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giovedì 5 settembre 2013

La coscienza degli animali

Gli animali hanno una coscienza


Konrad Lorenz, padre dell’etologia moderna alla domanda se anche gli animali siano consapevoli, con il tono passionale e affascinante che lo distingue, risponde: “Nessuna persona seria dovrebbe dubitare di questo. Sono pienamente convinto, dico pienamente, che gli animali hanno una coscienza. L’uomo non è il solo ad avere una vita interiore soggettiva”. E aggiunge che l’uomo è troppo presuntuoso, troppo preso di sé. Naturalmente, dice ancora il grande scienziato, il fatto che gli animali abbiano una coscienza “solleva dei problemi”. Forse l’uomo ha paura di fare altri passi in questa logica: riconoscendo una vita interiore agli animali, sarebbe costretto a inorridire per il modo con cui li tratta.

L’attribuzione o meno di una coscienza agli animali non umani ha notevoli ricadute etiche e sanitarie, poiché influenza le definizioni dei soggetti dotati di interessi e diritti morali. Entro il quadro dell’etologia cognitiva, negli ultimi decenni si è assistito alla crescita costante degli studi teorici e sperimentali sulla coscienza animale. Questi studi mostrano una notevole consapevolezza dell’esistenza di un problema epistemologico oltre che ontologico, riassumibile in una domanda: come facciamo a sapere che gli animali hanno una coscienza? 
Per esempio attraverso gli Stati di coscienza non legati alle facoltà linguistiche 
La coscienza di sé da parte di animali non umani e bambini pre-linguistici è stata provata dagli esperimenti davanti allo specchio. Diversi animali, ma non tutti, cui è stata posta una macchia, ad es. sulla fronte, mostrerebbero di riconoscere sé stessi nell’immagine riflessa dal momento che toccano la macchia e cercano di togliersela.
Oppure attraverso Gli esperimenti di blindsight (approfondisci qui )
Ma cos'è la coscienza? C'è un bellissimo articolo di Nitamo Federico Montecucco a questo link  che vi suggerisco di leggere in cui ipotizza che la coscienza sia il vero 'nucleo originario' di ogni forma di vita, inclusa quella atomica. Egli afferma che:
La 'coscienza', definita come 'la capacità di percepire il significato di una informazione', è presente in ogni essere vivente, e ne rappresenta il 'cuore', l'essenza.Ogni essere vivente è quindi una unità di coscienza, un cyber.
Gli animali hanno una coscienza. Questa notizia è passata quasi inosservata ai media e ai social forse perchè -direte voi- noi già lo sapevamo....dunque qual'è la novità? La novità è che a dichiararlo è la Dichiarazione di Cambridge sulla coscienza siglata lo scorso 7 luglio alla presenza di molti scienziati: Stephen Hawking per esempio e tra i firmatari ci sono Christof Koch, David Edelman, Edward Boyden, Philip Low, Irene Pepperberg, e molti altri ancora. La Dichiarazione sulla Coscienza è stata firmata in occasione della conferenza in memoria di Francis Crick, lo scopritore della doppia elica del DNA.

Nella dichiarazione (potete leggere il testo completo a questo link ) si afferma :

"L'assenza di una neocorteccia non sembra precludere ad alcun organismo lo sperimentare stati affettivi. Prove convergenti indicano che gli "animali non umani" possiedono dei substrati neuroanatomici, neurochimici e neurofisiologici degli stati coscienti insieme a capacità di mostrare comportamenti intenzionali. Conseguentemente,è evidente che gli esseri umani non sono gli unici a possedere i substrati neurologici che generano la coscienza. Quindi anche gli animali non umani, compresi tutti i mammiferi e gli uccelli, e molte altre creature, tra cui i polpi, possiedono questi substrati neurologici. "

Innanzitutto è stato dimostrato che la corteccia cerebrale degli animali e molte aree del loro cervello sono simili a quelle umane. Inoltre gli animali comprendono i concetti di premio e punizione, e possiedono capacità decisionali.
In particolar modo, sono gli uccelli che nel loro comportamento, nella loro neurofisiologia e nella loro neuroanatomia hanno parecchi elementi che ne testimoniano la coscienza. La prova più eclatante è stata data dai pappagalli cenerini, originari dell’Africa, che non solo ripetono parole umane, ma ne capiscono il significato. Le gazze, inoltre, secondo questi studi “hanno dimostrato incredibili somiglianze con gli umani, le grandi scimmie, i delfini e gli elefanti negli studi sull’autoriconoscimento allo specchio“.
Delle sorprese si sono avute anche rispetto ai polpi, che hanno sofisticate capacità di orientamento e di memoria, raccolgono pietre per rendere più stretti i corridoi delle loro tane e mettono da parte gusci di noci di cocco per portarli con sé come rifugi di emergenza. Inoltre, si deprimono fuori dal loro ambiente naturale.
Questa dichiarazione è davvero importante perché se gli animali hanno delle intenzioni, dei comportamenti dettati dalla coscienza e non solo dall'istinto dobbiamo rivalutare il nostro modo di porci nei loro confronti.Questa Dichiarazione ci obbliga a riconsiderare il nostro atteggiamento verso tutto il mondo animale.
Non dobbiamo e non possiamo assolutamente considerarci superiori alle specie animali non umane: dobbiamo rispettarle e vivere con loro in modo armonioso.
La dimostrazione scientifica, del resto, segue alla sensazione empirica che molti avevano già da tempo. E magari non è che il primo passo verso quella consapevolezza che tutto il mondo, sia animale, sia vegetale ha proprietà senzienti e pensanti. Sapere che un animale che sta per essere ucciso lo capisce, o che una pianta che viene abbattuta sente avvicinarsi la morte e nello stesso tempo emette un grido di dolore che altre piante intorno sentono, dovrebbe indurre l'uomo a un po’ più di umiltà e a quel rispetto nei confronti del vivente che fino ad oggi non ha avuto.

