dall'istinto naturale, dal grande libro della vita che ogni giorno è scritto da molteplici entità viventi e apparentemente mute, immobili, senza emozioni e pensieri...
Mi racconta della gioia di una carezza e di un abbraccio che sono scambi salutari di esseri diversi che cercano un incontro nell'invisibile ma non impossibile mondo della cellula. Mi racconta e mi suggerisce storie, poesie, racconti, la vita, una preghiera, mi dice di ascoltarmi e di farmi narratrice di un mondo meraviglioso che sta lì ad attenderci da sempre...

( Valentina Meloni)


Ho chiesto anche a voi cosa racconta un albero, alcuni di voi mi hanno risposto così :

Antonella Marinetti
A me racconta anche la luce... la pace e la serenità e la bontà...

Palma Mantegari ...
E la musica che ci regalano quando il vento gioca fra i loro rami ? Fantastica.
L'albero, il tratto di unione dei 4 elementi, Terra Aria Acqua Fuoco...

Mi racconta di quando gli uomini e gli antichi dei, in un tempo prima del tempo, danzavano sotto la grande quercia, quando uomini e dei erano uniti, e gli uomini sentivano la natura, sentivano il canto degli alberi, sentivano la voce dell'acqua, sentivano il suono del vento ed erano tutt'uno con la terra. Di quando erano saggi e non uccidevano e avvelenavano nostra madre terra, ma erano uniti ad essa tramite il grande albero delle anime. Ora gli alberi sono tristi, sentono che gli uomini non li amano più, sentono solo una grande disperazione e un gran dolore e vorrebbero che gli uomini riprendessero a danzare con gli antichi dei sotto il grande albero delle anime. Ora gli alberi non parlano più con gli uomini, essi non sono in grado di ascoltarli e tutta la loro saggezza verrà portata via dal vento in un altrove dove gli uomini e gli antichi dei danzano ancora sotto il grande albero.


Beh io spero invece, al contrario di quanto afferma Mariano, che gli uomini non smettano di ascoltare gli alberi e di dialogare con gli elementi, spero che ci ritroveremo noi a danzare sotto il grande albero della vita con la saggezza acquisita nel pianeta verde della comprensione reciproca sotto un linguaggio universale che unisca tutti...

E a voi cosa racconta un albero?

Poete dire la vostra qui



martedì 29 ottobre 2013

Manuale del perfetto cercatore d'alberi



Manuale del perfetto cercatore d'alberi

alla ricerca delle radici perdute...


"Non sono poche le persone che affermano di parlare con gli alberi e di ascoltare gli alberi. Ed è una buona notizia; nessuna malattia mentale, come talvolta ironicamente rispondo quando mi si chiede: "Anche lei parla con gli alberi?". Ascoltare gli alberi vuol dire capire, vuol dire conoscere, vuol dire approfondire,vuol dire abbellirsi e arricchirsi, vuol dire espandere la capacità di sentirsi una creatura di Dio-o della Natura- nel mezzo di un pianeta che vive e pulsa e respira, a ogni suo battito."

Così scrive Tiziano Fratus nella sua introduzione a questa piccola chicca: "Manuale del perfetto cercatore di alberi" e sembra rivolgersi proprio a noi parlalberi. Senz'altro Tiziano può essere considerato un membro onorario del nostro gruppo e scoprire quasi tre anni fa per caso tramite il suo blog HOMO RADIX  la sua persona e i suoi libri per me è stato ispirante come una scintilla divina che mi ha toccato e spronato a continuare nella mia ricerca personale di sensibilizzazione e di scoperta del mondo degli alberi. Ecco non voglio dire molto su questo piccolo grande libro, lo vedete in foto assieme a me perchè mi ci sto affezionando,come accade per i piccoli piaceri che ci allietano la vita... certamente  non può mancare in una biblioalberoteca che si rispetti! Non voglio dire molto perchè potrebbero bastare queste poche parole di Tiziano a introdurci nel suo mondo "di legno e radici" e vorrei continuare a far parlare lui... 

"Questo manuale ha l'ambizione d'essere una guida pratica e al contempo filosofica per tutti coloro che vogliono allevare il cercatore d'alberi che riposa in loro, al di là del livello della propria istruzione, del tempo a disposizione per calarsi in mezzo alla natura, del fatto di vivere nell'alveo di una riserva naturale, nella Milano dell'Expo o nella Roma immobilizzata."

Già eravamo stati incantati dal Sussurro degli alberi, Piccolo miracolario per uomini radice (Ediciclo editore) in cui Tiziano Fratus racconta la storia del paesaggio attraverso quelle degli alberi che ospita. Un titolo questo  che per noi è tutto un programma... come si può non restare affascinati da una tale evocazione? 

