Cosa ti racconta un albero?

martedì 29 ottobre 2013

Manuale del perfetto cercatore d'alberi



Manuale del perfetto cercatore d'alberi

alla ricerca delle radici perdute...


"Non sono poche le persone che affermano di parlare con gli alberi e di ascoltare gli alberi. Ed è una buona notizia; nessuna malattia mentale, come talvolta ironicamente rispondo quando mi si chiede: "Anche lei parla con gli alberi?". Ascoltare gli alberi vuol dire capire, vuol dire conoscere, vuol dire approfondire,vuol dire abbellirsi e arricchirsi, vuol dire espandere la capacità di sentirsi una creatura di Dio-o della Natura- nel mezzo di un pianeta che vive e pulsa e respira, a ogni suo battito."

Così scrive Tiziano Fratus nella sua introduzione a questa piccola chicca: "Manuale del perfetto cercatore di alberi" e sembra rivolgersi proprio a noi parlalberi. Senz'altro Tiziano può essere considerato un membro onorario del nostro gruppo e scoprire quasi tre anni fa per caso tramite il suo blog HOMO RADIX  la sua persona e i suoi libri per me è stato ispirante come una scintilla divina che mi ha toccato e spronato a continuare nella mia ricerca personale di sensibilizzazione e di scoperta del mondo degli alberi. Ecco non voglio dire molto su questo piccolo grande libro, lo vedete in foto assieme a me perchè mi ci sto affezionando,come accade per i piccoli piaceri che ci allietano la vita... certamente  non può mancare in una biblioalberoteca che si rispetti! Non voglio dire molto perchè potrebbero bastare queste poche parole di Tiziano a introdurci nel suo mondo "di legno e radici" e vorrei continuare a far parlare lui... 

"Questo manuale ha l'ambizione d'essere una guida pratica e al contempo filosofica per tutti coloro che vogliono allevare il cercatore d'alberi che riposa in loro, al di là del livello della propria istruzione, del tempo a disposizione per calarsi in mezzo alla natura, del fatto di vivere nell'alveo di una riserva naturale, nella Milano dell'Expo o nella Roma immobilizzata."

Già eravamo stati incantati dal Sussurro degli alberi, Piccolo miracolario per uomini radice (Ediciclo editore) in cui Tiziano Fratus racconta la storia del paesaggio attraverso quelle degli alberi che ospita. Un titolo questo  che per noi è tutto un programma... come si può non restare affascinati da una tale evocazione? 

"Gli alberi sussurrano le loro storie, la storia delle loro cortecce, la storia delle loro fronde, la storia delle loro radici. E in queste storie sono sedimentate le storie del paesaggio che li ospita. E in questi paesaggi si compiono e si sono compiuti i destini di molti uomini e di molte donne. I secoli passano, talvolta anche i millenni e queste creature restano lì, aggrappate alle rocce, alla terra, crescono, occupano, deformano e invecchiano. Generazioni di esseri umani, di padri e di figli, di nipoti e di discendenti transitano sotto le loro chiome e si abbeverano nelle ombre, ristorano l’anima e azzerano il pensiero. Si siedono, toccano i legni, si lasciano invadere lo sguardo dai movimenti che il vento anima, accarezzano le foglie e i frutti, i semi e le ramificazioni. Un altro albero cresce dentro di loro e sono pronti ad ascoltarlo, ad ascoltarsi. Lì vibra il centro del mondo."

Ora in questo libricino tascabile (di quasi 230 pagine), che potete portare con voi ovunque, sia che andiate a piedi, che in bicicletta, sia che viviate in città che sugli alberi, Tiziano ci sprona ad andare alla ricerca delle nostre radici. Radici ambientali, ma non solo radici culturali, storiche, radici infantili, radici mitiche, leggendarie e millenarie, radici di cercatori quali ancora non abbiamo scoperto di essere.
La grandezza di questo libro sta nel riuscire ad avvicinare tutte le tipologie di persone ad un percorso culturale a cui non siamo più abituati: le radici del mondo. Passando dall'individuazione della specie arborea fino alla sua contemplazione Tiziano ci sprona ad andare di persona a trovare i nostri patriarchi arborei, a cercarne di nuovi e a trovare da loro direttamente le risposte alle nostre domande.

"Gli alberi sono gli unici esseri viventi che ci possono accompagnare per tutta la nostra vita. Non solo: prima di noi sono stati accanto ai nostri genitori, e dopo di noi veglieranno sui nostri figli e sui nostri nipoti"

Ecco perché gli alberi sono le nostre radici ed ecco perché un viaggio al centro delle nostre radici è così importante, non solo per la consapevolezza del nostro proprio respiro ma per la meraviglia e lo stupore che il guardare il mondo con la prospettiva del cercatore di alberi ci può donare.
Alla fine del libro trovate i dodici monumenti della natura da non perdere in Italia, ecco che da piccoli spunti può nascere un turismo naturalistico che va a valorizzare un patrimonio arboreo di tutto rispetto. Se volete fare una vacanza alternativa dotatevi degli strumenti necessari al perfetto cercatore di alberi e partite alla scoperta di nuove mete e di nuovi verdi amici. Quali sono gli strumenti ve lo dirà Tiziano nel libro, io invece vi dico di leggerlo e di regalarlo ai vostri figli, perché imparino da subito il valore delle radici. 
Altra cosa che ho molto apprezzato oltre a un mini-vocabolario alberofilo sono stati i suggerimenti di lettura contenuti nella bibliografia. Il libro si conclude con un taccuino in cui potete annotare le vostre scoperte arboree... Buona ricerca 
Valentina






Tiziano Fratus è nato nel 1975 a Bergamo, è cresciuto in pianura padana e sulle colline del Monferrato e attualmente vive ai piedi delle Alpi Cozie, in un luogo più grande di qualsiasi città.

