Cosa ti racconta un albero?

giovedì 18 luglio 2013

Permacultura


Il termine "permacultura" deriva dall'inglese permaculture, una contrazione sia di permanent agriculture sia di permanent culture dal momento che, secondo il coniatore del termine Bill Mollison: 
"una cultura non può sopravvivere a lungo senza una base agricola
sostenibile ed un'etica dell'uso della terra".
 La permacultura è un metodo per progettare e gestire paesaggi antropizzati in modo che siano in grado di soddisfare bisogni della popolazione quali cibo, fibre ed energia e al contempo presentino la resilienza, ricchezza e stabilità di ecosistemi naturali.
Il metodo della permacultura è stato sviluppato a partire dagli anni settanta da Bill Mollison e David Holmgren attingendo da varie aree quali architettura, biologia, selvicoltura, agricoltura e zootecnia.
Tutti i progetti di permacultura differiscono nelle tecniche adottate ma hanno in comune una base etica e delle linee guida comuni.
  • Cura della terra, ovvero riconoscere il valore dei sistemi naturali nella loro complessità. Gli interventi umani saranno quindi volti a non danneggiare o ripristinare gli equilibri ambientali. Secondo Holmgren il miglior modo per prendersi cura della terra è ridurre i propri consumi.
  • Cura degli esseri umani, anche se rappresentano una minima parte nella totalità dei sistemi viventi. Viene valutato di fondamentale importanza soddisfare bisogni fondamentali quali cibo, abitazione, istruzione, lavoro soddisfacente e rapporti sociali senza ricorso a pratiche distruttive su larga scala.
  • Limitando il consumo ai bisogni fondamentali è possibile condividere le risorse in eccesso in modo equo con tutti.









Per praticare la permacultura è necessario seguire alcuni fondamentali principi:
  • Tutti gli elementi del sistema sono in interazione reciproca
  • Multifunzionalità: ogni elemento adempie a diverse funzioni e ogni funzione viene svolta da svariati elementi 
  • Utilizzo energetico razionale ed efficiente sotto tutti gli aspetti, lavoro con energie rinnovabili 
  • Sfruttamento di risorse naturali
  • Utilizzo intensivo di sistemi in piccoli spazi
  • Sfruttamento e coinvolgimento di processi e cicli naturali
  • Promozione e utilizzo di effetti margine (creazione di strutture dalla superficie poco estesa e altamente produttive)
  • Molteplicità invece di uniformità.