"Gli alberi sussurrano le loro storie, la storia delle loro cortecce, la storia delle loro fronde, la storia delle loro radici. E in queste storie sono sedimentate le storie del paesaggio che li ospita. E in questi paesaggi si compiono e si sono compiuti i destini di molti uomini e di molte donne. I secoli passano, talvolta anche i millenni e queste creature restano lì, aggrappate alle rocce, alla terra, crescono, occupano, deformano e invecchiano. Generazioni di esseri umani, di padri e di figli, di nipoti e di discendenti transitano sotto le loro chiome e si abbeverano nelle ombre, ristorano l’anima e azzerano il pensiero. Si siedono, toccano i legni, si lasciano invadere lo sguardo dai movimenti che il vento anima, accarezzano le foglie e i frutti, i semi e le ramificazioni. Un altro albero cresce dentro di loro e sono pronti ad ascoltarlo, ad ascoltarsi. Lì vibra il centro del mondo."

Ora in questo libricino tascabile (di quasi 230 pagine), che potete portare con voi ovunque, sia che andiate a piedi, che in bicicletta, sia che viviate in città che sugli alberi, Tiziano ci sprona ad andare alla ricerca delle nostre radici. Radici ambientali, ma non solo radici culturali, storiche, radici infantili, radici mitiche, leggendarie e millenarie, radici di cercatori quali ancora non abbiamo scoperto di essere.
La grandezza di questo libro sta nel riuscire ad avvicinare tutte le tipologie di persone ad un percorso culturale a cui non siamo più abituati: le radici del mondo. Passando dall'individuazione della specie arborea fino alla sua contemplazione Tiziano ci sprona ad andare di persona a trovare i nostri patriarchi arborei, a cercarne di nuovi e a trovare da loro direttamente le risposte alle nostre domande.

"Gli alberi sono gli unici esseri viventi che ci possono accompagnare per tutta la nostra vita. Non solo: prima di noi sono stati accanto ai nostri genitori, e dopo di noi veglieranno sui nostri figli e sui nostri nipoti"

Ecco perché gli alberi sono le nostre radici ed ecco perché un viaggio al centro delle nostre radici è così importante, non solo per la consapevolezza del nostro proprio respiro ma per la meraviglia e lo stupore che il guardare il mondo con la prospettiva del cercatore di alberi ci può donare.
Alla fine del libro trovate i dodici monumenti della natura da non perdere in Italia, ecco che da piccoli spunti può nascere un turismo naturalistico che va a valorizzare un patrimonio arboreo di tutto rispetto. Se volete fare una vacanza alternativa dotatevi degli strumenti necessari al perfetto cercatore di alberi e partite alla scoperta di nuove mete e di nuovi verdi amici. Quali sono gli strumenti ve lo dirà Tiziano nel libro, io invece vi dico di leggerlo e di regalarlo ai vostri figli, perché imparino da subito il valore delle radici. 
Altra cosa che ho molto apprezzato oltre a un mini-vocabolario alberofilo sono stati i suggerimenti di lettura contenuti nella bibliografia. Il libro si conclude con un taccuino in cui potete annotare le vostre scoperte arboree... Buona ricerca 
Valentina






Tiziano Fratus è nato nel 1975 a Bergamo, è cresciuto in pianura padana e sulle colline del Monferrato e attualmente vive ai piedi delle Alpi Cozie, in un luogo più grande di qualsiasi città.

In quindici anni di attività ha pubblicato una trentina di libri in Italia e in altri paesi, occupandosi di nuova drammaturgia e scrivendo raccolte di poesia e libri sulla natura. Ha fondato e diretto per cinque anni il Festival Torino Poesia e le edizioni annesse, che hanno dato alla luce 36 titoli di poeti che abitano e vivono il Piemonte.Visitando Singapore e le sequoie di Big Sur in California concepisce i concetti di “Uomo Radice” e “alberografia” che elabora in un ciclo di libri dal titolo Homo Radix pubblicati da vari editori, gli ultimi titoli usciti sono Il sussurro degli alberi. Piccolo miracolario per uomini radice (Ediciclo), il Manuale del perfetto cercatore d’alberi(Kowalski – Feltrinelli), l’illustrato per bambini Ci vuole un albero (Araba Fenice),Vecchi e grandi alberi di Torino (Fusta); firma la rubrica Il cercatore di alberi sul quotidiano «La Stampa» e ha collaborato con «L’Adige», «La nuova ecologia», «Terra Nuova», «Camminare», «Greenews».
continua a leggere...QUI

giovedì 10 ottobre 2013

Leaf peeping-sbirciando tra le foglie


Adoro l'autunno, la stagione dei poeti e degli innamorati e mi piace ricordare la citazione di Albert Camus che lo paragona alla primavera, altra stagione di transizione molto amata:

L'autunno è una seconda primavera, quando ogni foglia è un fiore.