In quindici anni di attività ha pubblicato una trentina di libri in Italia e in altri paesi, occupandosi di nuova drammaturgia e scrivendo raccolte di poesia e libri sulla natura. Ha fondato e diretto per cinque anni il Festival Torino Poesia e le edizioni annesse, che hanno dato alla luce 36 titoli di poeti che abitano e vivono il Piemonte.Visitando Singapore e le sequoie di Big Sur in California concepisce i concetti di “Uomo Radice” e “alberografia” che elabora in un ciclo di libri dal titolo Homo Radix pubblicati da vari editori, gli ultimi titoli usciti sono Il sussurro degli alberi. Piccolo miracolario per uomini radice (Ediciclo), il Manuale del perfetto cercatore d’alberi(Kowalski – Feltrinelli), l’illustrato per bambini Ci vuole un albero (Araba Fenice),Vecchi e grandi alberi di Torino (Fusta); firma la rubrica Il cercatore di alberi sul quotidiano «La Stampa» e ha collaborato con «L’Adige», «La nuova ecologia», «Terra Nuova», «Camminare», «Greenews».
continua a leggere...QUI

giovedì 10 ottobre 2013

Leaf peeping-sbirciando tra le foglie


Adoro l'autunno, la stagione dei poeti e degli innamorati e mi piace ricordare la citazione di Albert Camus che lo paragona alla primavera, altra stagione di transizione molto amata:

L'autunno è una seconda primavera, quando ogni foglia è un fiore.


Le foglie cadono e ricoprono il terreno come fosse un morbido tappeto in cui potersi tuffare. Alberi, prati e cespugli s' incendiano, come se un invisibile pittore facesse scivolare amorevolmente il proprio pennello su di essi. Prima un tocco di oro, poi uno di arancio, infine uno di rosso.  E l’incredibile fenomeno del foliage sboccia e c' incanta con i suoi coloriOgni cultura dà un nome diverso a questo magnifico fenomeno. 
Ad esempio L'autunno giapponese si chiama 紅葉 "kouyou"  quando le foglie che diventano rosse e il paesaggio si fa un incanto. Foliage o Fall Foliage invece è un termine romantico e suggestivo, anche noto come Indian Summer, che – nell’immaginario di molti – è legato a Paesi lontani: il Quebec, il Maine, il New England.

Ci dice Hanry David Thoureau nel suo splendido libricino Autumnal Tints recentemente tradotto in italiano da Chiara Gallese per la casa editrice Galassia Arte (collana: Le sequoie) nel volume Tinte autunnali  che vedete nella mia foto


Vai al libro
"Gli europei che vengono in America sono sorpresi dello splendore del nostro fogliame autunnale. Tale fenomeno non è tenuto in alcuna considerazione nella poesia inglese, poiché gli alberi lì acquistano solo pochi colori brillanti.[...] Il cambiamento autunnale dei nostri boschi non ha ancora fatto una profonda impressione nella nostra letteratura. ottobre ha a mala pena tinto la nostra poesia."

E una poesia invece voglio invitarvi a leggere, di un poeta russo scomparso nel 1986, che certamente aveva tratto dallo spettacolo dei boschi profonda ispirazione, anche se per osservare i cromatismi delle foglie non serve andare troppo lontano...
Parco di Peterhof (o Petrodvorets) presso San Pietroburgo dove si trova il Palazzo omonimo detto  "La Versaille russa"




A che somiglia un bosco in pieno autunno?
Soprattutto ad un sommesso incendio.
Lambiscono mute la coppa dei cieli
gialle lingue di fiamma.
Più d'uno scialle zingaro è screziato
il bosco ancora un po' verde.
Ad ogni albero, come a un falò,
puoi riscaldarti l'anima.


( "Bosco d'autunno" - Boris Abramovič Sluckij ) 
Traduzione di Angelo Maria Ripellino

Riscaldiamoci l'anima pure noi allora godendo delle tinte autunnali...

"Ottobre è il mese delle foglie colorate. Il loro ricco bagliore lampeggia ora in giro per il modo.Come i frutti e le foglie, e il giorno stesso, acquisiscono una colorazione luminosa poco prima di cadere, così l'anno si avvicina al suo tramonto. Ottobre è il suo cielo al tramonto, novembre è il tardo crepuscolo. 
Ho già pensato che sarebbe valsa la pena di procurarmi una foglia campione da ogni albero, arbusto e pianta erbacea che cambia colore, nel momento in cui avesse acquisito il suo caratteristico colore brillante, nel passaggio dalla fase verde a quella marrone, delinearne i tratti essenziali, e copiarne esattamente il colore, con la pittura, in un libro dal titolo "Ottobre, o tinte autunnali"- iniziando con il primissimo rossore- Woodbine e il lago di foglie delle radici, e continuando poi con gli aceri, i noci americani, e i sommacchi, e molte foglie splendidamente maculate e meno note, finendo con querce e pioppi tremuli.Che ricordo sarebbe un libro del genere [...]" (Autumnal Tints- H.D. Thoreau)

Thoreau ci racconta nelle prime pagine  che ha tentato, con scarsi progressi, di creare questo libro, ma che poi ha cercato di descrivere tutte queste tinte brillanti a parole. Da qui in poi inizia a mostrarci i suoi appunti nei quali fa una descrizione poetica e particolareggiata di diverse specie, partendo dalle panicelle americane per proseguire poi con l'acero rosso, l'olmo, l'acero da zucchero, la quercia scarlatta e una quantità di foglie di varie specie.
Vi suggerisco la lettura di questo prezioso libretto perché vi catapulterà in una meravigliosa atmosfera ovunque voi siate...




Va bene in America lo splendore del fogliame autunnale è spettacolare ...Eppure anche L'Italia è piena di boschi, parchi, giardini, sentieri e viali alberati… 
Angoli bellissimi, dove poter respirare a pieni polmoni l’atmosfera ovattata e colorata dell’Estate di San Martino.
E allora che si fa? Come titola il blog andiamo a sbirciare anche noi tra le foglie...


