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martedì 29 luglio 2014

Kriya Yoga-Mudra e significati

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Kriya Yoga (dal sanscrito kriya, "azione" e yoga, "unione") è una particolare forma di Raja Yoga, l'ultimo dei percorsi yoga descritti da Patanjali, definito la Via Regale di unione con Dio attraverso la meditazione.
Con questo termine si fa riferimento ad una pratica spirituale diffusa in occidente a seguito degli insegnamenti rivoluzionari  di Paramhansa Yogananda a partire dal 1920.Di Yogananda abbiamo parlato più volte e ho recensito diversi suoi testi, lo considero uno dei miei maestri spirituali, anche se probabilmente sono molto lontana dai suoi insegnamenti ancora. 


Tuttavia anche io ho provato in alcuni periodi della mia vita degli esercizi yoga, soprattutto nel periodo precedente al parto e durante la gravidanza, non potendo seguire corsi a causa di una grave iperemesi gravidica ho comprato un libro che conservo ancora e a cui sono molto grata perché ne ho tratto molto beneficio: Manuale pratico di yoga per il parto di Janet Balaskas. Dopo questa esperienza avrei sempre voluto seguire un corso di yoga ma tra gli impegni e gli orari impossibili dei corsi ho sempre dovuto rimandare, ho però eseguito nel corso degli anni alcuni semplici esercizi che vanno ad integrarsi allo Yoga: i mudra. Ho creato a questo proposito delle schede con i quattro esercizi che eseguo con maggiore frequenza in attesa di leggere un titolo che mi è stato proposto oggi 



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Kriya Yoga


Questo libro presenta per la prima volta il Kriya Yoga in modo completo e accessibile, nelle sue molteplici sfaccettature: dalla sua storia alla sua filosofia, dal suo funzionamento sottile a come prepararsi all’iniziazione. Un testo prezioso per tutti coloro che desiderano conoscere o approfondire questa antica scienza, mantenuta a lungo segreta. E non solo: anche una miniera di pratici strumenti e tecniche per chiunque affronti la meravigliosa avventura del viaggio interiore! Per leggere un'anteprima del libro cliccate qui. Quante volte, ad esempio, ci è capitato di muovere o tenere le nostre mani in una certa posizione senza che ce ne rendiamo conto e senza saperne il motivo.
Molti di noi pensano che questo comportamento sia solo un’abitudine o un modo per esprimere sé stessi.
Capita spesso però di tenere le mani sempre in una certa posizione e a noi preferita. Bene in questo caso, molto probabilmente, ci stiamo inconsciamente curando e stiamo facendo il cosiddetto yoga delle mani ossia"Mudra".
Le mudra (gesti simbolici delle mani),insieme alle  pranayama (tecniche respiratorie) e ai mantra (suoni) vanno ad integrare e potenziare le asana (posizioni o posture utilizzate in alcune forme di yoga) allo scopo di modificarne o potenziarne gli effetti.
Le mudra si trovano nell’arte e nei rituali di molte tradizioni sacre, tra cui l’Induismo e il Buddhismo. Le loro origini sono quasi sconosciute, ma si crede che ogni gesto sia la naturale espressione di un preciso stato interiore. Le più note rimandano alle qualità di un bodhisattva: un “guerriero yoga” che combatte impavido per porre fine alle sofferenze di tutti gli esseri.
 Si può pensare alle mudra come al linguaggio dei segni che nasce da una mente aperta e un cuore consapevole e accresce di devozione la pratica. Se le si esegue durante gli asana, la meditazione, il pranayama, o i kirtan (canti) si placa il rumore incessante dei propri pensieri.

COMUNICAZIONE NON VERBALE Le mudra richiamano alla mente due principi fondamentali della filosofia yogica. Il primo è che ognuno di noi è già ciò che sta cercando, o almeno ha in sé un seme del la virtù che vuole coltivare. Ma questo sfugge alla coscienza individuale perché è molto più facile vedere coraggio e saggezza nelle storie e nelle immagini di divinità indù o del Buddha che osservare come tali qualità risiedano anche dentro di noi. Il secondo è che la pratica delle mudra può aiutare a trovare la giusta via per tradurre le buone intenzioni in azioni concrete. Solitamente ciò che facciamo ha una valenza comunicativa maggiore rispetto alle nostre parole. Questi gesti sacri sono un chiaro esempio di come le azioni rivelino le motivazioni più profonde: rappresentano, cioé, il ponte tra l’esperienza spirituale interiore e le interazioni esterne con il mondo.

Mudra(sigilli) è un termine sanscrito riferito a particolari posizioni delle mani e delle dita con valenze simboliche e rituali. La gestualità delle mani è sempre state in tutte le culture una forma spontanea di espressione e comunicazione a cui si fa spesso ricorso nella vita di tutti i giorni per sostituire o rafforzare la comunicazione verbale.