Le foglie cadono e ricoprono il terreno come fosse un morbido tappeto in cui potersi tuffare. Alberi, prati e cespugli s' incendiano, come se un invisibile pittore facesse scivolare amorevolmente il proprio pennello su di essi. Prima un tocco di oro, poi uno di arancio, infine uno di rosso.  E l’incredibile fenomeno del foliage sboccia e c' incanta con i suoi coloriOgni cultura dà un nome diverso a questo magnifico fenomeno. 
Ad esempio L'autunno giapponese si chiama 紅葉 "kouyou"  quando le foglie che diventano rosse e il paesaggio si fa un incanto. Foliage o Fall Foliage invece è un termine romantico e suggestivo, anche noto come Indian Summer, che – nell’immaginario di molti – è legato a Paesi lontani: il Quebec, il Maine, il New England.

Ci dice Hanry David Thoureau nel suo splendido libricino Autumnal Tints recentemente tradotto in italiano da Chiara Gallese per la casa editrice Galassia Arte (collana: Le sequoie) nel volume Tinte autunnali  che vedete nella mia foto


Vai al libro
"Gli europei che vengono in America sono sorpresi dello splendore del nostro fogliame autunnale. Tale fenomeno non è tenuto in alcuna considerazione nella poesia inglese, poiché gli alberi lì acquistano solo pochi colori brillanti.[...] Il cambiamento autunnale dei nostri boschi non ha ancora fatto una profonda impressione nella nostra letteratura. ottobre ha a mala pena tinto la nostra poesia."

E una poesia invece voglio invitarvi a leggere, di un poeta russo scomparso nel 1986, che certamente aveva tratto dallo spettacolo dei boschi profonda ispirazione, anche se per osservare i cromatismi delle foglie non serve andare troppo lontano...
Parco di Peterhof (o Petrodvorets) presso San Pietroburgo dove si trova il Palazzo omonimo detto  "La Versaille russa"




A che somiglia un bosco in pieno autunno?
Soprattutto ad un sommesso incendio.
Lambiscono mute la coppa dei cieli
gialle lingue di fiamma.
Più d'uno scialle zingaro è screziato
il bosco ancora un po' verde.
Ad ogni albero, come a un falò,
puoi riscaldarti l'anima.


( "Bosco d'autunno" - Boris Abramovič Sluckij ) 
Traduzione di Angelo Maria Ripellino

Riscaldiamoci l'anima pure noi allora godendo delle tinte autunnali...

"Ottobre è il mese delle foglie colorate. Il loro ricco bagliore lampeggia ora in giro per il modo.Come i frutti e le foglie, e il giorno stesso, acquisiscono una colorazione luminosa poco prima di cadere, così l'anno si avvicina al suo tramonto. Ottobre è il suo cielo al tramonto, novembre è il tardo crepuscolo. 
Ho già pensato che sarebbe valsa la pena di procurarmi una foglia campione da ogni albero, arbusto e pianta erbacea che cambia colore, nel momento in cui avesse acquisito il suo caratteristico colore brillante, nel passaggio dalla fase verde a quella marrone, delinearne i tratti essenziali, e copiarne esattamente il colore, con la pittura, in un libro dal titolo "Ottobre, o tinte autunnali"- iniziando con il primissimo rossore- Woodbine e il lago di foglie delle radici, e continuando poi con gli aceri, i noci americani, e i sommacchi, e molte foglie splendidamente maculate e meno note, finendo con querce e pioppi tremuli.Che ricordo sarebbe un libro del genere [...]" (Autumnal Tints- H.D. Thoreau)

Thoreau ci racconta nelle prime pagine  che ha tentato, con scarsi progressi, di creare questo libro, ma che poi ha cercato di descrivere tutte queste tinte brillanti a parole. Da qui in poi inizia a mostrarci i suoi appunti nei quali fa una descrizione poetica e particolareggiata di diverse specie, partendo dalle panicelle americane per proseguire poi con l'acero rosso, l'olmo, l'acero da zucchero, la quercia scarlatta e una quantità di foglie di varie specie.
Vi suggerisco la lettura di questo prezioso libretto perché vi catapulterà in una meravigliosa atmosfera ovunque voi siate...