Leaf Peeping

Altro non è che la versione botanica del birdwatching. Si chiama leaf peeping, letteralmente “sbirciare le fo­glie”, attività all’aria aperta, in cui la natura è l’indiscussa protagonista. I mesi in cui si può godere di questa attività sono Ottobre e Novembre e la rotta da seguire è quella dell’Italia Settentrionale, ma – volendo – ci si può spingere anche più giù, Senza dover andare troppo lontano ...qui dove abito a Castiglione del Lago si può godere di qualche scorcio interessante dai caldi toni autunnali...come vedremo da questa mini guida.

Vi ricorderete certamente la Quercia del Pentimento , in questa mia foto dello scorso anno con il suo abito autunnale, di cui vi ho parlato in questo mio articolo

clicca sulla foto per leggere l'articolo sulla Quercia del Pentimento
    articolo che è stato notevolmente apprezzato anche  dal giornale locale Comuneinforma tanto da essere opportunamente modificato e inserito, comprensivo di taglio del  copyright delle mie foto, nel palinsesto relativo al mese di agosto 2013.
Cliccando sulla foto accedi al giornale 
  
Torniamo al nostro colorato ottobre...



facciamo poi una passeggiata nel parco dell'ex Aeroporto, anche qui c'è un bel mix di colori...

 I bambini come mio figlio qui sotto adorano le foglie...

   
Sul lungolago invece sempre a Castiglione del lago sulla zona balneabile del parco si trovano una dozzina di esemplari di Taxodium distichum detto anche cipresso calvo o delle paludi. Questi magnifici alberi nativi degli stati uniti sudorientali non sono molto comuni e vale la pena ammirare il loro spettacolo di foglie e di colori. Vi lascio qualche scatto, magari può servire anche al giornale locale non si sa mai... (cattivissima me!)









 Su uno di questi cipressi ho scritto una storia che sta prendendo forma di giorno in giorno e  che spero di riuscire a pubblicare entro il prossimo anno... Perché questo patrimonio arboreo fa parte della cultura e va valorizzato e, come scrive anche il sito del Comune invitando i cittadini a compilare il censimento arboreo ,

è fondamentale conoscere l’importante patrimonio naturalistico del nostro territorio, al fine di valorizzarlo e preservarlo per le generazioni future, in quanto tali alberature costituiscono un elemento fondamentale e caratterizzante dei nostri paesaggi e della nostra identità.

Non posso che essere d'accordo... e voi?

Allora cari amici Buon foliage atunnale a tutti!

Valentina

Vi lascio il programma completo buona lettura 





VALLE D'AOSTA



In Valle d'Aosta sono molti gli itinerari possibili proposti dall'Ufficio Regionale Informazioni Turistiche, ve ne proponiamo alcuni.
  • In frazione Courtil, a 7 km da Bard, il bosco di faggi compone una tavolozza dalle sfumature arancio e rosso-bruno.
  • A Châtillon , il parco del castello Passerin d‘Entrèves è un punto d’osservazione straordinario, grazie agli alberi monumentali. Numerosi aceri lo tingono di rosso in varie zone, fino al giardino rinascimentale francese (aperto fino a metà novembre).
  • Risalendo lungo la Dora, tra la Valle di Brusson e quella diSaint-Vincent , ci s’imbatte nella foresta mista del Col de Joux, composta in prevalenza da conifere, che contornano di verde brillante il fogliame ramato e purpureo dei ciliegi selvatici.
  • A Verrès , risalendo la strada regionale della Val d‘Ayas, è possibile visitare l‘arboreto Borna di Laou (luogo del lupo); la variegata vegetazione è illustrata da cartelli, con nomi scientifici e comuni. S’incontrano, oltre alle specie autoctone, ciliegi, frassini, castagni e nespoli.
  • A Verrayes , si trova l’arboretum Abbé P.L.Vescoz orto botanico di specie esotiche: 10.000 piante, tra cui cedro, douglas, cipresso italico e sequoia. In località Entrebin, sulla collina diAosta , è sito il Parque d‘Euntrebeun , una varietà di circa 200 specie arboree d’affascinante qualità cromatica, grazie al giallo di frassini ed olmi e all’arancio dei castagni.
  • Nella Val Ferret, sopra Courmayeur , le piste di fondo si trasformano in piacevoli passeggiate e le piante a foglia larga cedono progressivamente il passo ai “sempreverdi”, mentre il larice, offre colori di contrasto giallo-oro. Sempre a Courmayeur, in località Plan Gorret, si trova il Parco Abbé J.M. Henry e sono visibili: ligustro, prugnolo, rosa canina e pimpinellifolia, biancospino, lantana e lonicera, più specie esotiche tra cui un douglas e un abete gigante.


I Giardini di Sissi a Merano



I Giardini di Castel Trauttmansdorff, che nei mesi estivi sono un tripudio di profumi e di colori, danno il benvenuto all’autunno con le infinite sfumature del foliage, in uno spettacolo unico che sembra uscire da un libro di favole. Le foglie assumono calde sfumature; le chiome dei grandi alberi nell’area chiamata i Boschi del Mondo rosseggiano insieme gli aceri giapponesi; le latifoglie nordamericane e i 12 ettari del giardino botanico si rivelano in tutto il loro splendore. Non mancate di visitare il Padiglione “Boschi Decidui di Latifoglie”, dove un tetto di lamelle metalliche colorate danzano nel sole e nel vento a simboleggiare il bosco deciduo di latifoglie, disegnando un mutevole quadro di luci e ombre. Lo show autunnale non finisce qui, in questo periodo infatti matura il riso sulle terrazze asiatiche, accanto alle quali fiorisce la varietà di camelia dalla quale si ricava il tè, originaria del Giappone (Camellia sinensis). 