David Holmgren sintetizza i principi alla base della permacultura in dodici punti.
  1. Osserva e interagisci (la bellezza è negli occhi di chi guarda) Osservare il paesaggio e i processi naturali che lo trasformano è fondamentale per ottimizzare l'efficienza di un intervento umano e minimizzare l'uso di risorse non rinnovabili e tecnologia. L'osservazione deve essere accompagnata dall'interazione personale.
  2. Raccogli e conserva l'energia (prepara il fieno finché c'è il sole) Raccogliere e conservare l'energia è alla basa di tutte le culture umane. Per energia si intende tutto ciò che può essere immagazzinato e/o mantenuto in buono stato e che è fondamentale per la sopravvivenza di una cumunità/cultura. Esempi: cibo, alberi, semi.
  3. Assicurati un raccolto (non si può lavorare a stomaco vuoto) Assicurarsi che ogni elemento del progetto porti una ricompensa utile.
  4. Applica l'autoregolazione e accetta il feedback (i peccati dei padri ricadono sui figli fino alla settima generazione) Applicare l'autoregolazione per evitare che controllori di livello superiore siano costretti ad intervenire per riequilibrare una crescita incontrollata. Impara a riconoscere e accettare il feedback fornito dalla comunità o, più in generale, dalla natura.
  5. Usa e valorizza risorse e servizi rinnovabili (lascia che la natura faccia il suo corso) Gestire le risorse che si rinnovano e rigenerano in modo continuo senza un apporto esterno in modo che assicurino una continua resa. Allo stesso modo valorizzare i cosiddetti servizi rinnovabili, ovvero i servizi apportati da piante, animali, suolo e acqua senza che questi siano consumati nel processo.
  6. Non produrre rifiuti (Il risparmio è il miglior guadagno)(Un punto in tempo ne salva cento) Assicurarsi che i sistemi presenti nel progetto non producano niente che non sia utilizzabile e utile ad un altro sistema.
  7. Progetta dal modello al dettaglio (gli alberi non sono la foresta) Bisogna imparare a dare uno sguardo d'insieme prima d'immergersi nel dettaglio. Utilizzare soluzioni progettuali derivate da modelli osservati in natura.
  8. Integra invece di separare (molte mani rendono il lavoro più leggero) Integrare ogni elemento progettuale all'interno del sistema in modo che si sostenga a vicenda con gli altri elementi.
  9. Piccolo e lento è bello (più sono grandi e più fanno rumore cadendo) Sistemi piccoli e lenti sono più facili da mantenere di quelli grossi e veloci, fanno un miglior uso delle risorse e producono in maniera più sostenibile.
  10. Usa e valorizza la diversità (non mettere tutte le uova in una sola cesta) Valorizzare la diversità animale e vegetale. La diversità riduce i rischi derivanti dalla gran parte delle minacce: l'ammalarsi di una specie di pianta non è la fine del raccolto. Inoltre la diversità aiuta a beneficiare dell'unicità di ogni territorio.
  11. Usa e valorizza il margine (non pensare di essere sulla giusta traccia solo perché è un sentiero molto battuto) Progettare le forme delle zone di confine in modo da sfruttarne il più possibile le caratteristiche: il limite tra due sistemi diversi è il posto dove accadono le cose più interessanti. Queste zone sono spesso le più produttive in quanto possono utilizzare le caratteristiche di sistemi diversi. Un esempio dello sfruttamento dei margini è rappresentato dal sistema di canali argini “chinampa”, utilizzato tradizionalemente in Messico e Tailandia.
  12. Reagisci ai cambiamenti e usali in modo creativo (bisogna vedere le cose non solo per come sono ma anche per come saranno) Sfruttare i cambiamenti a proprio favore; questo presuppone l'osservare attentamente i segni che gli precedono e intervenire in tempo.

Sepp Holzer  Sepp Holzer, il ribelle delle Alpi austriache che ha fatto della sua fattoria, Der Krameterhof, il più grande esempio in Europa di Permacultura applicata in climi temperati, è autore di questo libro che trovo molto interessante.
Applicando i principi della permacultura è riuscito a trasformare dei ripidi pendii montani a 1.500 metri sul livello del mare in una rigogliosa e super produttiva fattoria che ogni anno viene visitata da persone di tutto il mondo per imparare i principi e le tecniche utilizzate da Sepp Holzer.

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Fra gli argomenti trattati nel libro:
  • Architettura del paesaggio: realizzazione e possibilità di organizzazione di un paesaggio in permacultura
  • Coltivazione agricola alternativa: sovescio e allevamento alternativo
  • Frutteti: Possibilità di utilizzo e progettazione
  • Funghicoltura: Su legno – su paglia – coltivazione dei funghi di bosco – vantaggi per la salute
  • Orti e giardini:  L’orto di campagna e le particolarità degli orti urbani.


Anteprima e presentazione del libro
http://www.macrolibrarsi.it/speciali/anteprima-guida-pratica-alla-permacultura-di-sepp-holzer.php