Va bene in America lo splendore del fogliame autunnale è spettacolare ...Eppure anche L'Italia è piena di boschi, parchi, giardini, sentieri e viali alberati… 
Angoli bellissimi, dove poter respirare a pieni polmoni l’atmosfera ovattata e colorata dell’Estate di San Martino.
E allora che si fa? Come titola il blog andiamo a sbirciare anche noi tra le foglie...


Leaf Peeping

Altro non è che la versione botanica del birdwatching. Si chiama leaf peeping, letteralmente “sbirciare le fo­glie”, attività all’aria aperta, in cui la natura è l’indiscussa protagonista. I mesi in cui si può godere di questa attività sono Ottobre e Novembre e la rotta da seguire è quella dell’Italia Settentrionale, ma – volendo – ci si può spingere anche più giù, Senza dover andare troppo lontano ...qui dove abito a Castiglione del Lago si può godere di qualche scorcio interessante dai caldi toni autunnali...come vedremo da questa mini guida.

Vi ricorderete certamente la Quercia del Pentimento , in questa mia foto dello scorso anno con il suo abito autunnale, di cui vi ho parlato in questo mio articolo

clicca sulla foto per leggere l'articolo sulla Quercia del Pentimento
    articolo che è stato notevolmente apprezzato anche  dal giornale locale Comuneinforma tanto da essere opportunamente modificato e inserito, comprensivo di taglio del  copyright delle mie foto, nel palinsesto relativo al mese di agosto 2013.
Cliccando sulla foto accedi al giornale 
  
Torniamo al nostro colorato ottobre...



facciamo poi una passeggiata nel parco dell'ex Aeroporto, anche qui c'è un bel mix di colori...

 I bambini come mio figlio qui sotto adorano le foglie...

   
Sul lungolago invece sempre a Castiglione del lago sulla zona balneabile del parco si trovano una dozzina di esemplari di Taxodium distichum detto anche cipresso calvo o delle paludi. Questi magnifici alberi nativi degli stati uniti sudorientali non sono molto comuni e vale la pena ammirare il loro spettacolo di foglie e di colori. Vi lascio qualche scatto, magari può servire anche al giornale locale non si sa mai... (cattivissima me!)









 Su uno di questi cipressi ho scritto una storia che sta prendendo forma di giorno in giorno e  che spero di riuscire a pubblicare entro il prossimo anno... Perché questo patrimonio arboreo fa parte della cultura e va valorizzato e, come scrive anche il sito del Comune invitando i cittadini a compilare il censimento arboreo ,

è fondamentale conoscere l’importante patrimonio naturalistico del nostro territorio, al fine di valorizzarlo e preservarlo per le generazioni future, in quanto tali alberature costituiscono un elemento fondamentale e caratterizzante dei nostri paesaggi e della nostra identità.

Non posso che essere d'accordo... e voi?

Allora cari amici Buon foliage atunnale a tutti!

Valentina

Vi lascio il programma completo buona lettura 





VALLE D'AOSTA



In Valle d'Aosta sono molti gli itinerari possibili proposti dall'Ufficio Regionale Informazioni Turistiche, ve ne proponiamo alcuni.
  • In frazione Courtil, a 7 km da Bard, il bosco di faggi compone una tavolozza dalle sfumature arancio e rosso-bruno.
  • A Châtillon , il parco del castello Passerin d‘Entrèves è un punto d’osservazione straordinario, grazie agli alberi monumentali. Numerosi aceri lo tingono di rosso in varie zone, fino al giardino rinascimentale francese (aperto fino a metà novembre).
  • Risalendo lungo la Dora, tra la Valle di Brusson e quella diSaint-Vincent , ci s’imbatte nella foresta mista del Col de Joux, composta in prevalenza da conifere, che contornano di verde brillante il fogliame ramato e purpureo dei ciliegi selvatici.
  • A Verrès , risalendo la strada regionale della Val d‘Ayas, è possibile visitare l‘arboreto Borna di Laou (luogo del lupo); la variegata vegetazione è illustrata da cartelli, con nomi scientifici e comuni. S’incontrano, oltre alle specie autoctone, ciliegi, frassini, castagni e nespoli.
  • A Verrayes , si trova l’arboretum Abbé P.L.Vescoz orto botanico di specie esotiche: 10.000 piante, tra cui cedro, douglas, cipresso italico e sequoia. In località Entrebin, sulla collina diAosta , è sito il Parque d‘Euntrebeun , una varietà di circa 200 specie arboree d’affascinante qualità cromatica, grazie al giallo di frassini ed olmi e all’arancio dei castagni.
  • Nella Val Ferret, sopra Courmayeur , le piste di fondo si trasformano in piacevoli passeggiate e le piante a foglia larga cedono progressivamente il passo ai “sempreverdi”, mentre il larice, offre colori di contrasto giallo-oro. Sempre a Courmayeur, in località Plan Gorret, si trova il Parco Abbé J.M. Henry e sono visibili: ligustro, prugnolo, rosa canina e pimpinellifolia, biancospino, lantana e lonicera, più specie esotiche tra cui un douglas e un abete gigante.