A settembre e ottobre nei Giardini del Sole maturano i frutti tipici di questa stagione come fichi, melograni ed olive e nei Paesaggi dell’Alto Adige inizia la raccolta di mele, castagne e uva. Infine, proprio in occasione del foliage, Domenica 27 ottobre, dalle 10 alle 17, sarà possibile scoprire la magia dell’autunno all’interno del parco, accompagnati dalle guide dei Giardini di Castel Trauttmansdorff.
Quando: lo spettacolo del Fall Foliage ai Giardini può essere ammirato fino al 15 novembre, data in cui i cancelli chiuderanno per dare poi appuntamento alla primavera prossima.





Valle di Tures e Valle Aurina

Autunno al lago di Cei | Villa Lagarina


In queste meravigliose valli, il periodo del foliage dovrebbe coincidere grosso modo con il rientro delle mucche dagli alpeggi estivi, con l’inizio dei preparativi per affrontare l’inverno e con il trionfo dei sapori tipici dell’autunno.

Terre di speck, formaggi e canederli, sono questi anche luoghi ricchi di sentieri, boschi e montagne da scoprire- a piedi o in bicicletta. Bellissimo per i bambini inoltrarsi tra le foreste, raggiungere una delle tante malghe e perdersi nel profumo di pane appena sfornato. Ogni venerdì, fino al 25 ottobre, è inoltre possibile prendere parte ai percorsi tematici “Forza dell’acqua”: escursioni guidate alla scoperta del mondo dei mulini di Selva dei Molini fino alla romantica Gola di Lappago. In questo periodo, inoltre, nelle valli, si rievocano le sagre bavaresi “Kirchtage”, mentre il 23 novembre c’è il Mercatino di S. Caterina a Molini di Tures, un mix di tradizione e gusto, tra cavalli, capre, pecore e canederli fatti a mano.

Gran Paradiso

Copyright photo: Shutterstock

Anche la Fondation Grand Paradis ha dedicato, per il secondo anno consecutivo, un pacchetto turistico a tema foliage. Il pacchetto prevede escursioni guidate, degustazioni eno-gastronomiche e laboratori tematici sulla conservazione dei cibi e sulla preparazione di specialità locali. Due gli appuntamenti previsti: uno nel Parco Nazionale Gran Paradiso e uno nel Parco Naturale Mont Avic.
  • Offerta Foliage Giroparchi Parco Nazionale Gran Paradiso: è possibile soggiornare un weekend intero (19 e 20 ottobre comprensivo di soggiorno) oppure scegliere il programma di una sola giornata, ossia il pacchetto mini Foliage (in programma domenica 20 ottobre). Ritrovo è ad Aymavilles dove è prevista un’escursione guidata nei vigneti della zona per osservare i colori autunnali dei vigneti e dei versanti circostanti. Il giorno seguente, domenica 20 ottobre, il ritrovo è previsto ad Introd per un’escursione a piedi dedicata all’osservazione dei colori del bosco di latifoglie e, più in alto, del bosco misto. 
  • Offerta Foliage Giroparchi Mont Avic, il 27 ottobre il ritrovo è a Covarey presso il Centro Visitatori del Parco naturale Mont Avic. Il programma prevede l’escursione ai villaggi di Fussy, Gettaz Ddes Allemande e Boden, a cui seguirà il pranzo al sacco a carico dei partecipanti e il ritorno a Covarey lungo lo stesso percorso per visitare il Centro Visitatori. Una tipica merenda cinöira segnerà la fine del programma. 
Per informazioni è possibile contattare Fondation Gran Paradis (tel 0165/75301 – info@grand-paradis.it) o i website dedicati www.giroparchi.it e www.grand-paradis.it.

Val di Non



Famosa per le sue mele, questa è una delle valli più indicate per le vacanze con bambini, grazie ai suoi dolci declivi e ai sentieri pianeggianti. In autunno, si trasforma in una tela en plein air, complici le piante spontanee che crescono nei boschi e gli innumerevoli alberi da frutto. I meli, generalmente, rimangono verdi quasi tutto l’anno, ma le varietà più antiche o selvatiche, qui abbondantemente presenti, si tingono di oro, arancio e marrone.

  • E a proposito di mele…il 12 e 14 ottobre, in Val di Non, si tiene Pomaria, una festa molto sentita sul territorio in quanto celebra la raccolta delle mele con gare di torte, mercatini e sfilate. 

  • Da non perdere, con i bambini, le rive del lago di Tovel. Uno dei sentieri più adatti alle famiglie è quello che inizia nei pressi del parcheggio del lago; non presenta alcuna difficoltà, è per lo più pianeggiante ed è percorribile anche con i passeggini (tempo di percorrenza circa un’ora e mezza). Altri sentieri adatti ai più piccoli sono il Sentiero delle antiche segherie e quello delle Glare. Per altri suggerimenti su cosa fare e cosa vedere in Val di Non con i bambini, leggete questa mini-guida di viaggio.


Lasciandosi alle spalle i boschi alpini, discendiamo gli Appennini giungendo in Umbria, la prima regione che ha creato un vero e proprio percorso dedicato al leaf peeping in variante mediterranea dal momento che ci troviamo sulle colline umbre e non sui monti Appalachi.

Umbria



  • Il Sentiero NaturOlistico del Giardino del Mago a Pietralunga (Pg), nella valle del Carpina presenta querce, salici e resinose, la varietà di specie esibisce una vasta gamma di colori a dir poco affascinante. 

  • Gli aspiranti leaf peepers, lungo il Percorso Natur Olistico (PNO) del Giardino del Mago,piccola oasi naturale all’interno della fattoria, possono cimentarsi, da soli o con l’ausilio di una Guida, nell’osservazione della Natura dal buco della serratura, rivolgendo particolare attenzione agli aspetti qualitativi del paesaggio per riconoscerne i componenti basilari (alberi ed arbusti) e per fissare su un qualche supporto (macchina fotografica, taccuino da disegno) le emozioni suscitate, portarle via e riviverle una volta a casa.

