Cosa ti racconta un albero?

sabato 5 ottobre 2013

Gli alberi e la fotografia


La settimana scorsa ho partecipato ad un bell'evento. La mia amica Annalisa Marino brava fotografa della mia generazione mi ha invitata a presentare la sua prima mostra fotografica intitolata l'Essenziale. Così ho scritto per questa occasione un 'introduzione ispirata al "Piccolo Principe". La mostra che si è svolta a Roma nella zona di Testaccio al Teatro Accento è stata una bellissima esperienza per me. Ispirata dal mondo della fotografia, di cui, devo assolutamente dirlo, non conosco nulla... ho pensato di fare questo post e di presentarvi anche un altro fotografo in gamba, conosciuto da poco ma che stimo molto e di cui penso che sarebbe bello vedere una sua esposizione. 
Fotografare è un'arte, l'ho sempre pensato, l'ho capito meglio dopo aver sperimentato foto su foto senza alcuna ispirazione e competenza. Fotografare gli alberi è ancora più difficile perché la loro essenza va colta con le sfumature di luce naturale del paesaggio, senza circoscriverli nell'obbiettivo ma facendoli vivere attraverso esso, in simbiosi con l'ambiente circostante e con il nostro occhio. Per fotografare gli alberi non serve solo bravura, occorrono anche acume e sensibilità perché nel bosco una frazione di secondo cambia luci e ombre e la poesia che ne deriva... ma la natura resta la modella migliore: ha mille pose pur rimanendo apparentemente immobile e anche gli alberi con la loro lentezza sono soggetti di grande bellezza da immortalare.
 Da quando seguo la mia pagina fb ho visto e selezionato migliaia di foto di alberi, alcune bellissime, altre curiose, altre decisamente deludenti. E' un peccato perché l'albero si può raccontare bene attraverso le immagini e invece, devo dirlo, ho visto molte pubblicazioni anche di libri di riguardo sugli alberi, di cui non voglio fare nomi, in cui le fotografie degli alberi erano davvero scadenti... E pensare che, invece, attraverso una bella fotografia si potrebbero raccontare tante storie che l'occhio umano a volte non percepisce nella normalità del quotidiano e questo vale ovviamente anche per gli alberi. 
 Alberto fa questo, racconta con le sue fotografie quello che il paesaggio gli comunica. Perché Alberto secondo me , anche se probabilmente non lo ammetterebbe, parla con gli alberi più di quanto facciamo noi, e riesce a tirargli fuori l'essenza e le vibrazioni che nascondono tra foglie, rami, corteccia e radici in assoluto silenzio usando la sua sensibilità e il suo obiettivo.
Alberto chi? Direte voi... Avete ragione. Alberto Clapis  è un ragazzo di Biassono (MB), sposato con due figlie, classe 1971, che fa fotografie per passione. Fotografie che hanno per protagonisti gli alberi e le loro storie. Nel suo blog essenziale e pulito "La carta degli alberi maestri" ne troverete molte che vi affascineranno,  e vi catapulteranno in un'atmosfera da sogno. Io oggi qui ne riporto qualcuna e le userò anche per illustrare l'articolo apparso sul sito clubfotografia.com che parla proprio di lui e di come fotografare gli alberi e che ho riportato nelle parti essenziali per spronarvi nel cimentarvi come fotografi...Per leggere tutto l'articolo cliccate sul titolo (le 10 regole base per fotografare gli alberi)

Quando Alberto mi ha mandato le prime foto nei messaggi, ho subito pensato a Barbalbero , agli Ent e a tutte le figure mitologiche che si dice abitino gli alberi. Ci vuole un occhio particolare per cogliere volti e figure che spuntano dalla corteccia, bisogna possedere fantasia e spirito di osservazione e certamente una sensibilità particolare  che appartiene a chi ama gli alberi...