I Giardini di Sissi a Merano



I Giardini di Castel Trauttmansdorff, che nei mesi estivi sono un tripudio di profumi e di colori, danno il benvenuto all’autunno con le infinite sfumature del foliage, in uno spettacolo unico che sembra uscire da un libro di favole. Le foglie assumono calde sfumature; le chiome dei grandi alberi nell’area chiamata i Boschi del Mondo rosseggiano insieme gli aceri giapponesi; le latifoglie nordamericane e i 12 ettari del giardino botanico si rivelano in tutto il loro splendore. Non mancate di visitare il Padiglione “Boschi Decidui di Latifoglie”, dove un tetto di lamelle metalliche colorate danzano nel sole e nel vento a simboleggiare il bosco deciduo di latifoglie, disegnando un mutevole quadro di luci e ombre. Lo show autunnale non finisce qui, in questo periodo infatti matura il riso sulle terrazze asiatiche, accanto alle quali fiorisce la varietà di camelia dalla quale si ricava il tè, originaria del Giappone (Camellia sinensis). 




A settembre e ottobre nei Giardini del Sole maturano i frutti tipici di questa stagione come fichi, melograni ed olive e nei Paesaggi dell’Alto Adige inizia la raccolta di mele, castagne e uva. Infine, proprio in occasione del foliage, Domenica 27 ottobre, dalle 10 alle 17, sarà possibile scoprire la magia dell’autunno all’interno del parco, accompagnati dalle guide dei Giardini di Castel Trauttmansdorff.
Quando: lo spettacolo del Fall Foliage ai Giardini può essere ammirato fino al 15 novembre, data in cui i cancelli chiuderanno per dare poi appuntamento alla primavera prossima.





Valle di Tures e Valle Aurina

Autunno al lago di Cei | Villa Lagarina


In queste meravigliose valli, il periodo del foliage dovrebbe coincidere grosso modo con il rientro delle mucche dagli alpeggi estivi, con l’inizio dei preparativi per affrontare l’inverno e con il trionfo dei sapori tipici dell’autunno.

Terre di speck, formaggi e canederli, sono questi anche luoghi ricchi di sentieri, boschi e montagne da scoprire- a piedi o in bicicletta. Bellissimo per i bambini inoltrarsi tra le foreste, raggiungere una delle tante malghe e perdersi nel profumo di pane appena sfornato. Ogni venerdì, fino al 25 ottobre, è inoltre possibile prendere parte ai percorsi tematici “Forza dell’acqua”: escursioni guidate alla scoperta del mondo dei mulini di Selva dei Molini fino alla romantica Gola di Lappago. In questo periodo, inoltre, nelle valli, si rievocano le sagre bavaresi “Kirchtage”, mentre il 23 novembre c’è il Mercatino di S. Caterina a Molini di Tures, un mix di tradizione e gusto, tra cavalli, capre, pecore e canederli fatti a mano.

Gran Paradiso

Copyright photo: Shutterstock

Anche la Fondation Grand Paradis ha dedicato, per il secondo anno consecutivo, un pacchetto turistico a tema foliage. Il pacchetto prevede escursioni guidate, degustazioni eno-gastronomiche e laboratori tematici sulla conservazione dei cibi e sulla preparazione di specialità locali. Due gli appuntamenti previsti: uno nel Parco Nazionale Gran Paradiso e uno nel Parco Naturale Mont Avic.
  • Offerta Foliage Giroparchi Parco Nazionale Gran Paradiso: è possibile soggiornare un weekend intero (19 e 20 ottobre comprensivo di soggiorno) oppure scegliere il programma di una sola giornata, ossia il pacchetto mini Foliage (in programma domenica 20 ottobre). Ritrovo è ad Aymavilles dove è prevista un’escursione guidata nei vigneti della zona per osservare i colori autunnali dei vigneti e dei versanti circostanti. Il giorno seguente, domenica 20 ottobre, il ritrovo è previsto ad Introd per un’escursione a piedi dedicata all’osservazione dei colori del bosco di latifoglie e, più in alto, del bosco misto. 
  • Offerta Foliage Giroparchi Mont Avic, il 27 ottobre il ritrovo è a Covarey presso il Centro Visitatori del Parco naturale Mont Avic. Il programma prevede l’escursione ai villaggi di Fussy, Gettaz Ddes Allemande e Boden, a cui seguirà il pranzo al sacco a carico dei partecipanti e il ritorno a Covarey lungo lo stesso percorso per visitare il Centro Visitatori. Una tipica merenda cinöira segnerà la fine del programma. 
Per informazioni è possibile contattare Fondation Gran Paradis (tel 0165/75301 – info@grand-paradis.it) o i website dedicati www.giroparchi.it e www.grand-paradis.it.