Dopo di che pronti, per indimenticabili passeggiate (guidate o meno) all’insegna del leaf peeping, lungo i suggestivi sentieri segnati della Valle del Carpina, la valle dei colori …

I sentieri dell'autunno 




Sono iniziate invece domenica 6 ottobre le passeggiate de "I sentieri dell'autunno"

Il programma ha avuto inizio Domenica con

  •  la passeggiata Tra Montesperello e Montemelino,i boschi verso il lago

Partendo da Montesperello (Magione) sul sentiero che porta a Monte Melino. Poi si sale al Monte Penna fino in cima am.496 domenica 6 ottobre si terrà il primo appuntamento con le camminate di Sentieri d'autunno. Il ritrovo è alle ore 8,45 presso l' Az. Agr. Berioli a Montesperello (Magione). Il luogo dell'appuntamento si raggiunge prendendo la strada asfaltata che sale a Montesperello dal lato di Perugia. All'altezza della seconda curva a destra c'è la casa colonica che ospita la cantina, a sinistra il parcheggio. Partiamo e cominciamo a salire per prendere presto un sentiero che tra il bosco e gli olivi ci porta a Montemelino. Presso la chiesa facciamo una breve sosta. Ripartiamo lentamente verso il monte Penna. Si sale fino alla cima (m. 496) da dove si abbraccia con la vista tutto il lago, le colline e i borghi che lo contornano oltre a un bel panorama verso Perugia, il Tezio e l'Appennino. Camminando sul crinale, per brevi saliscendi panoramici esi prende a scendere lentamente verso Montesperello. Da lì ancora in discesa per compiere l'ultimo tratto tra gli oliveti che ci riportano, prima delle vigne, al luogo da dove siamo partiti

La camminata è lunga km 10, presenta un dislivello di m 250, per  3 ore.

Info: Giannermete Romani - ermete.romani@gmail.com - 3471148395

Il resto del programma che comprende le passeggiate sottoelencate  potete scaricarlo qui
Programma Sentieri d’autunno 2013*


Domenica 13 ottobre – I boschi di Tuoro sul Trasimeno

Ritrovo ore 8,45 presso la chiesa di S. Lucia - Vernazzano 

Info: Gian Piero Zurli – chjamp64@yahoo.it – 3332803498



Domenica 20 ottobre – Le colline di Castiglione del Lago

Ritrovo ore 8,45 presso Az. Agr. Bittarelli - Vaiano 

Info: Giannermete Romani - ermete.romani@gmail.com – 3471148395




Domenica 27 ottobre – Nella campagna marscianese

Ritrovo ore 8,45 presso la Cantina Chiorri – Sant’Enea

Info: Graziano Vinti – graziano_vinti@libero.it – 3494642484




Domenica 3 novembre – Tra Paciano e San Donato

Ritrovo ore 8,45 presso i giardini pubblici di Paciano

Info: Gian Piero Zurli – chjamp64@yahoo.it – 3332803498




Domenica 10 novembre – Dentro e fuori le mura di Perugia: la città, gli orti, gli olivi

Ritrovo ore 8,45 ai Giardini del Frontone - Perugia 

Info: Giannermete Romani - ermete.romani@gmail.com – 3471148395



Domenica 17 novembre – Festa dell’olio all’abbazia di Montelabate

Ritrovo ore 8,45 alla Fattoria di Montelabate

Info: Graziano Vinti – graziano_vinti@libero.it – 3494642484




Domenica 24 novembre – Boschi e borghi intorno a Piegaro

Ritrovo ore 8,45 a Fontana di Gaiche

Info: Graziano Vinti – graziano_vinti@libero.it – 3494642484



Sentieri d'autunno



Restiamo ancora in Umbria, terra di boschi, oliveti e vigne l’autunno è magico. Il vino sta fermentando nei tini e fa sentire il suo odore inconfondibile, nei boschi si possono trovare numerose e pregiate specie di funghi, negli stupendi castagneti si vanno a raccogliere le preziose castagne mentre dai frantoi esce l’olio extra-vergine d’oliva, il luminoso oro liquido che è un’emozione per il palato.

Clicca qui per leggere
il programma completo
Camminare in autunno tra i boschi, le vigne e gli oliveti, in mezzo ai profumi densi, che sanno di terra e di legno, con le struggenti giornate luminose di sole cristallino, è un’esperienza di pace e di esaltazione dei sensi che va vissuta.
Nel mese di novembre sono previste escursioni sulle colline intorno al lago con soste e degustazioni presso le cantine e frantoi per assaggiare il vino novello, l’olio nuovo e i ricchi prodotti tipici dell’autunno.
Chi volesse partecipare alla manifestazione troverà condizioni molto vantaggiose presso le diverse strutture di ospitalità.
Il ritrovo è per le ore 8,00 con partenza delle escursioni prevista per le ore 9,00.
La durata è compresa entro le 4 ore. Verso la fine è prevista una sosta per la degustazione di olio extravergine d’oliva locale.


Sabato 30 ottobre
Le colline di Magione
Ritrovo ore 8,45 ai Giardini Comunali di Magione, nei pressi della Comunità Montana
Sosta presso il Castello di Magione per visita (ingresso € 2,50)
Gian Piero Zurli 3332803498 chjamp64@yahoo.it

Domenica 31 ottobre
Le colline tra Perugia e Marsciano

Percorso ad anello che si snoda fra le alture sovrastanti l’abitato, con belle aperture panoramiche che spaziano dalla valle del Nestore al lago Trasimeno.

Si cammina per circa tre ore su stradelli e sentieri tra i cangianti colori del bosco e l’argento degli oliveti, seguendo un itinerario di un certo impegno con uno sviluppo di circa 11 km ed un dislivello di circa 350 mt. in salita ed in discesa.

Per info e prenotazioni contattare:3332803498-chjamp64@yahoo.it

G.A.E. Gian Piero Zurli

Domenica 7 novembre
Le colline tra Deruta e Collazzone

 La passeggiata è bella, panoramica, si svolge su stradine e sentieri agevoli, il dislivello è di circa 150 m, la lunghezza di circa 8,5 km.