All'origine la funzione dei mudra era quella di esprimere attraverso i gesti, i concetti caratterizzanti una data divinità o la forma in cui essa si manifesta negli uomini. Questi venivano praticati prevalentemente nei paesi orientali ( es.India) in ambito religioso e spirituale e nelle pratiche yoga.
Nella nostra cultura occidentale e in ambito religioso venivano praticate particolari gestualità con le mani, come testimoniano i tanti dipinti esposti in musei e chiese. Anche se a queste particolari gestualità non sono stati attribuiti termini specifici, in sostanza hanno le stesse funzioni dei mudra praticati in Oriente.

Grazie al diffondersi della pratica yoga e correnti religiose orientali nel mondo occidentale abbiamo iniziato a conoscere e ad apprezzare i mudra che in questi ultimi tempi vengono praticati in tutto il mondo non solo per accompagnare pratiche yoga o per raggiungere un certo equilibrio spirituale, ma anche per ottenere benessere fisico-emotivo-mentale.
Nelle mani e nelle dita sono presenti diverse terminazioni nervose e vi scorrono dei meridiani. Nelle punte delle dita in particolare terminano i meridiani principali e di conseguenza se si riesce a sboccare uno di questi, l'organo del corpo corrispondente ne trarrà beneficio.

I mudra possono essere praticati da seduti, sdraiati o mentre si cammina e comunque in uno stato rilassato. La pressione delle dita deve essere piacevole e leggera. Alcuni autori sostengono che si possono praticare in svariati luoghi come ad esempio: alla fermata dell'autobus, in sala d 'attesa, davanti alla tv ecc.. L'importante è che, indipendentemente dal luogo, si riesca a raggiungere uno stato rilassato e sereno, stato che solo pochi riescono a raggiungere in ambienti caotici o rumorosi grazie a lunghi allenamenti e pratiche meditative.
Ad ogni modo sarebbe meglio praticarli in ambienti sani e tranquilli anche solo per 5 minuti alla volta.
Alcuni mudra sono accompagnati da particolari tecniche di respirazione e visualizzazione e altri da particolari suoni verbali ripetuti ( es. Om). Per ottenere i maggiori benefici alcuni di essi vanno eseguiti per una durata che va dai 3 ai 30 minuti per 2 o 3 o 4 volte al giorno, negli stati cronici qualcuno consiglia di eseguirli per 45 minuti una volta al giorno oppure 15 minuti per 3 volte al giorno. Altri vanno fatti solo in caso di emergenza e solo quando è necessario. E' bene non eseguire troppi mudra alla volta e non aspettarsi risultati istantanei, a volte occorre un po? di tempo per raggiungere la guarigione completa.
Ed ora vi propongo le mie quattro schede, che ho integrato con alcune similitudini naturali...spero vi piacciano...appena avrò letto il nuovo libro ne curerò una recensione per voi!
Buon Yoga a tutti!

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Dharmachakra viene tradotto con “ruota/veicolo del dharma” e rappresenta la sincerità del cuore. La sua mudra collega ciascuno ai desideri più profondi in modo da creare, insegnare, guarire o aiutare. Per sperimentare il valore di questo gesto è possibile sedersi in Baddha Konasana (Posizione Legata ad Angolo) o in altra posizione, e pensare a una dimensione della propria vita verso la quale si vuole indirizzare la propria energia, domandandosi “Qual è il prossimo passo?”, “Come posso cominciare?”. Porta le mani all’altezza del cuore: la punta del pollice di ciascuna mano tocca la punta dell’indice. Ora rivolgi il palmo destro verso l’esterno e quello sinistro verso l’interno, verso il petto. La punta del dito medio sinistro deve toccare leggermente l’estremità del pollice destro.



LOTUS MUDRA-Padma Mudra -Padma significa loto.
Nel Buddhismo il Fiore di Loto rappresenta l’apertura del cuore. Il fiore nasce sulla superficie dell’acqua, ma le sue radici sono immerse nel fango. Questo contrasto lo rende un simbolo di luce e bellezza che emerge dall’oscurità. Praticando la Mudra del Loto in Vrksasana (Posizione dell’Albero), con le mani tenute al centro del cuore, ci si sente legati alle proprie radici. E ci si ricorda che la più grande fonte di stabilità nella vita è un cuore consapevole. Sedersi in Padmasana (Posizione del Loto) con le mani in questa mudra significa eseguire una meditazione metta (amabile, di bontà), assistere, cioé, al risveglio del proprio cuore. Unisci le mani e fai in modo che la parte finale dei palmi, la punta del pollice e la punta del mignolo si tocchino. Tieni le dita separate e lascia che fioriscano come petali di un fiore.
Il mudra si effettua portando i palmi delle mani e le dita a contatto fra loro e separando poi indici, medi e anulari. In modo da creare uno spazio fra la nostra mano destra e la nostra mano sinistra. 
Questo spazio è ciò che accoglierà la luce del Divino, la sua Grazia e la sua Benedizione. Padma Mudra ci apre alla forza divina e ci permette di ricevere tutto ciò di cui abbiamo bisogno.
Padma Mudra bilancia Vata, Pitta e Kapha e stimola Prana, Apana e Vjana, dirige il respiro all'altezza del Cuore e della Gola e ha effetti riequilibranti sul sistema nervoso, immunitario e respiratorio. Padma Mudra cura il cuore e tutte le ferite della vita.