Val di Non



Famosa per le sue mele, questa è una delle valli più indicate per le vacanze con bambini, grazie ai suoi dolci declivi e ai sentieri pianeggianti. In autunno, si trasforma in una tela en plein air, complici le piante spontanee che crescono nei boschi e gli innumerevoli alberi da frutto. I meli, generalmente, rimangono verdi quasi tutto l’anno, ma le varietà più antiche o selvatiche, qui abbondantemente presenti, si tingono di oro, arancio e marrone.

  • E a proposito di mele…il 12 e 14 ottobre, in Val di Non, si tiene Pomaria, una festa molto sentita sul territorio in quanto celebra la raccolta delle mele con gare di torte, mercatini e sfilate. 

  • Da non perdere, con i bambini, le rive del lago di Tovel. Uno dei sentieri più adatti alle famiglie è quello che inizia nei pressi del parcheggio del lago; non presenta alcuna difficoltà, è per lo più pianeggiante ed è percorribile anche con i passeggini (tempo di percorrenza circa un’ora e mezza). Altri sentieri adatti ai più piccoli sono il Sentiero delle antiche segherie e quello delle Glare. Per altri suggerimenti su cosa fare e cosa vedere in Val di Non con i bambini, leggete questa mini-guida di viaggio.


Lasciandosi alle spalle i boschi alpini, discendiamo gli Appennini giungendo in Umbria, la prima regione che ha creato un vero e proprio percorso dedicato al leaf peeping in variante mediterranea dal momento che ci troviamo sulle colline umbre e non sui monti Appalachi.

Umbria



  • Il Sentiero NaturOlistico del Giardino del Mago a Pietralunga (Pg), nella valle del Carpina presenta querce, salici e resinose, la varietà di specie esibisce una vasta gamma di colori a dir poco affascinante. 

  • Gli aspiranti leaf peepers, lungo il Percorso Natur Olistico (PNO) del Giardino del Mago,piccola oasi naturale all’interno della fattoria, possono cimentarsi, da soli o con l’ausilio di una Guida, nell’osservazione della Natura dal buco della serratura, rivolgendo particolare attenzione agli aspetti qualitativi del paesaggio per riconoscerne i componenti basilari (alberi ed arbusti) e per fissare su un qualche supporto (macchina fotografica, taccuino da disegno) le emozioni suscitate, portarle via e riviverle una volta a casa.

Dopo di che pronti, per indimenticabili passeggiate (guidate o meno) all’insegna del leaf peeping, lungo i suggestivi sentieri segnati della Valle del Carpina, la valle dei colori …

I sentieri dell'autunno 




Sono iniziate invece domenica 6 ottobre le passeggiate de "I sentieri dell'autunno"

Il programma ha avuto inizio Domenica con

  •  la passeggiata Tra Montesperello e Montemelino,i boschi verso il lago

Partendo da Montesperello (Magione) sul sentiero che porta a Monte Melino. Poi si sale al Monte Penna fino in cima am.496 domenica 6 ottobre si terrà il primo appuntamento con le camminate di Sentieri d'autunno. Il ritrovo è alle ore 8,45 presso l' Az. Agr. Berioli a Montesperello (Magione). Il luogo dell'appuntamento si raggiunge prendendo la strada asfaltata che sale a Montesperello dal lato di Perugia. All'altezza della seconda curva a destra c'è la casa colonica che ospita la cantina, a sinistra il parcheggio. Partiamo e cominciamo a salire per prendere presto un sentiero che tra il bosco e gli olivi ci porta a Montemelino. Presso la chiesa facciamo una breve sosta. Ripartiamo lentamente verso il monte Penna. Si sale fino alla cima (m. 496) da dove si abbraccia con la vista tutto il lago, le colline e i borghi che lo contornano oltre a un bel panorama verso Perugia, il Tezio e l'Appennino. Camminando sul crinale, per brevi saliscendi panoramici esi prende a scendere lentamente verso Montesperello. Da lì ancora in discesa per compiere l'ultimo tratto tra gli oliveti che ci riportano, prima delle vigne, al luogo da dove siamo partiti

La camminata è lunga km 10, presenta un dislivello di m 250, per  3 ore.