Per info e prenotazioni contattare: Giannermete Romani 3471148395 ermete.romani@gmail.com


Sabato 13 novembre
Tra Piegaro e la valle del NestoreRitrovo ore 8,45 presso Azienda Agricola Peltristo - Pietrafitta
Sosta presso il frantoio dell’Azienda Agricola Peltristo
Giannermete Romani 3471148395 ermete.romani@gmail.com

Domenica 14 novembre
Nel folto del Bosco Sereni
Ritrovo ore 8,45 presso Azienda Agricola Biologica Torre Colombaia – S. Biagio della Valle

Graziano Vinti 3494642484 graziano_vinti@libero.it

Sabato 20 novembre
Le colline tra Vernazzano e Passignano.
Ritrovo alle 08.45 (partenza per l’escursione alle 09.00) presso il frantoio Tonazzoli Roberto in loc. Pischiello nei pressi di Passignano sul Trasimeno.

L’itinerario si svolge a cavallo dei comuni di Passignano e Tuoro; si percorrono in salita un sentiero nel bosco misto e poi in discesa per stradelli si tocca la torre torta di Vernazzano ed il piccolo borgo di Torale.
Itinerario di un certo impegno con uno sviluppo di circa 13 km ed un dislivello di circa 350 mt. in salita ed in discesa.
Consigliati abbigliamento comodo e scarponcini da montagna e ricambio da lasciare in auto.

Per info e prenotazioni contattare:
G.A.E. Gian Piero Zurli 3332803498-chjamp64@yahoo.it

Domenica 21 novembre
Boschi e oliveti tra Magione e Castel Rigone

Tra oliveti e campi si scende verso località la Goga, poi in salita nella fitta macchia in cima al monte Bitorno. Da questo punto panoramico si possono osservare le colline tra Perugia, Città della Pieve e Magione con il Monte Penna, Montali, il Monte Solare e Montarale. Si ridiscende verso la valle del torrente Formanuova e quindi verso la Goga per tornare tra campi, fossi e antiche piante verso Colpiccione. L’itinerario è lungo circa 10 km con un dislivello di circa 300 m.

Per info e prenotazioni contattare:
G.A.E. Gian Piero Zurli 3332803498-chjamp64@yahoo.it

Scarica la Brochure dei sentieri d'Autunno

Sud

Dal centro al sud Italia, il foliage si arricchisce delle passeggiate organizzate dall'associazione InViaggio con Ric che offre programmi di trekking alla ricerca dei colori più belli e intensi nei boschi del sud.

Autunno in città




Infine se abitate in città e non volete allontanarvi troppo da casa, niente paura! Le possibilità sono infinite. A Roma, ad esempio, basta concedersi una passeggiata a Villa Borghese, Villa Ada o – semplicemente – nei tanti altri giardini di città. A Torino, c’è l’immancabile Parco del Valentino oppure Stupinigi. Da Milano, potreste trascorrere un pomeriggio a Parco Lambro oppure raggiungere in giornata Val Masino. Se invece vivete nei dintorni di Bologna, potreste organizzare una piccola gita nella zona di Badolo, oppure lungo la Porrettana, ricca di boschi, o al Parco del Corno alle Scale, dove tra l’altro – Domenica 27 ottobre – è in programma un’escursione proprio dedicata al foliage dell’Appennino. A pochi passi dal centro storico di Bologna, invece, l’Estate di San Martino può essere ammirata nel parco di Villa Ghigi oppure all’Arboreto di Via del Pilastro, nei pressi della tangenziale, davanti all’Hotel Savoia. Questo parco fu realizzato negli anni ’90 con l’intento di inserire in un contesto rurale il maggior numero di varietà di alberi dimenticati e poco utilizzati nel verde pubblico. Troverete tante piante esotiche e ornamentali che, durante l’autunno, cambiano colore, assumendo meravigliose tonalità accese.

Grazie


FONTI CONSULTATE :

http://www.cerqua.it/it/novita.php

http://www.yogajournal.it/joomla/index.php?option=com_k2&view=item&id=1342:andar-per-foglie&Itemid=83&tmpl=component&print=1

http://www.yeslife.it/leaf-peeping-i-colori-dell-autunno

http://thefamilycompany.it/2013/09/20/autunno-con-bambini-il-foliage-in-italia/

http://www.montitrasimeno.umbria.it/it/notizia/sentieri_dautunno

http://www.nelleterredeltrasimeno.com/pg_eventi_scheda.php?id=10&lang=

http://www.lovevda.it/turismo/proposte/foliage_i.asp?pk=1503&tipo=scheda&nomesch=sch_patrimonio

