Cosa ti racconta un albero?

sabato 18 maggio 2013

Vademecum del bravo piantalberi


Ci sono giorni in cui siamo sopraffatti dalla rabbia, il nostro mondo non è mai troppo verde, mai come lo vorremmo, il vicino ha tagliato un albero a cui eravamo affezionati, le potature selvagge fatte in città ci hanno privato della frescura di cui avevamo bisogno, lo smog ci soffoca, il rumore ci assilla, non abbiamo un nostro spazio di verde di cui godere...Ci sentiamo impotenti, frustrati, avremmo voglia di urlare, di prendercela con qualcuno...ma con chi ? E poi noi siamo parlaberi, non piantagrane! ...al massimo possiamo essere PIANTALBERI! Quindi vi do e mi do un consiglio:

 

Piantare un albero è un gesto d’amore e di fiducia nel futuro. Un’azione generosa che porterà benefici a tutti. Ma una volta accettato il consiglio come ci dobbiamo comportare? Vi starete chiedendo... Ecco, anche se non ve lo stavate chiedendo oggi vi presento il vademecum del bravo piantalberi in quindici mosse, così giusto nel caso in cui aveste voglia di rinverdire il mondo! Buona buca a tutti!


 MATERIALE  OCCORRENTE :                            
     -Pala
     -Albero
     -Luogo in cui piantare l'albero
     -Forbici (opzionale)
     -Coltello (opzionale)
     -Annaffiatoio
     -Fertilizzante a lenta cessione (opzionale)
     -Pali tutori
     -Compost o letame compostato  

(disponibile in sacchetti da 18 kg nella maggior parte dei vivai, garden center o negozi di ferramenta)

 1) Scegliere il periodo giusto per piantare l'albero. Non piantare in tarda primavera o in estate perché il calore creerebbe eccessivo stress all'impianto, tanto da far morire l'albero, nel peggiore dei casi. Il momento migliore per piantare un albero  è in autunno o all'inizio della primavera.

2) Assicurarsi, controllando le normative locali, che non occorrano permessi per scavare buche profonde, se avete bisogno di scavare in prossimità di cavi telefonici o altro (per esempio, nelle aree urbane). 

3) Scegliere un albero adatto per la regione, il clima, e lo spazio.Cercate cultivar locali di specie autoctone della vostra zona. Se avete intenzione di mettere a dimora delle  piante di una specie non indigena, considerate attentamente questa decisione. Scegliere alberi autoctoni non potrà che giovare al vostro territorio e si adatteranno nel miglior modo e in poco tempo.

4) Preparare il foro. Prendete una pala idonea e scavate un buco che sia 4-5 volte la larghezza della zolla, misura più che sufficiente in modo che si adatti, e che le radici fresche  crescano senza stress. Ciò consente loro di attecchire più facilmente anche nella crescita verso l'esterno nel terreno. Evitate di danneggiare la zolla durante la messa a dimora, o mentre tagliate il paniere che contiene le radici. Scavate il foro con un piccolo "piedistallo" di terra nel centro del foro in cui l'albero riposerà. La buca dovrebbe essere un po' più profonda intorno ai bordi, ma ci dovrebbe essere un rialzo centrale proprio nel punto in cui la zolla poggia. Questo piedistallo impedirà alla zolla di poggiare continuamente a contatto con l'acqua. L'eventuale acqua in eccesso refluirà naturalemente nelle zone più profonde del foro, intorno ai bordi, dove le radici potranno bere se necessario. Avere un rialzo al centro della buca è molto importante dal momento che uno dei principali motivi per cui gli alberi muoiono è che marciscono. Il punto in cui l'albero esce dal terreno deve essere leggermente superiore rispetto al terreno circostante, diciamo approssimativamente di 3-10 cm. Anche questo impedirà che l'acqua di raccolta che si deposita vicino alla base del tronco provochi danni all'albero facendolo marcire.Utilizzare una paletta da giardino per rompere la terra delle pareti  intorno al foro per facilitare l'attecchimento delle radici.

5) Preparare l'albero per la semina. Il processo è leggermente diverso a seconda che si tratti di un albero piccolo o di un albero più grande:Se si tratta di un piccolo albero, lo si può girare a testa in giù delicatamente per farlo fuoriuscire dal vaso. Oppure si può tagliare il contenitore di plastica e rimuoverlo. Se l'albero è più grande e è provvisto di una rete o un sacchetto di iuta o di corda, potrebbe essere necessario utilizzare forbici o coltello affilato per tagliare l'imballaggio. Evitate di maneggiare l'albero con la sacca fuori dalla buca. Mettetela nel foro, quindi tagliate la tela e la corda intorno al tronco dell'albero, lasciando il cestello.  
 
L'obiettivo è quello di mantenere più terra possibile attorno alle radici;  l'albero spostandosi  più del necessario può facilmente creare delle zone d'aria attraverso cui le radici possono asciugarsi e seccare, anche all'interno della zolla stessa.Non lasciare le radici di un albero fuori dal suo contenitore o dalla sua tela per troppo tempo. Soprattutto se esposte al  sole e al vento, potrebbero seccare e danneggiarsi.