Info: Giannermete Romani - ermete.romani@gmail.com - 3471148395

Il resto del programma che comprende le passeggiate sottoelencate  potete scaricarlo qui
Programma Sentieri d’autunno 2013*


Domenica 13 ottobre – I boschi di Tuoro sul Trasimeno

Ritrovo ore 8,45 presso la chiesa di S. Lucia - Vernazzano 

Info: Gian Piero Zurli – chjamp64@yahoo.it – 3332803498



Domenica 20 ottobre – Le colline di Castiglione del Lago

Ritrovo ore 8,45 presso Az. Agr. Bittarelli - Vaiano 

Info: Giannermete Romani - ermete.romani@gmail.com – 3471148395




Domenica 27 ottobre – Nella campagna marscianese

Ritrovo ore 8,45 presso la Cantina Chiorri – Sant’Enea

Info: Graziano Vinti – graziano_vinti@libero.it – 3494642484




Domenica 3 novembre – Tra Paciano e San Donato

Ritrovo ore 8,45 presso i giardini pubblici di Paciano

Info: Gian Piero Zurli – chjamp64@yahoo.it – 3332803498




Domenica 10 novembre – Dentro e fuori le mura di Perugia: la città, gli orti, gli olivi

Ritrovo ore 8,45 ai Giardini del Frontone - Perugia 

Info: Giannermete Romani - ermete.romani@gmail.com – 3471148395



Domenica 17 novembre – Festa dell’olio all’abbazia di Montelabate

Ritrovo ore 8,45 alla Fattoria di Montelabate

Info: Graziano Vinti – graziano_vinti@libero.it – 3494642484




Domenica 24 novembre – Boschi e borghi intorno a Piegaro

Ritrovo ore 8,45 a Fontana di Gaiche

Info: Graziano Vinti – graziano_vinti@libero.it – 3494642484



Sentieri d'autunno



Restiamo ancora in Umbria, terra di boschi, oliveti e vigne l’autunno è magico. Il vino sta fermentando nei tini e fa sentire il suo odore inconfondibile, nei boschi si possono trovare numerose e pregiate specie di funghi, negli stupendi castagneti si vanno a raccogliere le preziose castagne mentre dai frantoi esce l’olio extra-vergine d’oliva, il luminoso oro liquido che è un’emozione per il palato.

Clicca qui per leggere
il programma completo
Camminare in autunno tra i boschi, le vigne e gli oliveti, in mezzo ai profumi densi, che sanno di terra e di legno, con le struggenti giornate luminose di sole cristallino, è un’esperienza di pace e di esaltazione dei sensi che va vissuta.
Nel mese di novembre sono previste escursioni sulle colline intorno al lago con soste e degustazioni presso le cantine e frantoi per assaggiare il vino novello, l’olio nuovo e i ricchi prodotti tipici dell’autunno.
Chi volesse partecipare alla manifestazione troverà condizioni molto vantaggiose presso le diverse strutture di ospitalità.
Il ritrovo è per le ore 8,00 con partenza delle escursioni prevista per le ore 9,00.
La durata è compresa entro le 4 ore. Verso la fine è prevista una sosta per la degustazione di olio extravergine d’oliva locale.


Sabato 30 ottobre
Le colline di Magione
Ritrovo ore 8,45 ai Giardini Comunali di Magione, nei pressi della Comunità Montana
Sosta presso il Castello di Magione per visita (ingresso € 2,50)
Gian Piero Zurli 3332803498 chjamp64@yahoo.it

Domenica 31 ottobre
Le colline tra Perugia e Marsciano

Percorso ad anello che si snoda fra le alture sovrastanti l’abitato, con belle aperture panoramiche che spaziano dalla valle del Nestore al lago Trasimeno.

Si cammina per circa tre ore su stradelli e sentieri tra i cangianti colori del bosco e l’argento degli oliveti, seguendo un itinerario di un certo impegno con uno sviluppo di circa 11 km ed un dislivello di circa 350 mt. in salita ed in discesa.

Per info e prenotazioni contattare:3332803498-chjamp64@yahoo.it

G.A.E. Gian Piero Zurli

Domenica 7 novembre
Le colline tra Deruta e Collazzone

 La passeggiata è bella, panoramica, si svolge su stradine e sentieri agevoli, il dislivello è di circa 150 m, la lunghezza di circa 8,5 km.

