Cosa ti racconta un albero?

sabato 30 marzo 2013

Meditando sotto un albero (terza parte) imparare a parlare agli alberi

Abbiamo sentito dall'intervista con Paolo Mario Buttiglieri come gli alberi siano provvisti di una loro aura.  Con aura si intende quel complesso di corpi energetici e spirituali che partendo dall’interno del corpo fisico si espandono in strati e forme diverse per più di un metro dal centro.L'aura è quella tenue luminosità che circonda tutti gli esseri, anche quelli che noi pensiamo inanimati. Vista dall’esterno è una sfera ovale, un vortice luminoso fatto di energia intelligente, che si addensa sempre più fino a creare il corpo fisico.Noi siamo fatti di energia, il nostro corpo, gli animali, le piante, ed anche i minerali, insomma tutto ciò che ci circonda è vivo, è energia perciò ricordiamolo ogni cosa possiede una propria aura, e gli alberi a ben vedere, poichè utilizzano risorse provenienti da più piani energetici, pensiamo alle diverse parti dell'albero che assumono acqua, terra, sali minerali, luce, anidride carbonica ecc. avranno sicuramente un'aura molto potente. E' facile percepire quest'aura e se siete anche solo minimamente sensibili l'avvertirete già da lontano, infatti l'albero si espande anche oltre la visione dell'occhio (pensiamo alle radici) e quindi la sua energia avrà un vasto campo di azione (per fortuna dico io perchè a fronte dei pochi alberi che ci sono in città il loro lavoro anche solamente a livello energetico è preziosissimo) e ha una grande influenza sull'ambiente circostante.

Sappiamo dell'aura umana e sappiamo a grandi linee come vederla, interpretarla e addirittura fotografarla, sappiamo meno dell'aura degli alberi ma chi riesce a percepire e a vedere l'aura umana riuscirà anche a percepire l'aura di animali, piante, alberi ecc. Mentre però l'aura delle persone è più densa e quindi più facilmente percepibile quella  degli alberi è pulita e trasparente, si vede in maniera molto nitida  e proprio perchè è più "pulita" è più difficile da vedere in certe condizioni (per esempio in città sarà più difficile da percepire rispetto che in montagna).Vi sarà capitato ad esempio, quando siete in grande sintonia con la natura, in luoghi particolarmente ispiranti, di vedere intorno alle chiome degli alberi o sulla parte superiore una leggera nebbiolina magari anche colorata di sfumature violacee, rossicce o azzurrine, però non avete mai pensato che potesse essere l'aura. Beh sappiate che come è possibile percepirla la si può in determinate occasioni anche vedere... come è possibile? In realtà non sono gli occhi o le mani che percepiscono l’aura. E’ la nostra stessa aura a permettere tutto questo, è la nostra energia che s' intreccia con le altre già a metri di distanza, è attraverso di essa che esploriamo la realtà, è la nostra stessa aura che veicola le informazioni in noi agendo a livello inconscio e collegandoci costantemente al Tutto.



Ne "La profezia di Celestino" di Redfield questo intreccio di energie viene spiegato in maniera abbastanza semplice da capire per tutti, anche per chi non ha dimestichezza con questi argomenti. Si parla anche dell'aura degli alberi. Qui ne riporto un passo molto noto:

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 Quando arrivammo esclamò:
« Appoggiati all'indietro e unisci in punta gli indici. Tieni il cielo blu sullo sfondo. Ora stacca le punte di circa tre centimetri e guarda lo spazio che si è creato fra loro. Che cosa vedi? »
« Polvere sul cristallino del mio occhio. »
« Ignorala », mi esortò.
« Fai sfumare l'immagine, avvicina le dita e poi allontanale di nuovo. »
Mentre parlava muovevo le dita, incerto su cosa intendesse per sfumare l'immagine.
Alla fine decisi di fissare vagamente la zona tra le mie dita. Entrambe le punte mi apparvero leggermente sfocate, e mentre ciò accadeva vidi qualcosa di simile a del fumo che si allungava fra le dita stesse.
« Santo Cielo », esclamai, e spiegai quello che avevo appena visto. « Ci siamo, ci siamo! fu la sua risposta.

 « Adesso giocaci un po’…Allo stesso modo potrai vedere i campi di energia intorno alle piante, alle foglie... a tutto. Puoi riprovarci tutte le volte che vuoi, è come andare in bicicletta. Non devi fare altro che cominciare a vedere la bellezza per poi continuare.»
Sovrapposi prima tutte e quattro le dita, poi misi palmo contro palmo e infine unii gli avambracci. Ogni volta vedevo scorrere flussi di energia tra le parti del mio corpo.