Jnana Mudra il gesto della conoscenza intuitiva
Jnana significa saggezza. Il sigillo della conoscenza. Si compie portando a contatto tra loro la punta del pollice e dell'indice a formare un anello verso l'alto. Le restanti tre dita restano unite e distese. La simbologia di questa mudra è l'essenza dello yoga: l'unione tra il piccolo e grande Sé, tra l'Atman col il Brahman. L'indice rappresenta lacoscienza umana ed il pollice la coscienza cosmica. Se il pollice va a premere sull'unghia dell'indice la mudra assume un significato di arrendevolezza alla volontà divina. Se l'indice si posizione sopra il pollice si va a rinforzare il lato egoico della persona. Un errore comune infatti nello Jnana Mudra è quello di unire pollice e indice, in realtà il pollice è SOPRA l’indice.
Nella tradizione buddhista è conosciuto come Vitarka MudraE' la mudra che viene usata maggiormente ed universalmente a sostegno della pratica e delle tecniche meditative.
La pratica regolare di questa mudrâ aiuta a stimolare la memoria, la concentrazione ed il processo di apprendimento; gli yogin affermano che parte di questi effetti sia dovuta ad un accresciuto afflusso sanguigno e ad una migliore circolazione cerebrale causata da una pratica prolungata.
Il dorso delle mani è appoggiato alla parte superiore delle ginocchia con abbandono. Così formiamo un triangolo con le braccia, che ha come vertice la testa; se la nostra colonna vertebrale sarà eretta, rappresenteremo quella tensione verso l'alto che ognuno vive, specialmente quando gli occhi sono chiusi e la concentrazione è intensa.
Un senso di calma profonda, se rimaniamo in silenzio in questa posizione qualche secondo, ci pervade e ci colma, preparandoci alla meditazione o al prânâyâma.
Jnana mudrâ ci aiuta a scendere nel nostro profondo. Le mani sono appoggiate, come abbiamo detto, sulla parte alta delle ginocchia. Pollice e indice sono uniti: l'unghia dell'indice sarà a metà del pollice, così da formare un cerchio, simbolo di unità; le altre dita sono invece unite e tese, il palmo è rivolto verso l'alto. Il pollice rappresenta il sé profondo e l'indice il nostro ego. Quando l'ego scompare e si fonde nel sé, l'essere è realizzato.
In questo gesto, l'uomo vive quella linea lontana che è l'orizzonte, che unisce in un unico afflato cielo e terra.

YONI MUDRA

L'incastro delle dita in questa pratica crea un collegamento incrociato completo delle energie da destra a sinistra e viceversa. Così come bilancia le energie del corpo, aiuta anche a bilanciare le attività degli emisferi destro e sinistro del cervello.Questo rende il corpo e la mente più stabili nella meditazione e sviluppa una maggiore concentrazione, consapevolezza e rilassamento fisico interno. Reindirizza l'energia dentro al corpo che altrimenti sarebbe dispersa. La parola yoni significa grembo o origine. Il mudra yoni invoca l'energia primordiale insita nel grembo materno o fonte di creazione. Per formare lo Yoni mudra, le mani assumono la forma a mandorla con i pollici uniti estesi verso l'alto. Le dita sono unite alle punte estese verso il basso.
Yoni è la fonte della vita e viene indicato come simbolo del potere creativo . Questa meditazione mudra , sarà effettuata utilizzando il rilassamento della mente e si concentrerà sulla creazione . Yoni mudra è il contatto con l'energia femminile e simboleggia il grembo materno ma non solo... è il contatto con l'energia femminile nell'universo e quindi anche con la Natura e la Terra e con tutti i tipi di azioni correlate a questo tipo di energia che richiedono creatività e intuizione .
Questo mudra è congeniale per le donne in gravidanza o che cercano una gravidanza e per tutti coloro che hanno bisogno di riconnettersi con il proprio centro di creazione.


(Valentina Meloni)