sabato 5 ottobre 2013

Gli alberi e la fotografia


La settimana scorsa ho partecipato ad un bell'evento. La mia amica Annalisa Marino brava fotografa della mia generazione mi ha invitata a presentare la sua prima mostra fotografica intitolata l'Essenziale. Così ho scritto per questa occasione un 'introduzione ispirata al "Piccolo Principe". La mostra che si è svolta a Roma nella zona di Testaccio al Teatro Accento è stata una bellissima esperienza per me. Ispirata dal mondo della fotografia, di cui, devo assolutamente dirlo, non conosco nulla... ho pensato di fare questo post e di presentarvi anche un altro fotografo in gamba, conosciuto da poco ma che stimo molto e di cui penso che sarebbe bello vedere una sua esposizione. 
Fotografare è un'arte, l'ho sempre pensato, l'ho capito meglio dopo aver sperimentato foto su foto senza alcuna ispirazione e competenza. Fotografare gli alberi è ancora più difficile perché la loro essenza va colta con le sfumature di luce naturale del paesaggio, senza circoscriverli nell'obbiettivo ma facendoli vivere attraverso esso, in simbiosi con l'ambiente circostante e con il nostro occhio. Per fotografare gli alberi non serve solo bravura, occorrono anche acume e sensibilità perché nel bosco una frazione di secondo cambia luci e ombre e la poesia che ne deriva... ma la natura resta la modella migliore: ha mille pose pur rimanendo apparentemente immobile e anche gli alberi con la loro lentezza sono soggetti di grande bellezza da immortalare.
 Da quando seguo la mia pagina fb ho visto e selezionato migliaia di foto di alberi, alcune bellissime, altre curiose, altre decisamente deludenti. E' un peccato perché l'albero si può raccontare bene attraverso le immagini e invece, devo dirlo, ho visto molte pubblicazioni anche di libri di riguardo sugli alberi, di cui non voglio fare nomi, in cui le fotografie degli alberi erano davvero scadenti... E pensare che, invece, attraverso una bella fotografia si potrebbero raccontare tante storie che l'occhio umano a volte non percepisce nella normalità del quotidiano e questo vale ovviamente anche per gli alberi. 
 Alberto fa questo, racconta con le sue fotografie quello che il paesaggio gli comunica. Perché Alberto secondo me , anche se probabilmente non lo ammetterebbe, parla con gli alberi più di quanto facciamo noi, e riesce a tirargli fuori l'essenza e le vibrazioni che nascondono tra foglie, rami, corteccia e radici in assoluto silenzio usando la sua sensibilità e il suo obiettivo.
Alberto chi? Direte voi... Avete ragione. Alberto Clapis  è un ragazzo di Biassono (MB), sposato con due figlie, classe 1971, che fa fotografie per passione. Fotografie che hanno per protagonisti gli alberi e le loro storie. Nel suo blog essenziale e pulito "La carta degli alberi maestri" ne troverete molte che vi affascineranno,  e vi catapulteranno in un'atmosfera da sogno. Io oggi qui ne riporto qualcuna e le userò anche per illustrare l'articolo apparso sul sito clubfotografia.com che parla proprio di lui e di come fotografare gli alberi e che ho riportato nelle parti essenziali per spronarvi nel cimentarvi come fotografi...Per leggere tutto l'articolo cliccate sul titolo (le 10 regole base per fotografare gli alberi)

Quando Alberto mi ha mandato le prime foto nei messaggi, ho subito pensato a Barbalbero , agli Ent e a tutte le figure mitologiche che si dice abitino gli alberi. Ci vuole un occhio particolare per cogliere volti e figure che spuntano dalla corteccia, bisogna possedere fantasia e spirito di osservazione e certamente una sensibilità particolare  che appartiene a chi ama gli alberi...


Nel suo blog leggo un post che riporto integralmente perché in qualche modo ci coinvolge

Gli alberi parlano ?
Mesi fa , trovai per caso un vecchio opuscolo del Parco di Monza ove era brevemente descritta una quercia secolare " statuaria " immersa nel folto e con i rami aggrovigliati alla ricerca della luce .
Trovare quest'albero non fu facile del resto il mio unico indizio risaliva a oltre trent'anni prima e per un albero secolare possono fare la differenza , stavo infatti per desistere quando la trovai o forse fu lei , a trovare me . . . nell'aria si percepiva qualcosa di selvatico , di antico .
Un posto dove regna la suggestione , un posto avvolto nel silenzio , un grezzo ligneo volto , muto . . forse più avvezzo ad ascoltar che a proferire .
Questo mio brancolare tra il cinismo e la volontà inconscia di credere o cedere alle suggestioni mi porta a pormi una domanda: qual'è esattamente il rapporto tra uomo e albero ?
(Alberto Clapis)



Il rapporto tra uomo e albero è così antico che mi chiedo come potrei rispondergli esaurientemente, ma poi basta dare un'occhiata al nostro blog per comprendere che l'uomo e l'albero hanno un rapporto di parentela così stretto da far pensare ad un'antica maternità, in fondo se ci pensiamo bene Adamo ed Eva hanno iniziato la nostra discendenza e la scoperta del mondo proprio da un albero, quello della conoscenza.

Talvolta gli alberi somigliano ai loro abitanti, è il caso di questo esemplare che ha le sembianze di una civetta un poco strabica...


E qui la vedete quella faccina che spunta dal tronco? Allenatevi anche voi sono sicura che ci prenderete gusto e vorrete scovare in ogni albero un nuovo spiritello del bosco!


Qui invece c'è un signore un po' altezzoso che ci guarda con occhio critico...


E poi ecco un grande naso chissà quanti odori sentirà...


E se ci rifacessimo il trucco insieme a lui?Simpatico eh? Sembra un attore di teatro...chissà se gli piace Pirandello...


La quercia del parco di Monza invece, qui da questa angolazione, sembra un gigante Moai dell'isola di Pasqua




Le dieci regole base per fotografare gli alberi 

1.PRIMO PIANO
Quando si vuole aggiungere al primo piano dell'immagine un campo aperto includere se possibile uno specchio d’acqua (un laghetto, una pozzanghera ghiacciata) che aggiungerà un ulteriore elemento d’interesse alla composizione, consentendo di sfruttare i riflessi che si formano sulla superficie bagnata.






2.RADICI
Cercare di individuare gli eventuali “percorsi” creati dalle radici degli alberi, come quelli che si formano ai piedi dei faggi dopo un acquazzone. Si può usare un grandangolare per curvare l'immagine a piacimento dando risalto ai disegni delle radici.


3. DENTRO LA FORESTA
Dentro a boschi e foreste gli strumenti più indicati quando si vuole conferire drammaticità alla scena sono  i teleobiettivi. Infatti, proprio per peculiarità costruttive, riescono a comprimere i piani di messa a fuoco e avvicinano i soggetti che si trovano a distanze diverse. Se si vuole realizzare un’opera astratta accostando tronchi di specie differenti  sono la soluzione ideale.Sempre a questo scopo, le giornate di cielo coperto sono un valido alleato: ammorbidiscono la luce e attenuano le ombre.