Nel suo blog leggo un post che riporto integralmente perché in qualche modo ci coinvolge

Gli alberi parlano ?
Mesi fa , trovai per caso un vecchio opuscolo del Parco di Monza ove era brevemente descritta una quercia secolare " statuaria " immersa nel folto e con i rami aggrovigliati alla ricerca della luce .
Trovare quest'albero non fu facile del resto il mio unico indizio risaliva a oltre trent'anni prima e per un albero secolare possono fare la differenza , stavo infatti per desistere quando la trovai o forse fu lei , a trovare me . . . nell'aria si percepiva qualcosa di selvatico , di antico .
Un posto dove regna la suggestione , un posto avvolto nel silenzio , un grezzo ligneo volto , muto . . forse più avvezzo ad ascoltar che a proferire .
Questo mio brancolare tra il cinismo e la volontà inconscia di credere o cedere alle suggestioni mi porta a pormi una domanda: qual'è esattamente il rapporto tra uomo e albero ?
(Alberto Clapis)



Il rapporto tra uomo e albero è così antico che mi chiedo come potrei rispondergli esaurientemente, ma poi basta dare un'occhiata al nostro blog per comprendere che l'uomo e l'albero hanno un rapporto di parentela così stretto da far pensare ad un'antica maternità, in fondo se ci pensiamo bene Adamo ed Eva hanno iniziato la nostra discendenza e la scoperta del mondo proprio da un albero, quello della conoscenza.

Talvolta gli alberi somigliano ai loro abitanti, è il caso di questo esemplare che ha le sembianze di una civetta un poco strabica...


E qui la vedete quella faccina che spunta dal tronco? Allenatevi anche voi sono sicura che ci prenderete gusto e vorrete scovare in ogni albero un nuovo spiritello del bosco!


Qui invece c'è un signore un po' altezzoso che ci guarda con occhio critico...


E poi ecco un grande naso chissà quanti odori sentirà...


E se ci rifacessimo il trucco insieme a lui?Simpatico eh? Sembra un attore di teatro...chissà se gli piace Pirandello...


La quercia del parco di Monza invece, qui da questa angolazione, sembra un gigante Moai dell'isola di Pasqua




Le dieci regole base per fotografare gli alberi 

1.PRIMO PIANO
Quando si vuole aggiungere al primo piano dell'immagine un campo aperto includere se possibile uno specchio d’acqua (un laghetto, una pozzanghera ghiacciata) che aggiungerà un ulteriore elemento d’interesse alla composizione, consentendo di sfruttare i riflessi che si formano sulla superficie bagnata.






2.RADICI
Cercare di individuare gli eventuali “percorsi” creati dalle radici degli alberi, come quelli che si formano ai piedi dei faggi dopo un acquazzone. Si può usare un grandangolare per curvare l'immagine a piacimento dando risalto ai disegni delle radici.


3. DENTRO LA FORESTA
Dentro a boschi e foreste gli strumenti più indicati quando si vuole conferire drammaticità alla scena sono  i teleobiettivi. Infatti, proprio per peculiarità costruttive, riescono a comprimere i piani di messa a fuoco e avvicinano i soggetti che si trovano a distanze diverse. Se si vuole realizzare un’opera astratta accostando tronchi di specie differenti  sono la soluzione ideale.Sempre a questo scopo, le giornate di cielo coperto sono un valido alleato: ammorbidiscono la luce e attenuano le ombre.



4.PERSONE, EDIFICI,ALTRI SOGGETTI
Se si desidera dimensionare i soggetti, dotando gli osservatori di una scala di misura, si può includere nell’ inquadratura qualcosa di facilmente identificabile: una panchina, un piccolo edificio, una statua,  o anche un soggetto umano. Nella foto che segue è immortalato il nostro Alberto Clapis.



5. LA CORTECCIA

La trama specifica della corteccia di un albero è un soggetto davvero interessante in quanto risulta differente per ogni specie presente sulla Terra: da quella color grigio tenue tipica del faggio, a quella bianca e cadente della betulla; dal legno scuro e rugoso del pino, a quello liscio e argenteo del cedro. Provate un’inquadratura molto ravvicinata in modo da non includere nell’immagine i bordi del tronco e, nei limiti della luce presente sulla scena, chiudete il diaframma quanto più vi è possibile così da ottenere la massima nitidezza. Noterete che fotografando gli alberi la cui corteccia è particolarmente scura e spessa si riescono ad ottenere mirabili esempi di forma e trama.



 Fotografie di una nostra fan : Valentina Crippa 


6. LE FOGLIE, I FIORI, I FRUTTI, LE BACCHE
Come per la corteccia anche per queste è possibile scattare fotografie molto ravvicinate. Provate a fotografare le foglie controluce: i raggi del sole, attraversando il tessuto vegetale, renderanno i vostri soggetti piacevolmente brillanti. Tenete presente che la posizione ottimale per scattare prevede che la luce solare sia interamente schermata dalla foglia che volete riprendere.Cercate, quindi, di riparare l’obiettivo da eventuali luci parassite o con la mano, o utilizzando un parasole. La retroilluminazione risulta particolarmente efficace nel periodo autunnale, quando le foglie si tingono di giallo, rosso e arancione.Quindi sbizzarritevi!