Qui sotto invece in versione e-book potete leggere tutto il libro che ho caricato per voi, basta cliccare sull'immagine sottostante, per chi non l'avesse visto esiste anche il film.
La profezia di Celestino disponibile in lettura cliccando sulla foto
Abbiamo visto come l'aura e l'energia servano a comunicare.Prendendo confidenza con il nostro corpo e con quello che ci circonda possiamo imparare a gestire questa energia e a usarla per ricaricarci, per prendere informazioni, per comunicare con l'ambiente e il contesto in cui viviamo. Per noi che amiamo gli alberi sarà molto importante iniziare questo approccio proprio da loro, dai più antichi maestri della lentezza e della saggezza.Gli alberi. Come possiamo comunicare con gli alberi? Come parliamo con loro?
COMUNICARE CON GLI ALBERI

 Se avrai mai voglia di ascoltare la parola degli alberi, sappi adattarti alla lentezza del loro metabolismo. Abitano un tempo diverso dal tuo, molto più rapido di quello delle pietre, ma sempre estremamente più lento di quanto tu possa aspettarti. Con la pratica imparerai a percepire questa lentezza, e a rallentare il tuo tempo interiore per adattarti a quella lunghezza d'onda.

L'emanazione degli alberi si estende per diversi metri intorno al tronco, almeno fino all'area coperta dalle fronde,o come abbiamo già accennato nell'arco di spazio occupato dalle radici. Si deve saper rispettare quello spazio, per quanto ci è possibile, quando si  sceglie di comunicare con un particolare albero. Una buona modalità consiste,una volta individuato l'albero più giusto per noi, nel porsi a qualche metro dal confine delle fronde, fare un piccolo inchino di presentazione e chiedere il permesso all'albero di poter entrare nel suo "cerchio energetico", una volta ottenuto il permesso (lo si avverte in noi quando non esiste alcun tipo di resistenza) è possibile iniziare ad avanzare lentamente verso il tronco, con le braccia tese in avanti e i palmi rivolti all'albero. Tenere gli occhi chiusi  aiuterà ancora di più a percepire i confini dell'emanazione dell'albero, e l'aumentare della sua densità via via che ci si avvicina al tronco. Si dovrebbe avanzare  rallentando sempre di più mentre ci si  avvicina all'albero, fino al momento in cui le mani si appoggeranno sulla corteccia. In quel momento di contatto vi è un lampo di comunicazione, un rapido passaggio di informazioni: difficile da cogliere con la mente ma più facile da percepire con il corpo. Si potrebbe ad esempio percepire (vedi la foto 1) una piccola scossa elettrica lungo la colonna vertebrale(rosso), oppure del calore sul palmo della mano(bianco) che si potrebbe estendere poi sulle braccia e fino al cuore, oppure ancora un pizzicore al torace, al centro del petto(verde) o anche una sensazione di apertura pari ad un forte respiro all'altezza del plesso solare (giallo). Sono diverse le sensazioni che si percepiscono andando ad interagire attivamente e con attenzione con l'energia di un albero, ognuno di noi potrebbe percepire una di queste modalità, o altre o più di una assieme.

Da questo momento, dal momento cioè  in cui s'instaura un contatto, è possibile comunicare con l'albero, dire, chiedere, ascoltare... Durante la comunicazione o dopo può sorgere  il desiderio di abbracciare l'albero, di accostare il proprio cuore, la testa o il tronco al suo,  di accarezzarlo, di massaggiarlo, o di baciarne la corteccia o le foglie. Abbandonarsi a questa tenerezza è del tutto naturale e si deve poter assecondare questa necessità senza blocchi.Ora si può entrare in ascolto degli alberi,la risposta avverrà sempre  ma non bisogna avere aspettative, semplicemente si deve poterla respirare entrando nel ritmo vitale e fluidico di questo essere saggio che ci ha accolto.Non è detto che la risposta avvenga sentendo delle parole nella propria testa, potrebbe essere solo quell'energia di cui abbiamo detto sopra,nelle mani o quel senso di calore nell'area del  petto,in ogni caso è necessario lasciarla andare, è sufficiente farla fluire attraverso il proprio corpo fisico e lasciarla circolare liberamente e senza blocchi di alcun tipo (siano essi emozionali o energetici) anche nel corpo eterico, liberandosi dai condizionamenti e sperimentando lo stato di abbandono ad un altro essere.
Poi si potrà staccare il contatto lentamente, indietreggiando di alcuni passi senza volgere le spalle, e ringraziando con il gesto a noi più congeniale come ad esempio unire i palmi delle mani di fronte al cuore e chinare il capo o ancora mandare un piccolo bacio, o anche salutare a parole, oppure lasciare una piccola offerta simbolica ai piedi dell'albero.
IO SONO UN ALBERO
Questo primo approccio vi aiuterà a prendere confidenza con l'albero e a guardarlo con attenzione, cercando di cogliere la sua energia e la sua "parola". Assieme a questo approccio potete anche abbinare una meditazione semplice e molto efficace da fare a casa, che vi aiuterà a entrare in ascolto dell'albero. Ho registrato questo video per voi con musiche rilassanti e la spiegazione passo passo. Se ad esempio volete stabilire un contatto continuativo con il vostro albero, potete raccogliere una sua foglia, bacca, ramoscello (ne troverete in terra sicuramente) e portarlo a casa da tenere poi vicino a voi durante la meditazione o nell'arco della giornata. Successivamente vi spiegherò meglio come scegliere il vostro albero guida, in modo da arrivare a fare un percorso personalizzato e maggiormente adatto alle votre specifiche caratteristiche.
Ora la prima cosa da fare per cominciare una meditazione è di concentrarsi sul respiro.
IL RESPIRO
Lo sviluppo di Anapana sati (l'attenzione sul respiro) viene insegnata da Buddha nel "Maha Satipatthana sutta" che comincia in questo modo:

«E come, dunque, monaci, un monaco contempla il corpo nel corpo? Qui, monaci, un monaco (recatosi nella foresta, o recatosi ai piedi di un albero, o recatosi in un luogo isolato) si siede, incrocia le gambe, si pone (con il dorso) diritto, e stabilisce la sua attenzione (sul suo oggetto di meditazione).»

Quindi, Buddha spiega l'attenzione alla respirazione (Anapana sati):

  • «Egli inspira con attenzione: egli espira con attenzione.
  • Inspirando un lungo respiro, egli realizza: "Inspiro un lungo respiro".
  • Espirando un lungo respiro, egli realizza "Espiro un lungo respiro".
  • Inspirando un corto respiro, egli realizza "Inspiro un corto respiro".
  • Espirando un corto respiro, egli realizza: " Espiro un corto respiro".
  • "Sperimentando (la respirazione) con il corpo intero, inspiro", così egli si esercita.
  • "Sperimentando (la respirazione) con il corpo intero, espiro", così egli si esercita.
  • "Tranquillizzando la formazione del corpo, inspiro", così egli si esercita.
  • "Tranquillizzando la formazione del corpo, espiro", così egli si esercita."
A proprosito di respiro vengo a proporvi questo cd audio che sicuramente aiuterà le vostre meditazioni ma non solo.. Questo cd è strutturato per aiutarvi a usare la respirazione consapevole, rilasciare ansia e tensioni e aumentare vitalità e benessere, migliorare la concentrazione e la salute generale. Espellere le tossine fisiche ed energetiche, calmare la mente connetterti con la tua saggezza interiore e con lo Spirito.
Il respiro ha una azione profonda su tutti i livelli: fisico, mentale, emotivo e spirituale.
Ben il 75 per cento delle tossine del nostro corpo sono rilasciate attraverso il respiro. Recenti studi hanno anche dimostrato che pazienti malati di cuore e infartuati che hanno imparato la respirazione profonda hanno sensibilmente migliorato la loro salute e a lungo termine.
Una respirazione profonda e piena esegue un massaggio tonificante per gli organi interni ed i muscoli addominali e si è dimostrata utile in molti casi di ipertensione e di ansia.
Nel suo decalogo per raggiungere una salute eccellente, il celebre autore e medico Andrew Weil mette al primo posto proprio il respiro.
Qualunque siano i tuoi problemi, temi da risolvere o sfide del momento, ci sono certi modi di respirare che stimolano i sintomi di malessere e li rendono peggiori; ci sono altri modi di respirare che li riducono o li eliminano. Ci sono persino modi di respirare che producono profondi stati di pace, intuizione ed estasi, come scoprirai in questo cd!

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In ogni caso la respirazione consapevole è la prima via di meditazione, è dunque opportuno concentrarsi sul respiro per avviare qualsiasi pratica meditativa e spirituale. Per cominciare la meditazione, sedetevi in una posizione confortevole e cercate di essere attenti alla respirazione, come essa entra ed esce dal corpo, attraverso le narici. Dovreste percepirla proprio al di sotto del naso, ossia in qualche parte attorno alle narici; questo è chiamato il punto del tocco. Non seguite la respirazione nel corpo, o al di fuori del corpo, oppure, altrimenti non potrete perfezionare la vostra concentrazione. State semplicemente attenti alla respirazione nel posto più sensibile che essa sfiora, o tocca, che questo sia al di sopra del labbro superiore, o attorno alle narici. Allora sarete capaci di sviluppare e di perfezionare la vostra concentrazione.Rimanete, soltanto, attenti alla respirazione in quanto concetto.
Il concetto della respirazione è l'oggetto di Anapana sati. E' l'oggetto sul quale dovete concentrarvi per sviluppare la meditazione. 
MEDITAZIONE DELL'ALBERO



Ora abbiamo sperimentato come essere albero, abbiamo posto l'attenzione sul respiro e abbiamo rallentato i nostri ritmi, adesso siamo un po' più vicini agli alberi e forse abbiamo sperimentato anche una piccola connessione con il nostro albero amico. E' solo un piccolo passo, ma è l'inizio di un rapporto che ci renderà forti e sicuri di noi, più consapevoli del nostro potenziale, più armonici nello stare al mondo, in maggiore contatto con Madre Terra e con lo spirito vivificato dalla purezza dell'albero...

 un abbraccio frondoso in armonia con la terra a tutti voi
arrivederci al prossimo incontro di "Meditando sotto un albero"

Valentina Meloni