Riciclalbero: la carta ecologica



Sapete che per produrre una tonnellata di carta da cellulosa vergine occorrono: 15 alberi, 440000 litri di acqua,7600kwh di energia elettrica. Per produrre una tonnellata di carta riciclata invece bastano: nessun albero, 1800 litri di acqua, e 2700 kwh di energia elettrica. 
La carta ci occorre certo e ne facciamo largo uso, in ogni ambito, ma anche per i libri la tendenza è sempre più green, sono i dati che emergono dalla nuova versione della classifica "salvaforeste"diffusa da Green Peace a Torino, al recente salone internazionale del libro.Oggi esistono tantissimi tipi di carta ecologia, ricavata dalle bucce di mela, riciclata, ricavata dagli scarti dell'umido della frutta o addirittura dalla cacca di elefante e quindi la scelta davvero non manca! Ebbene si, avete letto bene. Esiste anche la carta realizzata in “cacca” di elefante.Nel 1997 è nata in Sri Lanka una società che, con lo scopo di tutelare gli elefanti dalla lotta che li oppone all’uomo, ha deciso di produrre carta dallo sterco del pachiderma. Si tratta quindi di una “industria” attiva già da qualche anno, questa vviata dall’azienda locale “Maximus” (il nome è derivato dal nome zoologico dell'Elefante dello Sri Lanka - Elephus Maximus Maximus) che realizza la carta dalle fibre della cacca di elefante, con cui poi si producono oggetti di cartotecnica di pregio. Quaderni, album, rubriche, scatole per matite, fogli cartonati, buste, biglietti di invito, addirittura cornici dal design accattivante. 

L’elefante mangia di continuo rami, foglie e sterpaglie ed ha una digestione velocissima. Praticamente compie solo la prima fase di sbriciolamento delle fibre. Il suo sterco assomiglia ad un gomitolo di rametti di paglia impastata e non puzza perché non ha il tempo di fermentare nella pancia dell’animale.Gli escrementi raccolti, in un secondo momento, vengono bolliti per un giorno intero, poi disinfettati con un’alga naturale, e infine sottoposti a colorazione con gli stessi pigmenti che vengono utilizzati dall’industria alimentare. Il prodotto finale viene ritenuto igienico con tanto di certificato dall’Istituto nazionale della Ricerca Scientifica di Ceylon.
I residui di mais, agrumi, kiwi, olive, mandorle, nocciole e caffè possono sostituire, invece, fino al 15% della cellulosa proveniente da albero ed essere miscelati in modo da produrre diverse tonalità di carta che nella trama fanno intuire i segni delle materie prime.Si chiama Crush ed è un nuovo tipo di carta realizzata dalla cartiera italiana Favini. E’ ecologica, colorata e realizzata con scarti agroindustriali. L’azienda raccoglie gli scarti della produzione agroalimentare - che nel peggiore dei casi finiscono in discarica - e garantisce la possibilità di poter riciclare la carta fino a 5 volte.
E noi nel nostro piccolo cosa potremmo fare? Se volessimo stampare questo volantino che invita a piantare un albero per esempio dovremmo farlo su carta (un controsenso no?), ma grazie alla tecnologia possiamo farne a meno e inviarlo per mail, oppure possiamo  riciclare la carta e farla da noi... Con la carta riciclata si possono  fare cose bellissime biglietti di auguri, lampade, cornici e  tantissime altre cose... Come? Leggete qui sotto a questo volantino ecologico...

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                                                 (palindromopoiesi a lettere minuscole)


anche le minuscole possono stare
al principio
è un diritto negato non poter presenziare
alla divinità del nome
alla nascita di un nuovo capitolo
alla grammatica sgrammaticata
delle persone
perchè non c'è fine
e non c'è inizio
puoi leggere le lettere da ogni verso
ma sempre resta
il nesso
che se non afferri
ciò che la parola contiene
puoi leggere e scrivere in ogni lingua
senza mai aver piantato
un seme...

(valentina meloni)
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COME FARE LA CARTA RICICLATA IN CASA


Cosa serve:

- Carta da riciclare (non avrete difficoltà a trovarne)
- Acqua quanto basta
- Un telaio
- Un frullatore da cucina
- Una bacinella  per il bucato
- Un paio di forbici
- Due panni di feltro
- Un mattarello
- Una lastra di vetro o una pressa


Innanzitutto, se non avete un telaio, potete facilmente costruirvene uno. Occorre procurarsi otto listelli di legno, anche il compensato va benissimo, ed unirli in modo da ottenere due cornici uguali. Su una di esse, poi, fissate una retina in modo che sia ben tesa (si può utilizzare, ad esempio, una pistola sparapunti).