7. IL “CAVALIERE SOLITARIO”

Gli alberi solitari sono l’ideale punto di fuga  nelle fotografie dei grandi spazi aperti. Efficacissimi nello “spezzare” i vuoti orizzonti lunghi e piatti, questi “cavalieri solitari” si configurano anche come eccellenti termini di raffronto nella misurazione a occhio delle dimensioni e delle distanze.
Ricordatevi solo di mantenere “pulito” lo spazio intorno all’albero non devono rientrarvi altri soggetti potenzialmente in grado di disturbare l’osservatore). Le ampie distese verdi o fiorite, al pari dei cieli azzurri e tersi in secondo piano, sono lo scenario perfetto in cui inserire il vostro albero solitario conferendogli quel senso di ieratico distacco tanto più evidente, quanto più maestoso appare il vostro soggetto.
Quercia del Bosco Bello  400 cm rilevata Sett. 2012 

8. PUNTO DI VISTA ELEVATO


Un punto di vista elevato dal quale poter scattare le vostre foto potrebbe costituire un’originale alternativa alle solite immagini “boschive” che si vedono in giro.
L’ideale sarebbe uno di quei trabattelli con capanna utilizzati come rifugio dai cacciatori e dai birdwatchers, ma, in mancanza, anche una scaletta portatile su cui salire e riprendere i vostri alberi da una visuale differente rappresenta una valida soluzione. Oppure, cosa che noi parlalberi consigliamo vivamente, potete arrampicarvi sugli alberi stessi possibilmente senza far cadere la vostra macchina fotografica...

9. ANGOLAZIONI DIFFERENTI



Fotografare uno stesso soggetto da punti di vista diversi è il modo migliore per ottenere belle foto.
Provate a scattare alla chioma, attraverso il fogliame, mettendo a fuoco in punti diversi (vicini o più lontani). Rami e foglie, come abbiamo detto, costituiscono la cornice ideale in grado di condurre l’occhio dell’osservatore verso altri soggetti più “importanti”.
Se siete dei tipi atletici potete pure provare ad arrampicarvi su qualche roccia o, al limite, sui primi rami di qualche albero del circondario. Piegate le ginocchia e/o provate a sdraiarvi supini inquadrando la volta sopra di voi. L’azzurro del cielo e il verde della vegetazione si abbinano meravigliosamente. Specialmente quando l’angolo di campo è piuttosto esteso. Infatti, usando un grandangolare medio-spinto è possibile realizzare quell’effetto caduta dei tronchi tanto semplice, ma tanto spettacolare, che si vede in molte immagini naturalistiche.


10. LE STAGIONI



La stagionalità è un fattore chiave quando si parla di fotografia naturalistica. Catturare il mutamento cromatico del fogliame è un progetto interessante (abbastanza comune) che molti, armati di pazienza, buona volontà e treppiedi, possono intraprendere anche dalla finestra della propria camera da letto. L’importante è mantenere sempre lo stesso punto di vista. Pertanto è d’obbligo segnarsi il punto di scatto e l’altezza di elevazione da terra che si è usata la prima volta.
La sequenza cangiante dello stesso albero (o del medesimo gruppo di alberi) fa sempre la sua figura: foglie verdi e vegetazione folta in estate; gialli, rossi e arancioni in autunno; il bianco dei rami innevati d’inverno; i boccioli primaverili… Ad esempio sarebbe davvero magnifico poter immortalare questo ippocastano sotto la Tour Eiffell nei diversi periodo dell'anno... 
(comunicazione privata urgente: "Alberto devi tornare a Parigi! Vorrei un'altra cartolina come questa ma di diverso colore...grazie !")
Di certo questo è il periodo più bello se pensiamo ai colori, al foliage autunnale e al Leaf peeping (ne parleremo nel prossimo articolo)... guardate qui che ci combina il nostro Alberto





 

E voi ? Vi piace fotografare gli alberi? Mandatemi le vostre foto sarò felice di pubblicarle in pagina ...
a presto con il prossimo post 

Valentina