6) Posizionare l'albero nel foro con delicatezza. Assicurarsi che il foro non sia troppo profondo o troppo basso. Il piano della pianta in vaso dovrebbe corrispondere con il livello del suolo, dopo che la buca è stata riempita. Non ricoprire di terra la corona ( punto in cui il tronco converge con le radici)  e non lasciare le radici esposte. Potete posizionare il manico della pala, piatto lungo la buca, da una parte all'altra, per misurare se la corona è a livello con il terreno circostante prima di ricoprire la buca.Fare attenzione a utilizzare la pala. Non modificare  eccessivamente il terreno di riempimento. Se il terreno di riempimento differisce troppo dal terreno circostante, le radici tenderanno a lasciare la buca di impianto  tardivamente. E' meglio se le radici si diffondono omogeneamente. Non salire o camminare sulla buca d'impianto finito. Camminare sul terreno che copre le radici degli alberi causa la compattazione del suolo. Il pacciame contribuirà a ridurre la compattazione del suolo.

7) Utilizzare alcuni compost o letame compostato, se necessario. Se il terreno che avete in dotazione non è ricco, ha caratteristiche argillose o se ha la consistenza di polvere o sabbia, l'aggiunta di letame o compost darà all'albero un grande aiuto per la crescita iniziale. Riempite quindi i tre quarti della buca di terra esistente, e un quarto con compost o letame compostato.
 

8) Resistete alla tentazione di utilizzare un fertilizzante commerciale, perchè tende a sovralimentare  l'albero e a bruciarlo, lasciando meno probabilità di riuscita nella piantumazione sul lungo periodo. Un grande vantaggio per i giovani alberi, tuttavia, è una miscela organica che include micorrize, funghi benefici che migliorano l'assorbimento da parte dell'albero di nutrienti del suolo. La miscela può anche includere fosforite, un potenziatore naturale di crescita per le radici.
 
9) Riservate attenzioni maggiori agli alberi da frutta e agli alberi di noci. L'aggiunta di letame o compost è essenziale se si sta piantando un albero da frutto o da noce.
Riempite i due terzi della buca di terra esistente, e un terzo con compost o letame compostato per ogni albero da frutta o da noce.

10) Innaffiate l'albero appena piantato. Lasciate sedimentare, e filtrare tutta l'acqua, reinterrate ancora con il terreno rimanente, e quindi date nuovamente l'acqua. Questa operazione elimina le sacche d'aria. Calcolate all'incirca 3,5 litri di acqua per ogni 15 cm di altezza dell'albero.

11) Pacciamatura, pacciamatura, pacciamatura! Questa è la parola d'ordine. Coprite il foro di impianto con 3-8 cm di legno triturato o foglia da pacciamatura. Mantenere la pacciamatura a 5-10 cm dal tronco per evitare di farlo marcire. Non utilizzate eccessiva quantità di pacciamatura. Pochi centimetri sono sufficienti per mantenere l'acqua all'interno  e la maggior parte delle erbacce lontano. Pacciamate un cerchio fuori dalla linea del gocciolamento, all'incirca della stessa larghezza della chioma dell'albero. Un cerchio visibile di pacciamatura aiuta anche a ricordare alla gente di non calpestare o falciare o posizionare delle corde tese troppo vicino all'albero.
     
12) Innaffiare di nuovo. Dopo aver terminato la messa a dimora, tornare all'incirca dopo un'ora e dare l'acqua ancora una volta.

13) Fissate l'albero a dei pali tutori, se necessario, per circa il primo anno. Assicuratevi che qualsiasi palo utilizziate a questo scopo sia legato debolmente al tronco e non scavi nella corteccia o stringa intorno all'albero. Rimuovete i pali tutori non appena  le radici hanno la possibilità di insediarsi stabilmente, dopo circa il primo anno. Il picchettamento protegge l'albero dal vento, e può anche aiutare a ricordare alle persone che si spostano intorno ad esso a non inciamparvi o calpestarlo.


14) Mantenete l'irrigazione del vostro albero per i primi anni, come è stabilito che necessiti. A seconda del clima e della vostra zona, avrà bisogno di irrigazioni settimanali fino a quando le radici non si stabilizzino. Per formare radici profonde, convogliate l'acqua in profondità. Un lungo, lento rivolo d'acqua idraterà più profondamente di una rapida spruzzata. Ricordate, radici profonde aiutano il vostro albero a resistere a siccità e venti. Lasciate sempre che il terreno asciughi, almeno un po' tra una irrigazione e l'altra. Ricordate che i sempreverdi vanno seguiti con maggior attenzione ( idrica ) nei primi tre anni dall'impianto , rispetto alle piante decidue.

15) Godetevi la crescita dell'albero come si svilupperà nel corso degli anni assieme a voi, la vostra famiglia e agli amici. Apprezzate la sua ombra e la bellezza e  ringraziate voi stessi per l'aggiunta di un altro albero sulla Terra.
Allora non ci rimane che dire :

 “I vecchi piantano alberi che gioveranno in un altro tempo” diceva Cicerone. Quel tempo è quello delle nuove generazioni, lasciare loro un albero significa contribuire ad un futuro più ecosostenibile e verde. Io dico anche :"Piantiamo alberi assieme alle nuove generazioni". Daremo loro uno stimolo per crescere nel rispetto e nella tutela dell'ambiente, insegneremo loro un piccolo gesto per seppellire rabbia e frustrazioni e per partecipare della Vita attivamente!

Buon albero a tutti 
Vale

ringrazio per i suggerimenti e i consigli  Alessandro Biagioli e Alberto Clapis che hanno precisato e corretto alcune informazioni contenute in questo articolo.

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