Ottenuto il telaio, la "creazione" può iniziare.
Prendete i fogli di carta da riciclare e strappatela fino a ottenere tanti piccoli pezzi, che metterete a macerare nell'acqua per un giorno intero; dopodichè frullate la carta macerata e versate l'impasto così ottenuto nella bacinella, aggiungendo altra acqua; mescolate per bene, fino a che l'impasto non risulterà piuttosto omogeneo.

A questo punto siamo pronti per dare forma al primo foglio di carta riciclata. Preparate sul tavolo il panno di feltro ben disteso, quindi prendete il telaio e immergetelo nella bacinella con la parte retinata verso il basso, tenetelo così per qualche minuto facendo dei piccoli movimenti di assestamento, in modo che tra le due cornici si sedimenti uno strato omogeneo di impasto.

Quindi, con molta delicatezza, tirate su il telaio badando di mantenere sempre la posizione orizzontale; quando il liquido in eccesso avrà smesso di sgocciolare, togliete la cornice superiore e capovolgete il telaio retinato sul panno di feltro, muovendolo delicatamente come si fa per una ciambella quando deve staccarsi dalla tortiera. Quindi coprite il foglio di carta con il secondo panno e iniziate a stenderlo con il mattarello per farlo asciugare uniformemente;

quando il panno superiore sarà ben umido, toglietelo, e appoggiate il feltro con il foglio sulla lastra di vetro; ancora un po' di mattarello, e il panno è pronto a staccarsi dal foglio che resta ben attaccato al vetro;

infine, quando è piuttosto asciutto, staccate il foglio dal vetro... e il gioco è fatto! 


Per ottenere effetti particolari si possono aggiungere vari "ingredienti" all'impasto per esempio alcune gocce di oli essenziali per ottenere carta profumata, coloranti naturali derivanti  da spinaci, rape rosse, frutti di bosco frullati e poi filtrati, coriandoli, paglia, the, caffè, cipolle ecc... per colorare la carta. Potete aggiungere all'impasto tra due fogli anche fiori e foglie interi per un effetto molto originale e creativo.
Questi fogli di carta riciclata possono essere utilizzati per realizzare cartoncini di auguri, piccoli album, portafotografie, diari e tanti altri oggetti in base alla propria fantasia...
video tutorial


martedì 9 luglio 2013

Fior di creatività...



Orest Kiprenskij" Bambina con corona di papaveri e garofano in mano"(Mariuccia) 1819
"Mamma guarda un campo di mammaveri! Sì perchè ci sono i papaveri ma poi, però, ci sono anche i mammaveri! E sono quelli più delicati, più dolci ...come te ..." Mi ha detto mio figlio tornando verso casa. 
La fantasia  dei bambini non ha confini, per loro ogni cosa è fonte d'ispirazione, anche io dentro sono rimasta un po' bambina (merito di mio figlio) e così oggi mi sono ispirata ai fiori pure io...
L'estate è il trionfo dei fiori. Nelle campagne, nei giardini e sui balconi  si accendono arcobaleni di petali di ogni tipo. Cosa fare con tutta questa ricchezza? Da bambini la mia generazione conosceva la primavera e l'estate come il periodo più felice perchè si giocava all'aperto e la natura ci offriva giochi di ogni tipo. Alla portata di tutti, terra, fiori, foglie, quanto più bel materiale si possa trovare per inventare. Anche oggi i bambini hanno a disposizione questo materiale ma ci giocano ancora? Io ci gioco ancora anche se, devo dirlo, non sono più esattamente una bambina... Ma i fiori sono anche l'accessorio più trend del 2013 lo sapevate? Lanciati in passerella da Dolce Gabbana spopolano sulle teste delle celebrità accessori romantici, preziosi e femminili omaggio alla bella stagione e alla natura. Fiori e gemme sulle teste delle star come Katy Perry (a sinistra), Pixie Lott (foto a destra), Mischa Barton, Kirsten Durst, Sienna Miller e tantissime altre celebrità che hanno adottato lo stile romantico per questa stagione. 
 