Per info e prenotazioni contattare: Giannermete Romani 3471148395 ermete.romani@gmail.com


Sabato 13 novembre
Tra Piegaro e la valle del NestoreRitrovo ore 8,45 presso Azienda Agricola Peltristo - Pietrafitta
Sosta presso il frantoio dell’Azienda Agricola Peltristo
Giannermete Romani 3471148395 ermete.romani@gmail.com

Domenica 14 novembre
Nel folto del Bosco Sereni
Ritrovo ore 8,45 presso Azienda Agricola Biologica Torre Colombaia – S. Biagio della Valle

Graziano Vinti 3494642484 graziano_vinti@libero.it

Sabato 20 novembre
Le colline tra Vernazzano e Passignano.
Ritrovo alle 08.45 (partenza per l’escursione alle 09.00) presso il frantoio Tonazzoli Roberto in loc. Pischiello nei pressi di Passignano sul Trasimeno.

L’itinerario si svolge a cavallo dei comuni di Passignano e Tuoro; si percorrono in salita un sentiero nel bosco misto e poi in discesa per stradelli si tocca la torre torta di Vernazzano ed il piccolo borgo di Torale.
Itinerario di un certo impegno con uno sviluppo di circa 13 km ed un dislivello di circa 350 mt. in salita ed in discesa.
Consigliati abbigliamento comodo e scarponcini da montagna e ricambio da lasciare in auto.

Per info e prenotazioni contattare:
G.A.E. Gian Piero Zurli 3332803498-chjamp64@yahoo.it

Domenica 21 novembre
Boschi e oliveti tra Magione e Castel Rigone

Tra oliveti e campi si scende verso località la Goga, poi in salita nella fitta macchia in cima al monte Bitorno. Da questo punto panoramico si possono osservare le colline tra Perugia, Città della Pieve e Magione con il Monte Penna, Montali, il Monte Solare e Montarale. Si ridiscende verso la valle del torrente Formanuova e quindi verso la Goga per tornare tra campi, fossi e antiche piante verso Colpiccione. L’itinerario è lungo circa 10 km con un dislivello di circa 300 m.

Per info e prenotazioni contattare:
G.A.E. Gian Piero Zurli 3332803498-chjamp64@yahoo.it

Scarica la Brochure dei sentieri d'Autunno

Sud

Dal centro al sud Italia, il foliage si arricchisce delle passeggiate organizzate dall'associazione InViaggio con Ric che offre programmi di trekking alla ricerca dei colori più belli e intensi nei boschi del sud.

Autunno in città




Infine se abitate in città e non volete allontanarvi troppo da casa, niente paura! Le possibilità sono infinite. A Roma, ad esempio, basta concedersi una passeggiata a Villa Borghese, Villa Ada o – semplicemente – nei tanti altri giardini di città. A Torino, c’è l’immancabile Parco del Valentino oppure Stupinigi. Da Milano, potreste trascorrere un pomeriggio a Parco Lambro oppure raggiungere in giornata Val Masino. Se invece vivete nei dintorni di Bologna, potreste organizzare una piccola gita nella zona di Badolo, oppure lungo la Porrettana, ricca di boschi, o al Parco del Corno alle Scale, dove tra l’altro – Domenica 27 ottobre – è in programma un’escursione proprio dedicata al foliage dell’Appennino. A pochi passi dal centro storico di Bologna, invece, l’Estate di San Martino può essere ammirata nel parco di Villa Ghigi oppure all’Arboreto di Via del Pilastro, nei pressi della tangenziale, davanti all’Hotel Savoia. Questo parco fu realizzato negli anni ’90 con l’intento di inserire in un contesto rurale il maggior numero di varietà di alberi dimenticati e poco utilizzati nel verde pubblico. Troverete tante piante esotiche e ornamentali che, durante l’autunno, cambiano colore, assumendo meravigliose tonalità accese.

Grazie


FONTI CONSULTATE :

http://www.cerqua.it/it/novita.php

http://www.yogajournal.it/joomla/index.php?option=com_k2&view=item&id=1342:andar-per-foglie&Itemid=83&tmpl=component&print=1

http://www.yeslife.it/leaf-peeping-i-colori-dell-autunno

http://thefamilycompany.it/2013/09/20/autunno-con-bambini-il-foliage-in-italia/

http://www.montitrasimeno.umbria.it/it/notizia/sentieri_dautunno

http://www.nelleterredeltrasimeno.com/pg_eventi_scheda.php?id=10&lang=

http://www.lovevda.it/turismo/proposte/foliage_i.asp?pk=1503&tipo=scheda&nomesch=sch_patrimonio