4.PERSONE, EDIFICI,ALTRI SOGGETTI
Se si desidera dimensionare i soggetti, dotando gli osservatori di una scala di misura, si può includere nell’ inquadratura qualcosa di facilmente identificabile: una panchina, un piccolo edificio, una statua,  o anche un soggetto umano. Nella foto che segue è immortalato il nostro Alberto Clapis.



5. LA CORTECCIA

La trama specifica della corteccia di un albero è un soggetto davvero interessante in quanto risulta differente per ogni specie presente sulla Terra: da quella color grigio tenue tipica del faggio, a quella bianca e cadente della betulla; dal legno scuro e rugoso del pino, a quello liscio e argenteo del cedro. Provate un’inquadratura molto ravvicinata in modo da non includere nell’immagine i bordi del tronco e, nei limiti della luce presente sulla scena, chiudete il diaframma quanto più vi è possibile così da ottenere la massima nitidezza. Noterete che fotografando gli alberi la cui corteccia è particolarmente scura e spessa si riescono ad ottenere mirabili esempi di forma e trama.



 Fotografie di una nostra fan : Valentina Crippa 


6. LE FOGLIE, I FIORI, I FRUTTI, LE BACCHE
Come per la corteccia anche per queste è possibile scattare fotografie molto ravvicinate. Provate a fotografare le foglie controluce: i raggi del sole, attraversando il tessuto vegetale, renderanno i vostri soggetti piacevolmente brillanti. Tenete presente che la posizione ottimale per scattare prevede che la luce solare sia interamente schermata dalla foglia che volete riprendere.Cercate, quindi, di riparare l’obiettivo da eventuali luci parassite o con la mano, o utilizzando un parasole. La retroilluminazione risulta particolarmente efficace nel periodo autunnale, quando le foglie si tingono di giallo, rosso e arancione.Quindi sbizzarritevi!



7. IL “CAVALIERE SOLITARIO”

Gli alberi solitari sono l’ideale punto di fuga  nelle fotografie dei grandi spazi aperti. Efficacissimi nello “spezzare” i vuoti orizzonti lunghi e piatti, questi “cavalieri solitari” si configurano anche come eccellenti termini di raffronto nella misurazione a occhio delle dimensioni e delle distanze.
Ricordatevi solo di mantenere “pulito” lo spazio intorno all’albero non devono rientrarvi altri soggetti potenzialmente in grado di disturbare l’osservatore). Le ampie distese verdi o fiorite, al pari dei cieli azzurri e tersi in secondo piano, sono lo scenario perfetto in cui inserire il vostro albero solitario conferendogli quel senso di ieratico distacco tanto più evidente, quanto più maestoso appare il vostro soggetto.
Quercia del Bosco Bello  400 cm rilevata Sett. 2012 

8. PUNTO DI VISTA ELEVATO


Un punto di vista elevato dal quale poter scattare le vostre foto potrebbe costituire un’originale alternativa alle solite immagini “boschive” che si vedono in giro.
L’ideale sarebbe uno di quei trabattelli con capanna utilizzati come rifugio dai cacciatori e dai birdwatchers, ma, in mancanza, anche una scaletta portatile su cui salire e riprendere i vostri alberi da una visuale differente rappresenta una valida soluzione. Oppure, cosa che noi parlalberi consigliamo vivamente, potete arrampicarvi sugli alberi stessi possibilmente senza far cadere la vostra macchina fotografica...

9. ANGOLAZIONI DIFFERENTI



Fotografare uno stesso soggetto da punti di vista diversi è il modo migliore per ottenere belle foto.
Provate a scattare alla chioma, attraverso il fogliame, mettendo a fuoco in punti diversi (vicini o più lontani). Rami e foglie, come abbiamo detto, costituiscono la cornice ideale in grado di condurre l’occhio dell’osservatore verso altri soggetti più “importanti”.
Se siete dei tipi atletici potete pure provare ad arrampicarvi su qualche roccia o, al limite, sui primi rami di qualche albero del circondario. Piegate le ginocchia e/o provate a sdraiarvi supini inquadrando la volta sopra di voi. L’azzurro del cielo e il verde della vegetazione si abbinano meravigliosamente. Specialmente quando l’angolo di campo è piuttosto esteso. Infatti, usando un grandangolare medio-spinto è possibile realizzare quell’effetto caduta dei tronchi tanto semplice, ma tanto spettacolare, che si vede in molte immagini naturalistiche.


10. LE STAGIONI



La stagionalità è un fattore chiave quando si parla di fotografia naturalistica. Catturare il mutamento cromatico del fogliame è un progetto interessante (abbastanza comune) che molti, armati di pazienza, buona volontà e treppiedi, possono intraprendere anche dalla finestra della propria camera da letto. L’importante è mantenere sempre lo stesso punto di vista. Pertanto è d’obbligo segnarsi il punto di scatto e l’altezza di elevazione da terra che si è usata la prima volta.
La sequenza cangiante dello stesso albero (o del medesimo gruppo di alberi) fa sempre la sua figura: foglie verdi e vegetazione folta in estate; gialli, rossi e arancioni in autunno; il bianco dei rami innevati d’inverno; i boccioli primaverili… Ad esempio sarebbe davvero magnifico poter immortalare questo ippocastano sotto la Tour Eiffell nei diversi periodo dell'anno... 
(comunicazione privata urgente: "Alberto devi tornare a Parigi! Vorrei un'altra cartolina come questa ma di diverso colore...grazie !")
Di certo questo è il periodo più bello se pensiamo ai colori, al foliage autunnale e al Leaf peeping (ne parleremo nel prossimo articolo)... guardate qui che ci combina il nostro Alberto





 

E voi ? Vi piace fotografare gli alberi? Mandatemi le vostre foto sarò felice di pubblicarle in pagina ...
a presto con il prossimo post 

Valentina