Fiori sui capelli anche delle Femen che, dal 2008, anno in cui è stato fondato a Kiev questo movimento di protesta contro il turismo sessuale, il sessimo e altre discriminazioni sociali, hanno adottato lo stile della guerriera a seno scoperto, sì ...ma femminile appunto. Il movimento divenuto famoso sul piano internazionale,vede tra le sue file giovani studentesse tra i 18 e 20 anni. Il nuovo femminismo che avanza porta con se la femminilità oltre che la provocazione...
 

Io invece non ho seguito la moda perchè in realtà sono anni che porto fiori tra i capelli e ne ho una bellissima collezione in seta, qui ne vedete alcuni, ma i miei preferiti restano quelli naturali... 

Non ho voluto neppure emulare le Femen anche se mi batto sempre per i diritti della donna nei miei articoli e nella vita, ma non sono sicuramente così attivista. Però anche io, forse per sentirmi un po' bohèmien, forse per rivendicare quella femminilità romantica che mi appartiene in quanto donna, ho intrecciato una corona di rose, le mie bellissime rose che fioriscono da maggio a settembre inoltrato e che quindi sono sempre a disposizione.Eccomi qua...
 Beh ...ho messo la mia corona di rose e quel giorno io mi sono sentita come una regina. Avevo un gran mal di capo e il profumo delicato delle rose mi ha disteso i nervi mentre quello delicato del gelsomino (ne avevo messo dei rametti tra le rose) mi ha reso frizzantina e caricata di energia. Sicuramente le mie rose sono meglio del buon vecchio cachet!
Intrecciare una corona di rose e fiori naturali è semplice basta fare attenzione a non rovinare i petali. 

ISTRUZIONI
1) Prendete del filo di ferro verde per fioristi.
2) Formate un cerchietto prendendo la misura della vostra circonferenza della testa a seconda di dove volete posizionarla, se un po' più piccola starà sul capo se più grande sulla fronte. 
3) Infilate la base delle rose nel filo e intrecciatevi foglie e fiori aiutandovi con dei nastri colorati. Il gioco è fatto. 

Se invece la stagione non lo permette o volete creare un' acconciatura più duratura per delle occasioni importanti potete servirvi delle rose e dei fiori di seta, che sono altrettanto belli, più duraturi e facili da trovare...ma non profumano.







Tempo di grano di spighe e di ...papaveri per corone di fiori, per giochi e ricordi...
Tempo di poesia... 


PETALI DI RICORDI
I papaveri
sono fuggevoli ali purpuree
di ricordi bambini
e hanno una stella nel mezzo
che dà loro nuova vita,
-per qualche minuto-
sulla pelle di mani senza tempo.

(Valentina Meloni)
Con la stella del papavero facevamo dei timbrini sulla pelle, si sceglieva così la fidanzatina decorandola con una stella sulla mano o sulla fronte... E poi i timbrini con inchiostro e carta ...

 

 e poi le fatine e le bamboline vestite di fiori di papavero
ma i fiori suggeriscono tante variazioni sul tema basta un po' di fantasia!

ISTRUZIONI
1)Raccogliete un fiore di malvarosa per fare l'abuito della bambola, tagliate il gambo con delle forbici.
2) Raccogliete un bocciolo chiuso per fare la testa sempre tagliando il gambo.
3)Inserite un estremo di stuzzicadenti di circa 1cm nel bocciolo chiuso alla base del gambo che avete tagliato.
4)Inserite l'altro estremo dello stuzzicadenti nel fiore aperto sempre dove è stato rimosso il gambo, unite le due estremità per attaccare il vestitino alla testa. Sotto spunterà una parte di stuzzicadenti che potrà servire per fare un piedistallo alla bambola.


















         Un giardino di fate da creare in un vaso ...
 
E poi corone di fiori per la casa , per una festa o per una giornata speciale ...


E poi ancora fiori e petali per decorare torte e piatti, insalate di fiori e petali canditi...




Decoupage di fiori  su tavola...



 

E infine...un cuore di fior di creatività tutto per voi...Buona estate fiorita a tutti!

Vale