I punti salienti della Dichiarazione

• Il campo della ricerca sulla coscienza è in rapida evoluzione. Sono state sviluppate abbondanti nuove tecniche e strategie di ricerca sugli animali umani e non-umani. Di conseguenza, si sta rendendo sempre più facilmente disponibile una maggiore quantità di dati, e ciò richiede una rivalutazione periodica dei preconcetti precedentemente detenuti in questo settore. Studi di animali non-umani hanno dimostrato che omologhi circuiti cerebrali correlati all'esperienza cosciente e alla percezione possono essere selettivamente facilitati e interrotti per valutare se sono in realtà necessari a tali esperienze. Inoltre, negli esseri umani, sono facilmente disponibili nuove tecniche non invasive per rilevare i termini di correlazione della coscienza.

• I substrati neurali delle emozioni sembrano non essere limitati alle strutture corticali. In realtà, le reti neurali subcorticali stimolate durante gli stati affettivi negli esseri umani sono di cruciale importanza per la generazione di comportamenti emotivi anche negli animali. La stimolazione artificiale delle stesse regioni cerebrali genera un comportamento corrispondente e stati emotivi sia negli umani sia negli animali non-umani. Ovunque nel cervello in animali non-umani uno evochi comportamenti emotivi istintivi, molti dei comportamenti che ne derivano sono coerenti con stati emotivi sperimentati, compresi gli stati interni del premiare e del punire. Una stimolazione cerebrale profonda di questi sistemi negli umani può generare stati affettivi simili. I sistemi connessi con l’affetto sono concentrati nelle regioni subcorticali dove abbondano omologie neurali. I giovani animali umani e non umani senza neocorteccia conservano queste funzioni cervello-mente. Inoltre, i circuiti neurali che sostengono gli stati comportamentali/elettrofisiologici dell’attenzione, del sonno e del processo decisionale sembrano essere comparsi nella fase iniziale dell’evoluzione così come la radiazione degli invertebrati, evidente negli insetti e nei molluschi cefalopodi (ad esempio, il polpo).



• Gli uccelli sembrano offrire, nel loro comportamento, nella loro neurofisiologia e nella loro neuroanatomia, un caso eclatante di evoluzione parallela della coscienza. La prova dei livelli di coscienza analoghi a quelli umani è stata osservata in modo più evidente nei pappagalli africani grigi. Reti emotive mammifere e aviarie e microcircuiti cognitivi sembrano essere di gran lunga più omologhi di quanto si pensasse in precedenza. Inoltre, si è scoperto che alcune specie di uccelli mostrano modelli neurali del sonno simili a quelli dei mammiferi, incluso il sonno REM e, come dimostrato nel diamante mandarino, modelli neurofisiologici che precedentemente si pensava richiedessero una neocorteccia mammifera.
In particolare le gazze hanno dimostrato presentare eclatanti analogie con umani, grandi scimmie, delfini e elefanti in studi di auto-riconoscimento allo specchio.

• Negli esseri umani, l'effetto di certi allucinogeni sembra essere associato ad una interruzione del processo corticale di tipo feedforward e feedback. Interventi farmacologici in animali non-umani con preparati noti per influenzare il comportamento cosciente negli esseri umani possono portare a turbamenti nel comportamento simili negli animali non-umani. Negli esseri umani, ci sono prove che indicano che la coscienza è correlata all'attività corticale, che tuttavia non esclude un possibile contributo del processo di elaborazione subcorticale o pre-corticale, come nella consapevolezza visiva. La dimostrazione che le emozioni negli uomini e negli animali derivano da reti cerebrali subcorticali omologhe fornisce la prova convincente e irrefutabile della condivisione a livello evolutivo delle emozioni e degli affetti primari.


In fondo l’etologia va confermando quello che Giordano Bruno aveva intuito con il suo genio filosofico, e cioè che tutti gli esseri viventi sono fenomeni diversi di un’unica sostanza universale. Traggono dalla stessa radice metafisica e la loro differenza è quantitativa non qualitativa o, per usare il linguaggio di Kant, fenomenica non noumenica. L’intelletto, che serve a intuire la relazione delle cose tra di loro, è comune, sia pure proporzionato ai bisogni, a tutti gli esseri viventi. Questo insegnano i grandi pensatori, come Schopenhauer, Lorenz e altri.

FONTI CONSULTATE  :







La Stampa: Konrad Lorenz:gli animali hanno una coscienza di Anacleto Verrecchia